Consiglio comunale Como

ecoinformazioni on air/ La dignità del Comune salvata da due donne

Il servizio di Gianpaolo Rosso a Snooze di Radio Popolare alle 6,40 del 14 maggio. È stata una serata tragicomica e oscena, triste e imbarazzante al Consiglio comunale di Como che salva la sua dignità grazie agli interventi di due donne di due destre diverse: Patrizia Maesani, già capogruppo di Fratelli d’Italia ora nel gruppo misto e Ada Mantovani esponente di punta di Rapinese sindaco, una lista da sempre impegnata contro i diritti dei migranti, persino più estrema della destra.

Maesani, prima firmataria di una mozione per un nuovo dormitorio, virale su fb, condivisa pubblicamente anche dal volontariato e dall’attivismo sociale comasco oltre che dalle forze del centrosinistra e della sinistra e da parte di Forza Italia, ma non dal direttore della Caritas comasca, timoroso che l’accoglienza aumenti i flussi verso la città, in aula ha fatto a pezzi il Regolamento della Giunta Landriscina dichiarandolo inadeguato, pieno di errori anche sintattici, inutile, illegittimo e sbagliato, finalizzato solo a colpire i senza dimora senza affrontare i veri problemi della sicurezza in città come quelli posti dalle sale per i giochi d’azzardo.

Mantovani, da sempre antitesi moderata all’estremismo xenofobo della Lista Rapinese, ha in aula, con un discorso accorato annunciato la sua uscita dal gruppo per poter condividere la mozione per il dormitorio e lottare per i diritti delle persone in città.

La discussione sul Nuovo regolamento della polizia municipale (il precedente era dal 1934) la cui necessità è per le destre comasche manifesta dal dicembre del 2017 quando per sgombrare il centro dai poveri nel periodo della Città dei Balocchi si vietò persino di dare da magiare ai senza dimora sollevando la riprovazione di tutte le forze democratiche e dell’opinione pubblica non solo italiana si è protratta a Palazzo Cernezzi fino alle 24 senza arrivare al voto.

Il regolamento, presentato al Consiglio comunale di Como, concentra un’inverosimile paradossale e per certi versi esilarante serie di divieti proprio contro chi è costretto a dormire e vivere in strada. Le norme si riferiscono alla legge Minniti che la maggioranza a trazione leghista della Lega al governo a Como rivendica come un’ottima legge, ma in più si evidenzia una velleità ancora più autoritaria e soprattutto si presenta come un testo che non chiarisce i comportamenti d sanzionare ma ne affida l’individuazione soggettivamente alla polizia locale. Sostanzialmente vietato, dormire, mangiare, vivere in strada ma anche essere vestiti in modo che soggettivamente sarà dichiarato inadeguato dai vigili, chiedere l’elemosina se definita dai vigili molesta, punita anche l’arte di strada con alcune soluzioni al limite della comicità come l’idea di stabilire turnazioni alle esibizioni con necessità dopo ogni trenta minuti di raggiungere un luogo diverso della città per ripeterla.

E soprattutto divieti e imposizioni per la zona rossa,il centro della città, la Como turistica e quella commerciale con l’intenzione evidente di deportare non solo i migranti, ma tutta la povertà, in periferia.

Troppo per Como senza frontiere che ha denunciato come il regolamento sia un accumulo di divieti che limitano inutilmente e pesantemente la libertà di “vivere la città”,  e ha presidiato il Consiglio comunale per dire no al Regolamento, troppo per le opposizioni che prima hanno tentato con Bruno Magatti (Civitas) di rinviare la discussione del Regolamento [Leggi il testo della richiesta di sospensiva bocciata in Consiglio] e poi hanno presentato un centinaio di emendamenti che renderanno necessarie molte riunioni del Consiglio per licenziare il provvedimento sempre che la Giunta sostenuta da Salvini, ma con le destre spaccate, regga e esista ancora dopo le elezioni europee. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como non condanna lo squadrismo fascista

