Mese: Dicembre 2015

Coprogettazione di via Volta/ Magatti non molla

via_voltaBattuta d’arresto per l’innovazione della coprogettazione al Comune di Como. La commissione tecnica incaricata della valutazione del progetto per dare nuova vita allo stabile comunale di via Volta ha valutato insufficiente la proposta dell’unica associazione temporanea di imprese partecipante.

L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti ha preso atto della decisione tecnica della commissione ma non demorde nel perseguire l’obbiettivo di realizzare il primo esempio comasco di coprogettazione pubblico-privato per un’azione socialmente assai significativa. Magatti  si dice convinto «che il progetto, la cui articolazione è nota e non cessa di rappresentare (non solo per l’assessore, ma credo anche per molti che ne hanno seguito con interesse e passione lo sviluppo) un obiettivo di metodo e di merito, non finisce qui. Si tratta di un primo passaggio che ha il merito di aver fatto emergere alcuni elementi importanti che più oltre sintetizzo:

1 – l’arco temporale di affidamento (9 anni) voluto dalla giunta (il settore aveva chiesto 9+6) non ha consentito ai partecipanti di impegnarsi in investimenti significativi nell’immobile a motivo dei tempi di ritorno sufficienti, Ciò ha reso debole la proposta su questo fronte, che invece prevedeva una specifica valutazione

2 – il contenuto progettuale, sebbene in linea con la richiesta, ha sofferto, a quello che capisco, di eccessiva genericità, senza riuscire a chiarire in modo convincente l’articolazione effettiva delle azioni proposte anche in relazione alla loro concreta sostenibilità economica

3 – non c’è dubbio che la commissione non ha compreso fino in fondo il carattere innovativo e del tutto differente dai consueti bandi per affidamento di servizi del bando di co-progettazione )si è trattato del primo in assoluto di questa amministrazione),  per sua natura rìvolto alla selezione di un partner rispetto alla sua idoneità (nella progettualità sociale e nella gestione economica) a sviluppare, in un momento successivo e in partnership con l’amministrazione, il dettaglio della co-progettazione».

Si avvia adesso una nuova fase che non potrà che utilizzare strumenti più rapidi di quelli possibili con un nuovo bando, tenderà a migliorare il contenuto progettuale proposto dall’Ati della quale fanno parte sia Confocooperative che Cdo, che nel reperimento di nuove risorse esterne al Comune visto che il Bilancio asfittico di Palazzo Cernezzi, purtroppo impegnato in parte rilevante in altri meno socialmente significativi settori, non consente nel sociale investimenti adeguati.

L’Arci lancia la campagna #giafamiglia

giafamigliaA3-01Il 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, l’Arci ha lanciato la campagna #giafamiglia, aprendo una riflessione sulla famiglia, tanto osannata ed evocata.

«Vogliamo partire da una data importante, il 12 marzo 2015, in cui l’Europarlamento a Strasburgo si è espresso a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso considerandolo come un diritto umano. Diritto umano, e dunque universale e inalienabile per tutti i cittadini, indispensabile per la salute ed il benessere psicofisico della persona, il diritto all’unione e all’unità familiare. Siamo voluti partire da questa data fortemente simbolica, che segna un passaggio importante per le libertà individuali e che irride ancora una volta all’enorme ritardo del nostro Paese.

Che cos’è per noi #giafamiglia?
Vogliamo dare voce alla famiglia reale, alle diverse famiglie che esistono già e che sono legate dal legame più autentico e assoluto, quello d’amore.
Vogliamo dare voce ai tanti cittadini e cittadine, ai tanti minori, che non hanno alcun riconoscimento pubblico e che non hanno tutele. Vogliamo raccontare le tante storie di #giafamiglie che vivono accanto a noi, che sono composite, variegate, colorate, che sono fatte da coppie, eterosessuali o omosessuali, con figli o senza figli, unite dal matrimonio o iscritte al registro delle unioni civili o forse ancora niente di tutto questo.
Vogliamo definire il nostro concetto di famiglia partendo da quello che già esiste e che già costituisce, nella vita vera, Famiglia.

