Coprogettazione di via Volta/ Magatti non molla

via_voltaBattuta d’arresto per l’innovazione della coprogettazione al Comune di Como. La commissione tecnica incaricata della valutazione del progetto per dare nuova vita allo stabile comunale di via Volta ha valutato insufficiente la proposta dell’unica associazione temporanea di imprese partecipante.

L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti ha preso atto della decisione tecnica della commissione ma non demorde nel perseguire l’obbiettivo di realizzare il primo esempio comasco di coprogettazione pubblico-privato per un’azione socialmente assai significativa. Magatti  si dice convinto «che il progetto, la cui articolazione è nota e non cessa di rappresentare (non solo per l’assessore, ma credo anche per molti che ne hanno seguito con interesse e passione lo sviluppo) un obiettivo di metodo e di merito, non finisce qui. Si tratta di un primo passaggio che ha il merito di aver fatto emergere alcuni elementi importanti che più oltre sintetizzo:

1 – l’arco temporale di affidamento (9 anni) voluto dalla giunta (il settore aveva chiesto 9+6) non ha consentito ai partecipanti di impegnarsi in investimenti significativi nell’immobile a motivo dei tempi di ritorno sufficienti, Ciò ha reso debole la proposta su questo fronte, che invece prevedeva una specifica valutazione

2 – il contenuto progettuale, sebbene in linea con la richiesta, ha sofferto, a quello che capisco, di eccessiva genericità, senza riuscire a chiarire in modo convincente l’articolazione effettiva delle azioni proposte anche in relazione alla loro concreta sostenibilità economica

3 – non c’è dubbio che la commissione non ha compreso fino in fondo il carattere innovativo e del tutto differente dai consueti bandi per affidamento di servizi del bando di co-progettazione )si è trattato del primo in assoluto di questa amministrazione),  per sua natura rìvolto alla selezione di un partner rispetto alla sua idoneità (nella progettualità sociale e nella gestione economica) a sviluppare, in un momento successivo e in partnership con l’amministrazione, il dettaglio della co-progettazione».

Si avvia adesso una nuova fase che non potrà che utilizzare strumenti più rapidi di quelli possibili con un nuovo bando, tenderà a migliorare il contenuto progettuale proposto dall’Ati della quale fanno parte sia Confocooperative che Cdo, che nel reperimento di nuove risorse esterne al Comune visto che il Bilancio asfittico di Palazzo Cernezzi, purtroppo impegnato in parte rilevante in altri meno socialmente significativi settori, non consente nel sociale investimenti adeguati.

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