Non è passata nel Consiglio comunale del 15 gennaio la mozione firmata da Magatti, Lissi, Guarisco e Fanetti che chiedeva di condannare quanto accaduto il 28 novembre contro Como senza frontiere. Bruno Magatti consigliere di Civitas così censura su fb l’accaduto: «Ieri sera, compatti, i consiglieri comunali di maggioranza (con il solo distinguo del sindaco che si è astenuto), a Como, hanno respinto, col loro voto contrario, la mozione che esprimeva, a nome della cittadinanza, riprovazione e condanna per l’incursione skinhead del novembre scorso. Non c’è nulla che possa giustificare quel voto. Nessuno è giustificato, nemmeno chi avesse votato per mera pusillanimità». Altrettanto dura la presa di posizione del Pd comasco affidata alla nota che pubblichiamo integralmente.  (altro…)

Palazzo Cernezzi incartato/ Gli emendamenti tra ostruzionismo e silenzi

 

cernezzi2Continua l’infinita discussione sul Bilancio di previsione 2015 al Consiglio comunale di Como. Nelle ultime due sedute di mercoledì e giovedì 15 e 16 luglio solo una parte è stata affrontata e discussa, e mancherebbero poi gli ordini del giorno. In calendario sono previste altre 4 sedute, nelle serate da lunedì (l’inizio è anticipato alle 17.30) a giovedì prossimi. Il dibattito si è però bloccato in un discorso fra sordi fra maggioranza e opposizione che si è data all’ostruzionismo. (altro…)

Le associazioni in aiuto al Comune per il Monumento alla Resistenza Europea

MonumentoResistenza-BMPNell’anno in cui ricorre il settantesimo anniversario della Liberazione d’Italia, il Comune di Como sarà affiancato da un gruppo di associazioni nei lavori di manutenzione straordinaria che interesseranno il Monumento alla Resistenza Europea. Il comitato provinciale dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia, capofila del gruppo composto da Associazione nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, Centro Studi Schiavi di Hitler, Cgil-Camera del Lavoro, Comitato Soci Coop Lombardia, Istituto Storia Contemporanea Pier Amato Perretta e Anpi sezione di Como, ha, infatti, contattato l’amministrazione, nei mesi scorsi, e proposto una serie di interventi. Risolti gli aspetti burocratici e definita insieme la progettualità dei lavori, l’Anpi ha comunicato lo stanziamento a titolo di donazione di semila euro da parte delle associazioni coinvolte. Con il finanziamento saranno eseguiti alcuni interventi per il ripristino della pavimentazione adiacente al Monumento, per la pulizia delle lastre di acciaio e delle parti lapidee del Monumento. Tali lavori si affiancheranno a quelli già predisposti dal Comuneche prevedono, tra l’altro, la posa di una lapide commemorativa in ricordo degli Schiavi di Hitler. La targa sarà collocata, entro il 25 aprile. Tra gli interventi previsti, sono in programma anche la posa di un nuovo cartello turistico che spiega il significato del Monumento e il rifacimento dell’impianto elettrico per l’illuminazione.

«A nome di tutta la città esprimo gratitudine per l’importante contributo di Anpi e delle associazioni coinvolte in questa iniziativa – commenta il sindaco Mario Lucini – Il Monumento alla Resistenza è dedicato a tutti coloro che lottarono per la difesa della democrazia e della libertà, valori che dobbiamo continuare a sostenere e diffondere».