In Italia il diritto di famiglia è fermo ad un impianto legislativo la cui ossatura risale agli anni settanta, che non prevede la differenziazione degli istituti familiari e che non riesce in alcun modo a stare al passo con i tempi in una società che evolve velocemente. In questi anni sono i giudici, a suon di sentenze che stanno riscrivendo di fatto il diritto di famiglia, raggiungendo le punte più avanzate nell’unico interesse della salvaguardia dell’interesse supremo del minore.

Osannata, evocata, oggetto di furori di popolo, la famiglia proprio in questi giorni diventa nuovamente oggetto di una giornata di iniziative in difesa della famiglia tradizionale.
Ma che cos’è la famiglia “tradizionale”? Quella che neppure i politici di destra, i più strenui difensori, riescono ad applicare alla loro vita reale fatta di matrimoni, separazioni, convivenze, figli di partner diversi? Quella che costruisce un casellario rigido ma che in alcun modo riesce a ricomprendere l’amore che per definizione è fluido, libero, che rompe gli schemi? E quali i mostri che ancora oggi nasconde la famiglia tradizionale? Che cosa diciamo di fronte alle drammatiche le stime in costante aumento di violenze e stupri sulle donne, di abusi su minori consumati all’interno delle sacre mura familiari? Riempie le piazze la nostra indignazione?» [Arci nazionale]

Arci/ La pace è una necessità

pacecolomba«I più accorti lo avevano predetto da subito: dopo gli attacchi terroristici a Parigi nessuna cosa sarebbe stata più come prima. Tutto ciò che è seguito a quella tragica notte è costituito da scontata retorica, dichiarazioni avventate, azioni non meditate, il fil rouge che le lega insieme è dato da una sostanziale e generalizzata inadeguatezza dei governanti a fronteggiare una situazione complessa e inedita. Manca una visione d’insieme del mondo, la difficoltà per l’occidente di stabilire cosa vuole fare ed essere fuori dai confini dell’occidente stesso.

Il mondo è cambiato, e con esso sono cambiate anche le modalità dei conflitti che si continuano ad affrontare con gli stessi criteri del secolo scorso: Daesh non è la Germania nazista, la sola risposta in campo oggi – quella militare e muscolare – è inadatta proprio perchè mutuata acriticamente dalla seconda guerra mondiale e dettata dall’impellenza vendicativa avente come solo obbiettivo quello di placare gli animi (e le forze politiche che li animano) più reazionari e nazionalisti.

Nessuna riflessione emerge invece su come fronteggiare l’Is depauperandolo di forniture militari e facili guadagni economici derivanti dalla vendita di petrolio sottocosto; nessun insegnamento tratto dagli insensati interventi che sono stati agiti a favore di dittatori senza scrupoli – funzionali, di volta in volta, alle variegate politiche neocoloniali – per poi spodestarli determinando instabilità regionali e macerie che abbiamo chiamato pace. La Storia non si ripete solo in forma di tragedia o di farsa, ma anche come colpevole riproposizione di modalità fallimentari sapientemente suggerite da appetiti economici e di potere privati.

Qual è il primato di civiltà che dovremmo far prevalere contro la barbarie? Forse quello che annuncia la creazione, nel cuore dell’Europa, di luoghi di detenzione straordinari per i terroristi, obbrobri giuridici nella patria dello Stato di diritto di cui andiamo tanto fieri? O la minaccia di poter utilizzare ancora ordigni nucleari, in una guerra non convenzionale per definizione? Possiamo rimanere inerti ad ascoltare le proposte di chiusura dei confini nazionali – su base razziale e di culto religioso – da parte di chi si candida a rappresentare lo Stato paladino dell’ordine mondiale? Per quanto dovremo ancora sopportare di essere cittadini di un’Europa che ha fallito l’unità politica e tradito i propri ideali di umanesimo subordinandoli all’egoismo dei nazionalismi e delle spinte più reazionarie?

