Video/ Federico Frigerio architetto all’Ordine degli architetti

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All’Ordine degli Architetti PPC di Como, lunedì 14 dicembre,  la presentazione del volume su Federico Frigerio architetto, recentemente pubblicato da NodoLibri e della Fondation Carlo Leone et Mariena Montadon, è stata l’occasione per una verifica a tutto campo dell’opera di questo fondamentale esponente della cultura, non solo architettonica, del Novecento comasco.

L’architetto Michele Pierpaoli, presidente dell’Ordine, presenta il personaggio protagonista del libro, Federico Frigerio. All’inizio degli anni Trenta lui e Giuseppe Terragni erano gli unici due architetti attivi sul territorio comasco e se Terragni incarnò il ruolo di campione dell’avanguardia, Frigerio poteva essere considerato in un certo senso il riferimento dell’alta società comasca. Pierpaoli racconta quindi brevemente la sua vita e le sue opere, portando gli esempi delle sue principali realizzazioni per mettere in evidenza la sua importanza. I suoi maestri furono Camillo  Boito, architetto e teorico del restauro, Gaetano Moretti e Luca Beltrami.

Interviene poi l’avvocato Sergio Lazzarini, docente all’Università dell’Insubria e presidente della Società Storica Comense, che sottolinea come Federico Frigerio fosse persona di ampia cultura e studioso molto attento. Persona certamente curiosa, sempre attenta al dettaglio e all’approfondimento delle questioni storiche: un interesse teorico che coniugava insieme alla cura nei lavori del cantiere, che seguiva personalmente. La sua lunga attività professionale è quindi segnata dai numerosi contributi di analisi storica, come quelli delle antiche porte dell’Italia romana o sugli antichi strumenti edilizi.

Fabio Cani, autore del libro, riprende molti dei temi affrontati dai due relatori iniziali per mettere in luce i fondamentali aspetti della versatilità e della complessità del personaggio, organizzando il percorso di presentazione del volume attorno ad alcune domande, semplici solo in apparenza: Frigerio era tradizionalista? revivalista? modernista? Federico Frigerio ha una vastissima produzione, nell’arco della sua vita, accanto alle opere più note (come il Tempio Voltiano e il Politeama o il restauro della cupola del Duomo) si annoverano numerosissimi altri progetti: nel libro ne sono schedati almeno 140, dei generi più svariati, dalle ville alle chiese, dalle cappelle cimiteriali ai monumenti. Di lui vengono mostrati diverse fasi e modelli di lavoro: dagli appunti sulle agendine, ai grandi disegni esecutivi, dagli schizzi alle foto di cantiere, accompagnati da altri esempi dei suoi molti interessi, gli studi di ottica e i vari progetti di grafica.

Con questo libro, frutto di una lunga ricerca, di approfondimenti archivistici e bibliografici, ma anche di  indagini sul territorio (compresi i cimiteri, come è stato ricordato), l’autore ha voluto far conoscere Federico Frigerio nella sua complessità, rendendo merito a un architetto che ha contribuito con i suoi edifici al volto moderno di Como e del suo territorio. [Testo, foto e video di Valeria Peverelli, ecoinformazioni]

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