Nel frattempo, il consigliere comunale Cinque Stelle Luca Ceruti, annuncia che nella luca cerutiseduta del consiglio prevista per giovedì 16 aprile, chiederà l’inversione dell’ordine del giorno, affinchè venga discussa entro il 25 aprile la mozione presentata in data 24 febbraio da Ceruti, Nessi (Paco-Sel), Cesareo (Pd) e Carboni (Amo la mia città), dove viene chiesto l’impegno del Sindaco e dalla Giunta comunale alla riqualificazione ed alla valorizzazione culturale e turistica del Monumento alla Resistenza Europea. [jl, ecoinformazioni]

Anpi/ A Como la maggioranza del consiglio comunale è antifascista

ANPI COMO LOGO La sezione Anpi di Como, si dichiara positivamente colpita dall’approvazione in consiglio comunale di un ordine del giorno che chiede a sindaco e prefetto di coordinarsi affinché organizzazioni che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione non abbiano agibilità sul territorio cittadino, relativamente alla concessione del suolo pubblico.

«Apprendiamo positivamente la notizia dell’approvazione durante la seduta del  Consiglio comunale di Como  di lunedì 23 marzo scorso (17 voti favorevoli,  5 contrari, 4 astenuti) dell’ordine del giorno -che riportiamo di seguito-  proposto dai consiglieri Nessi Luigi e Vincenzo Sapere (lista Paco-Sel) e firmato da Eva Cariboni (lista Amo la mia città) da Italo Nessi (lista Como Civica) e Luca Ceruti (Movimento 5 stelle):

«”Il consiglio comunale
Vista la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana, sorta dalla Resistenza, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista (ved. Legge Scelba n. 645 del 20/6/1952 e Legge Mancino n. 205 del 25/6/1993):
invita il Sindaco
A coordinarsi con il Prefetto ed il Questore affinché organizzazioni che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione non abbiano agibilità sul territorio cittadino, relativamente alla concessione del suolo pubblico con gazebo e altre modalità”.

Finalmente anche nel Consiglio comunale cittadino entra, seppur timidamente, il grave problema da noi più volte denunciato riguardante il dilagare di movimenti neofascisti, razzisti e omofobi nella città di Como, che sempre più spesso ottengono spazi e luoghi pubblici con estrema facilità, presentando semplicemente una domanda in carta bollata agli uffici comunali.

La realtà è che esiste ancora una scarsa cultura antifascista nello Stato italiano e nelle sue Istituzioni: troppo spesso le Autorità che dovrebbero garantire il rispetto della Costituzione applicano unicamente tiepide misure di monitoraggio,  prendendo in considerazione il fenomeno neofascista solo sotto il profilo dell’ordine pubblico, senza avvedersi che il problema è molto più serio e coinvolge i principi e le tematiche riguardanti i valori costituzionali e democratici.

Certo, siamo consapevoli che non sarà un ordine del giorno, seppur ampiamente lodevole,  a mutare radicalmente l’atteggiamento tenuto dalle Istituzioni locali nei confronti di questi fenomeni. Tuttavia, riteniamo positivo che la massima assemblea cittadina, su impulso dei Consiglieri che hanno proposto il testo, si sia espressa e abbia dato una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere nel futuro: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica. Come logica conseguenza auspichiamo il divieto a qualsiasi manifestazione di stampo e propaganda neofascista, razzista, omofoba e xenofoba.

Rinnoviamo il nostro invito a partiti, sindacati, associazioni democratiche comasche e alle/ai cittadine/i che si riconoscono nei valori antifascisti e democratici, ad unire le energie per costruire una grande battaglia culturale e politica, di informazione e controinformazione, che abbia come faro guida l’antifascismo e i valori della Costituzione, per disperdere ogni vocazione autoritaria e per ricreare la fiducia reciproca fra cittadini e Istituzioni.» [Anpi sezione di Como]

Bilancio infinito

8 COMOCOMUNESaltata la seduta di venerdì 25 luglio, la discussione sul Bilancio a Palazzo Cernezzi è proseguita invano lunedì 28 luglio già dalle 2 del pomeriggio. La corsa contro il tempo per arrivare all’approvazione entro la fine del mese sembra già persa e la scelta della maggioranza di imporre  i tempi necessari potrebbe rivelarsi controproducente. (altro…)

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