Viviamo tempi bui per la ragionevolezza e il buon senso: siamo costretti a barattare le libertà individuali con la sicurezza, i frutti di secoli di lotte per l’emancipazione con qualche strumento in più di controllo delle nostre vite, chiediamo ancora tempo per edulcorare i danni prodotti al nostro pianeta quando di tempo non ne abbiamo più. Siamo a un passo dal baratro, dovremmo resuscitare non solo la capacità d’indignazione della società tutta ma appellarci all’umanità che risiede in ciascuno per un sussulto che segni un deciso cambio di rotta nelle politiche globali e nazionali, che prima di ogni cosa metta la Pace non più come opzione possibile ma come necessità impellente.» [Franco Uda, coordinatore nazionale Arci Pace, solidarietà e cooperazione internazionale]

67° concorso Aslico per giovani cantanti lirici

teatro socialeDopo aver selezionato già diversi candidati a Bucharest, Vienna e Lione, arrivano a Como le preselezioni del concorso Aslico. Il 12 e 15 dicembre più di un centinaio di candidati si esibiranno sul palco del Teatro Sociale per arrivare alle eliminatorie di gennaio. Il gran finale che decreterà i vincitori si terrà domenica 10 gennaio alle 15.30 e sarà aperto a tutto il pubblico e ad ingresso libero. Scarica qui il manifesto del concorso.

14 dicembre/ Federico Frigerio architetto

locandina_14-dicembre-presentazione-nodolibri-2728Presentazione del volume (NodoLibri), con l’autore, Fabio Cani, Michele Pierpaoli, presidente Ordine architetti Ppc di Como, e Sergio Lazzarini, Università dell’Insubria – presidente della Società storica comense, lunedì 14 dicembre alle 21 all’Ordine degli architetti di Como, edificio Novocomum in via Giuseppe Sinigaglia 1.

Palazzo Cernezzi continua a vendere

facciatapalazzocernezziLa Giunta Lucini approva un altro Piano delle alienazioni e valorizzazioni fino al 2018 per far quadrare il bilancio.

 

Giovedì 10 dicembre la Giunta comasca ha approvato il nuovo Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il 2016 e il triennio 2016-2018.

«A seguito di novità positive come le entrate legate ai frontalieri abbiamo riconsiderato il Piano delle alienazioni per il 2016 togliendo alcuni immobili perché inseriti in contesti interamente comunali di pregio e situati in zone centrali, come due locali in via Cesare Cantù attualmente adibiti uno a ristorante e l’altro a negozio di abbigliamento, e perché valorizzabili attraverso l’affitto, come il caso del bar-birreria in piazza Martignoni a Camnago Volta – dichiara l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno –. Abbiamo stralciato anche due negozi in via Milano alta, con contratto d’affitto fino al 2020 e che quindi garantiscono un’entrata certa mentre l’eventuale vendita, con grandi difficoltà, potrebbe avvenire ad un prezzo di molto inferiore a quello di mercato proprio perché affittati. Sono state, invece, inserite l’ex scuola elementare di Lora e un edificio in via Canova che attualmente ospita una scuola privata paritaria. Per entrambi gli immobili abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse». [md, ecoinformazioni]

 

I beni da alienare nel triennio 2016-2018

Anno 2016

Via Milano 248 – uso commerciale libero da affittanza – 180.156,00

Piazza V Alpini- via Bellinzona 143 – farmacia con vani servizio – 279.649,50 procedura in corso con abbattimento del 25%

Via De Cristoforis – area scoperta – 29.068,00 – verrà esperito terzo tentativo con ribasso d’asta del 25%

Via per Brunate – area scoperta – 18.511,00 – verrà esperito terzo tentativo con ribasso d’asta del 25%

Via Milano 238/240 – uso commerciale (ristorazione) – 198.979,00

Via Milano 240/a – uso commerciale (negozio abbigliamento) – 147.890,00

Via Binda 10 – ex scuola all’aperto – 1.170.000,00

Via per Brunate 30 – ex scuola di Garzola – 654.511,00 – procedura in corso

Via Conciliazione 69/71/73 farmacia con alloggio e box – 283.667,00 – confermato prezzo secondo esperimento

Via Borgovico – 13 posti auto – 390.000,00 in corso verifiche tecniche

Via di Lora – ex scuola elementare – 1.000.000,00 – inserito nel progetto Proposta immobili 2015 del Ministero delle Finanze

