Ugo Giannangeli/ Perché non sarò a Como sabato mattina

Ugo Giannangeli, da sempre impegnato nell’antifascismo e per i popoli oppressi,  espone le ragioni della sua non partecipazione a E questo è un fiore.

«Perché non sarò a Como sabato mattina.

Perché non voglio partecipare a una operazione di maquillage elettorale. In questo, e niente altro, consiste la mobilitazione promossa da Renzi e dal Pd.

L’unica risposta seria alla irruzione dei naziskin nella sede di “Como senza frontiere” sarebbe stata la immediata calendarizzazione della legge sullo ius soli. Così non è stato e si è arrabbiato perfino Pisapia che ha dichiarato chiusa la sua love story col Pd.

Cosa attendersi, del resto, da un governo che non apre bocca dinanzi alla decisione di Trump su Gerusalemme quando altri Stati hanno perlomeno condannato e/o criticato? L’amore sconfinato di Renzi per uno Stato che pratica apartheid, tortura, razzismo e pulizia etnica è stato espresso alla Knesset due anni or sono.

Cosa attendersi da un governo che lo scorso mese alle Nazioni Unite si è astenuto su una mozione di condanna del nazifascismo e di ogni sua forma di glorificazione? Ora lo ha fatto Gentiloni, tre anni fa Renzi.

Quando gli antifascisti saranno costretti a presidiare i monumenti e le innumerevoli lapidi dei partigiani per impedirne la distruzione? Esagero? Non mi sembra, alla luce di quanto sta accadendo anche qui vicino. In Ucraina il battaglione neonazista Azov ha raggiunto i 2500 membri ed è ormai un reggimento. In Polonia si abbattono i monumenti ai caduti della Armata Rossa. E via elencando.

Piuttosto questo Sabato vado a Varese, al presidio indetto dal Forum contro la guerra, per consegnare al Prefetto un atto di accusa contro il ponziopilatismo italiano in occasione della votazione che ha portato al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. La ratifica di questo Trattato svincolerebbe l’Italia dall’asservimento alla Nato e agli Usa, facendo venire meno la sua funzione di deposito di bombe nucleari altrui (in violazione, peraltro, del Trattato di non proliferazione). Ma possiamo attenderci veramente una ratifica da un Parlamento che nei giorni scorsi ha continuato ad autorizzare la vendita delle bombe sganciate dall’Arabia Saudita sulla popolazione dello Yemen (peraltro in violazione della legge 185/90)?

In questo contesto interno e internazionale prendere spunto da un fatto grave, ma niente affatto episodico, per una operazione di maquillage antifascista appare operazione politicamente spregiudicata. L’antifascismo è un valore che va praticato e non solo dichiarato o ostentato quando fa comodo ed implica l’adesione a valori e principi quale il ripudio della guerra e il rispetto del diritto, interno ed internazionale (ed in particolare di quello umanitario), valori e principi costantemente calpestati da questo governo». [Ugo Giannangeli]

 

Ugo Giannangeli

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