Giorno: 11 Febbraio 2018

Milano, 10 febbraio: un corteo spontaneo contro fascismo e razzismo

Un sacco di gente: diverse migliaia (qualcuno persino dal profondo Comasco) hanno sfilato a Milano per tutto il pomeriggio contro il fascismo e contro il razzismo. Un corteo molto spontaneo (anche un po’ disordinato), costruito progressivamente con tanti pezzi diversi, ingrossato col passare delle ore e dei metri di strada, ma che fin dall’inizio, dal concentramento a piazza Oberdan, ha mostrato la voglia di dire no alla violenza fascista e razzista, di contrastare l’indifferenza, di esserci.

Ci sono le associazioni che da sempre si spendono per l’accoglienza e l’affermazione dei diritti di tutti e di tutte, c’è lo striscione di Via Padova (la strada che a Milano simboleggia la multietnicità), ci sono le grandi organizzazioni che pure a livello nazionale non hanno trovate la forza di dire e fare subito la cosa giusta (lunghi “spezzoni” di corteo sono dietro i vari striscioni di Arci, Anpi, Fiom-Cgil e Flc-Cgil; c’è anche Libera, un po’ più sacrificata), ci sono le organizzazioni di sinistra (Potere al Popolo, Liberi e Uguali, e c’è anche qualche rappresentante del Partito Democratico, non solo “a titolo personale”), ci sono gli studenti, i collettivi delle donne, le organizzazioni LGBT, c’è la banda degli ottoni, ci sono i migranti, i curdi, qualche bandiera palestinese, Italia-Cuba, Italia-Nicaragua, c’è la Federazione Anarchica che quasi chiude il corteo con lo slogan storico e indimenticabile «Nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà». Impossibile fare l’elenco. Ma soprattutto, c’è la gente, ci sono le persone, giovani, giovanissime e meno giovani, donne e uomini, in gruppo, in famiglie, in coppie e sole.

C’è un clima disteso e sereno, anche se arrabbiato. Il percorso si snoda fino alla stazione centrale (luogo di passaggio di tanti migranti), sfiora l’ingresso del Memoriale della shoah al Binario 21, arriva fino a via Zuretti dove dieci anni fa venne ucciso Abba, giovane italiano originario del Burkina Faso.

Forse l’immagine che meglio rappresenta lo spirito del corteo è un cartello, disegnato da abile mano, che allo slogan un po’ datato e un po’ truce «Fascisti tornate nelle fogne» associa un ritratto di due topolini quasi vezzosi, più adatti a un cartone animato che a un’invettiva politica. Duri sì. Cattivi mai.

E, non a caso, il cartello sfila accanto a una bandiera della pace.

Insomma, bisognava esserci.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Di seguito alcune immagini, tra le molte possibili per mostrare l’inesauribile varietà del corteo.

 

 

 

 

 

 

11 febbraio/ Naija incontriamoci

Featured Image -- 75108Domenica 11 febbraio all’oratorio di Rebbio in via Lissi 11 dalle 15 alle 18, ci sarà un incontro tra le comunità religiose nigeriane e i migranti nigeriani in transito, nei Cas, o comunque presenti nel nostro territorio. I partecipanti potranno rivolgere le loro domande e proporre il loro punto di vista durante tutta la durata dell’incontro.

Questo incntro sarà un momento per stare insieme, un momento di informazioni condivisione e amicizia. La giornata è organizzata da Gruppo di lavoro sulle migrazioni di Como, con la partecipazione di Csf e tanti altri enti che si occupano di accoglienza e integrazione. L’incontro, che non ha carattere religioso ed è destinato a tutte le persone migranti nigeriane, sarà aperto da un’introduzione e dall’accoglienza di Don Giusto, a cui seguiranno quattro interventi su quattro temi diversi: Normative e procedure (oltre alle procedure, l’importanza dell’informazione, i punti di ascolto legale – Georgia Borderi),
le regole non scritte di comportamento in una società e cultura nuove (l’importanza dello studio della lingua italiana e della preparazione – Celia Biffi),
la necessità di approfondire le proprie motivazioni (rivederle alla luce dell’esperienza e dei problemi incontrati, per ridefinire un progetto sulla propria vita, realizzabile e realistico – pastore Muyiwa, della Hour of Light Mnistries di Fino Mornasco),
il racconto di un’esperienza (testimonianza di Mark Yohana). La lingua di mediazione sarà l’inglese (con le traduzioni di Mark, il più sintetiche possibile per rendere l’incontro scorrevole). Il pomeriggio si concluderà con una merenda. Il volantino dell’iniziativa in entrambe le lingue.volantino nigeriani 11 febbraio-Doppio[dl, ecoinformazioni]

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