Via Canova 11 – scuola superiore – 1.325.000,00

Totale anno 2016 5.777.431,50 euro

Anno 2017

Piazza San Rocco 42 – uso commerciale (negozio elettronica) -153.267,00

Piazza San Rocco 43 – ambulatorio veterinario – 201.667,00

Via Grossi 2/4-Via Dante – ex orfanotrofio – 9.702.620,00 – inserito nel progetto Proposta immobili 2015 del Ministero delle Finanze

Via Regina 42 – deposito officina – 111.300,00

Totale anno 2017 10.168.854,00 euro

Anno 2018

Totale anno 2018 0.

18,5 milioni per i privati che gestiscono l’accoglienza

personenonmerceLa Prefettura di Como ha pubblicato il Bando per la Gara aperta ad evidenza pubblica per l’individuazione dei soggetti a cui affidare i servizi di accoglienza nel territorio della provincia di Como ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale per il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016. Leggi il Bando.

Il bando prevede un onere complessivo pubblico di più di 18,5 milioni di euro e richiede ai soggetti che parteciperanno alla gara di possedere una serie di requisiti e di soddisfare le richieste contenute nel bando che prevedono la messa a disposizione dei migranti del vitto, dell’alloggio e anche servizi per l’integrazione. Il Bando appare assai vago nella formulazione dei servizi richiesti che a fronte dell’ingente stanziamento dovranno essere erogati ai migranti. In particolare per quanto riguarda i servizi per l’integrazione essi sono elencati in modo generico e senza alcuna specificazione quantitativa. Stupisce l’estrema precisione per quanto riguarda le schede telefoniche per i giusti bisogni di comunicazione degli ospiti a fronte dell’estrema vaghezza con la quale vengono definiti gli altri parametri. Ciò potrebbe determinare il reiterarsi di squallidi guadagni sullo stato di bisogno dei migranti per i quali imprenditori senza scrupoli potrebbero percepire i quasi 34 euro al giorno previsti e fornire – come già oggi talora accade – servizi largamente insufficienti e eticamente scandalosi.

C’è da augurarsi che la commissione preposta all’analisi delle offerte dei diversi soggetti privati che parteciperanno alla gara sappia escludere il malaffare organizzato per premiare le organizzazioni che si sono già dimostrate in grado di compiere il servizio con efficienza e coscienza assicurando accoglienza e non semplicemente sopravvivenza con ampio lucro per i gestori.

Leggi sul sito della Prefettura di Como il bando e tutti gli allegati.

Certamente solo la piena pubblicità degli esiti del bando, dell’entità degli importi assegnati a ciascun privato, dei servizi esattamente concordati e della localizzazione dei locali nei quali verranno accolti i migranti permetterà il controllo sociale e politico dell’attuazione del bando stesso evitando che lo sciacallaggio politico delle destre che spesso copre proprio imprenditori che dai bandi ricavano illeciti utili risulti – come già appare dai primi commenti leghisti – ancora una volta vincente. Contro di esso solo l’assoluta trasparenza e la piena condivisione di tutte le istituzioni delle scelte può permettere al nostro territorio di svolgere il compito di civiltà a cui è chiamato.

Si discute di Acsm-Agam

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi affronta una mozione delle minoranze sul futuro della partecipata.

 

Inquinamento

Tutte le preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 9 dicembre hanno toccato il tema dell’inquinamento. Per prima Roberta Marzorati, Per Como, ha letto una lettera di Legambiente in cui si chiedono piste ciclabili, aumento delle zone a 30 km all’ora, il controllo delle temperature negli uffici pubblici, mentre alcuni esponenti dell’associazione si sono presentati in cortile con uno striscione, «ne abbiamo pieni i polmoni», e in aula. Luca Ceruti ha invece chiesto l’efficientamento energetico degli stabili comunali «è ridicolo che il Comune chieda di prendere provvedimenti ad altri senza prima sistemare le sue proprietà», infatti ha ricordato il consigliere pentastellato Palazzo Cernezzi passerà solo l’anno prossimo dal gasolio al gas per il riscaldamento. Ada Mantovani, Adesso Como, ha rilevato l’aumento del traffico lungo il “girone”: «E il marketing per promuovere l’autosilo Val Mulini? Io quest’anno non ho visto nulla». Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto provvedimenti come in altre città dove si è reso gratuito il trasporto pubblico e denunciato la situazione della stazione di Como S. Giovanni: «Uno scempio. Una situazione disumana». Per cui ha fatto appello al sindaco e all’assessore Magatti per un intervento sul prefetto. Per ultimo il consigliere ha anche rilevato «il flop del brand di Como, oggi la gara per il merchandising è andata deserta».

