Bizzozero unisce/ 29 agosto Cantù piazza Marconi 9-13

Volantino no nazi cantuSi deve riconoscere al sindaco Claudio Bizzozero la capacità di aver unito un vastissimo arco di soggetti della democrazia canturina, lombarda e nazionale contro la sua paradossale e reiterata decisione di dare libero spazio alle adunate nazifasciste a Cantù, già nota come la città del mobile,  ora pericolosamente affermata come luogo privilegiato delle destre estreme italiane e europee. Certamente la scelta del sindaco gli procurerà grande visibilità nei media e l’occasione per tentare di spiegare la sua originale posizione che afferma di concedere spazio all’eversione di destra per riconoscere a tutti libertà di espressione [naturalmente anche questa pagine sono sempre disponibili a suoi interventi]. Bizzozero non è un fascista, è un esperto di Diritti umani, ha fondato e diretto, fino al 2008,  il Coordinamento comasco per la Pace, ma ha l’ambizione di essere il portatore di una sua verità assoluta incontestabile anche quando appare sinceramente balzana come in questo caso e procura un sicuro danno alla sua città, pericoli all’ordine pubblico, costi ingenti per l’inevitabile e doveroso spiegamento di forze dell’ordine che un raduno nazifascista rende assolutamente necessario. La ricerca spasmodica dell’originalità porta a scelte discutibili. Già nel 2001, dopo l’uccisione di Carlo Giuliani e  la macelleria sociale della Diaz, Bizzozero aveva guadagnato grande attenzione mediatica e qualche simpatia a destra con la sua originalissima tesi  [contestata da larga parte del pacifismo e dell’associazionismo lariano e dai processi] che attribuiva ai manifestanti la maggior parte delle responsabilità, oggi,  unico “paladino della libertà”, sceglie di dare per la terza volta Cantù a Forza nuova.  Naturale la mobilitazione corale di tutte e tutti coloro che ritengono che la Costituzione non possa essere calpestata e che le leggi debbano essere rispettate con la messa al bando di tutti i violenti, i razzisti, gli xenofobi, i fascisti, i nazisti. Infatti l’appello contro l’adunata nazifascista e contro il sindaco che la autorizza ha così tante e tanto autorevoli adesioni da delineare una vera e propria rivolta morale e politica di tutti i democratici contro la violenza di destra e l’assurdità di chi la autorizza.  Sabato 29 si terrà il primo volantinaggio a Cantù piazza Marconi dalle ore 9 alle 13. Scarica e diffondi il volantino. Tutte le informazioni sulle iniziative in programma e l’elenco aggiornato delle adesioni sono disponibili sulla pagina fb  Noi diciamo NO al festival neonazista a Cantù.

1 thought on “Bizzozero unisce/ 29 agosto Cantù piazza Marconi 9-13

  1. Questo intervento di Arci-Ecoinformazioni è condivisibile, anche nel suo assetto very politically correct. Esso tra l’altro esprime anche un implicito, doveroso e meritato plauso al lavoro organizzativo e operativo di coloro che hanno dato gambe e forza al Coordinamento No Festival Nazi a Cantù. Risulta inoltre piacevole la definizione di “portatore di una verità assoluta” che l’estensore assegna al Sindaco di Cantù, la quale, per quanto bilanciata dall’affermazione, certamente corrispondente al vero, che “Bizzozero non è un fascista”, permette di focalizzare il presupposto per cui Cantù ed i Canturini si trovano in una condizione di allarme e di emergenza politica e culturale. Certamente Bizzozero non è un fascista ed anzi, come giustamente rilevato, è un esperto di Diritti Umani, nonchè Fondatore e Direttore di uno dei più attivi coordinamenti pacifisti lombardi. E allora da dove proviene lo strano caso di una Città che, con Bizzozero Sindaco, da un triennio si piega ad essere teatro ospitante di nazifascisti? Vogliamo affermare che si tratta di una “bizzarria” di Bizzozero, di un frutto del suo ego ipertrofico e della sua conseguente bulimia massmediatica? Forse, ma io non ne sono convinto; anche se credo che queste motivazioni esistano, penso che esse possano al massimo essere una concausa, oppure un innesco, ma che non siano queste la causa determinante dell’umiliante lacerazione che stiamo tutti vivendo. Quello di Bizzozero a me pare piuttosto un assetto “adattativo” rispetto alla piattaforma culturale egemone nel nostro territorio; certo, si tratta di un adattamento “estroso” con cui egli cerca di alimentare al meglio la propria immagine e la propria leadership localistica, ma niente di più di questo. Del resto il Sindaco non perde occasione per esprimere questo suo spirito di adattamento, anche se i picchi di maggiore amplificazione usa ottenerli durante le cerimonie istituzionali. I suoi discorsi istituzionali infatti costituiscono, in termini di conformismo adattativo, un’appassionata danza con i luoghi comuni più diffusi e fuorvianti. lo scorso 25 Aprile, per esempio, il suo volteggio dialettico si è posato sulla triste vicenda esistenziale dell’operaio torinese Emilio Guarnaschelli (1911 – 1938). Ora, considerando che si tratta della medesima persona alla quale se gli si rivolge la domanda “perchè lei è un Sindaco italiano che ospita istituzionalmente neonazisti e neofascisti” egli risponderebbe con una intemerata sul concetto di democrazia, sulla robustezza del nostro assetto democratico e sulla libertà di espressione, io credo che una sintesi della fenomenologia in atto possa essere fatta e che possa essere questa: il Sindaco Bizzozero liscia il pelo del suo cavallo e sa che il suo cavallo ama sentirsi dire che il ‘900 è stato un orrore, che le ideologie sono brutte brutte e che nazismo e comunismo sono uguali. Perciò io credo che, più che un problema di Sindaco, noi canturini abbiamo un problema di cavallo. Ma siccome si tratta di un animale intelligente, c’è speranza.

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