 

Acsm-Agam

Iniziata la seduta Enrico Cenetiempo ha quindi presentato una mozione dell’opposizione per la revoca della approvazione da parte della Giunta Lucini dell’accordo operativo con il Comune di Monza per la selezione di un advisor finanziario a cui affidare la valorizzazione dell’asset Acsm-Agam s.p.a. «Non c’è stata nessuna partecipazione per i Bilanci, la Ztl, la vendita delle farmacie e ora per Acsm-Agam – ha detto il consigliere del Gruppo misto, per cui il passaggio solo in Giunta è – un atteggiamento non corretto anche se legittimo». «Monza vende per non tagliare i servizi e Como esegue» ha aggiunto, facendo riferimento ai patti parasociali che legano le due cittadine “conproprietarie” dell’azienda di servizi, esortando il sindaco «non venda l’ultimo gioiello di famiglia!» Il dibattito è quindi iniziato con qualche contradditorio «Monza ha dato mandato alla Giunta di occuparsi del problema» ha detto Italo Nessi, Como civica, a cui ha replicato Laura Bordoli, Ncd, «hanno già deliberato la vendita». Giampiero Ajani, Lega, ha letto alcuni passaggi di una lettera dei lavoratori comaschi di Acsm-Agam, preoccupati per i posti di lavoro. Butti ha rilevato il ruolo di A2a, interessata all’acquisizione di quote della partecipata comasca, ricordando quanto scritto su diverse testate giornalistiche. «Qual è la strategia amministrativa? Si vuole fare cassa? Che vi venga spiegato» ha esortato Ceruti. Alessandro Rapinese, Adesso Como, si è detto favorevole all’alienazione totale se si debba percorrere quella strada «non come con le autostrade per cui abbiamo una partecipazione minima che non riusciamo a vendere e che non conta nulla».

L’assessora Marelli ha confermato l’interesse di A2a nella creazione di una multiutility lombarda e ricordato la situazione di Acsm-Agam. «Opera nei mercati competitivi e non è scontato che vinca le gare – ha sottolineato –, è giusto guardare in prospettiva al futuro. I margini si stanno assottigliando». Per quanto i rapporti avuti dall’advisor Deloitte con A2a l’assessora ha fugato ogni dubbio «aziende come questa hanno procedure apposta», ha detto «possiamo dire di stare tranquilli non c’è un conflitto di interessi».

Dopo una sospensione di un quarto d’ora in cui le minoranze si sono confrontate la mozione è stata ritirata, «il mio scopo era che questo argomento venisse affrontato in aula» ha detto Cenetiempo, con la richiesta di convocazione della Commissione IV per discutere l’argomento.

 

Interrogazioni

L’aula ha così ascoltato le interrogazioni dei consiglieri, insoddisfatti della risposta ottenuta, Ajani e Rapinese. Ceruti ha ritirato la propria sulla Torre Pantera, dopo aver avuto una risposta scritta.

Il capogruppo di Adesso Como aveva chiesto del rifacimento dei parapetti in via per Cernobbio, «quest’anno quando abbiamo avuto la compatibilità in bilancio l’abbiamo eseguito» la risposta del sindaco, sulla stima del danno risarcibile in favore della società Multi se Palazzo Cernezzi dovesse perdere in Consiglio di Stato. Infatti in prima istanza il Tar nel 2011 ha rigettato la richiesta di risarcimento per circa 14,5 milioni di euro della società olandese ha ricordato l’assessore Spallino, che ha avuto poi un battibecco col consigliere. Ajani si è invece lamentato di quanto stampato sugli avvisi di pagamento della Tari e sulla gestione dell’accoglienza di cittadini stranieri. «La Giunta non sa quante persone ci sono sul nostro territorio – ha dichiarato –, dovete saperlo!» «La prefettura non fornisce le indicazioni del dettaglio per quanto riguarda il numero e l’allocazione – ha spiegato l’assesore Magatti rimarcando – è una scelta che non condivido, ma è così». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Video/ Como per i Diritti umani

biblio10dc2015ccpIl 10 dicembre, nella Giornata internazionale dei Diritti Umani, si è svolta l’assemblea del Coordinamento comasco per la Pace che ha posto le basi per un nuovo attivismo del sodalizio pacifista in questi tempi di guerra, migrazioni, integralismi. (altro…)

10 dicembre/ Con Emergency la Giornata dei diritti umani al Terragni

diritti umani«La nostra dignità è dovuta e dedicata a tutte le Valerie che lavorano, studiano, soffrono e non si arrendono. ripensando a Valeria non voglio isolare la sua immagine dal contesto in cui lei viveva a Parigi. L’università, l’Istituto nazionale di studi demografici, i bistrot, le birrerie dove amavano incontrarsi tante ragazze e ragazzi come Valeria. Gioiosi, operosamente rivolti a un futuro che tutti, mi pare, assieme a lei vogliono migliore» [Alberto Solesin, padre di Valeria, durante i funerali laici e di Stato della ragazza uccisa al Bataclan di Parigi il 13 novembre]

Per il tredicesimo anno consecutivo l’Istituto superiore Terragni di Olgiate Comasco si propone per un giorno come Università dei Diritti umani con 50 conferenze contemporanee affidate a relatori e relatrici di grande spessore culturale contemporaneamente portatori de esperienze di azione diretta nel nostro territorio e nei luoghi più disparati del Pianeta per costruire quel nuovo mondo possibile nel quale la dignità umana sia garantita a tutti a tutte. Alla Giornata parteciperà anche l’Arci con due conferenze tenute da Jlenia Luraschi, da Valeria Peverelli e da Marisa Bacchin che presenteranno alle allieve e agli allievi la proposta culturale e di cittadinanza attiva nel nostro territorio della principale associazione italiana e l’esperienza del Servizio civile a Expo a Cascina Triulza col non profit e nei circoli Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni. Tantissimi i diritti al centro del lavoro scolastico giovedì 10 dicembre in una straordinaria esperienza di didattica partecipata e aperta al territorio. Si parlerà di Diritti migranti, dei tanti diritti violati in Africa e in tante altre zone del pianeta e di come il loro riconoscimento sia ancora minore ovunque ci sia una guerra. Si approfondiranno diritti sempre meno garantiti: quelli del lavoro e della salute ma anche del diritto all’informazione nel “Mediaevo” e della possibilità di una giustizia non punitiva ma in grado di recuperare le persone che hanno sbagliato. Per parlarne si è messo a disposizione della scuola il meglio del Terzo settore lariano, da don Giusto a Michele Luppi, da Celeste Grossi a Roberto Fumagalli, da Severino Proserpio a Gilda Dangelo, da Manuela Serrentino a Marcello Borghi, da Marco Martinelli a Ivan Talloru a tanti altri. Ma non basta: al Terragni ci saranno anche incursioni teatrali sul tema dei Diritti migranti [nella foto una rappresentazione del Mediterraneo realizzata nel 2013 dagli allievi e dalle allieve del Terragni in solidarietà con le persone uccise in mare dalle mafie della tratta delle persone e dalla chiusura immorale delle frontiere) nell’intervallo anche banchetti delle associazioni aderenti, dolci e piantine distribuiti dai docenti per raccogliere fondi per Emergency. Infatti la Giornata dei Diritti umani di giovedì 10 dicembre 2015 all’Istituto Superiore G. Terragni di Olgiate Comasco, sarà dedicata a Valeria Solesin, volontaria di Emergency, uccisa dall’integralismo assassino a Parigi il 13 novembre.

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