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Viale Varese/ Il parcheggio di Monza, Tavola e Zizolfi

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Nella sede del Collegio Gallio a Como, alle 12 del 2 luglio, l’ingenere Davide Zizolfi  ha illustrato i dettagli del progetto per viale Varese di cui è co-firmatario insieme a Paolo Monza e Gianmarco Tavola. Protocollato formalmente in Comune in mattinata, tale progetto era stato presentato informalmente circa un mese fa a Vincenzo Bella, assessore per la mobilità e ai trasporti e per la smart city, che lo avrebbe accolto favorevolmente, mentre il progetto firmato da Nessi & Majocchi avrebbe il sostegno di Marco Butti, assessore per il parchi e i giardini.

Zizolfi esclude ogni intento politico nella presentazione di tale piano alternativo (oltre che meno costoso, con un budget ipotizzato di circa 680 000 euro, Iva esclusa) a quello concorrente, ampiamente dibattuto dalla cittadinanza in queste settimane e attivamente contrastato dalla campagna Sos delle organizzazioni ambientaliste viale Varese (che ha raccolto poco meno di 2000 firme), pur ammettendo la decisione dei progettisti di cogliere un momento strategico per rendere pubblico  – su spinta di Alessandro Arrighi, ex lista Rapinese, pure presente alla conferenza stampa – un progetto risalente già al 2017.
Nello specifico, esso prevede un ampliamento di 97 spazi auto “a spina di pesce” (e ulteriori 2 riservati a persone con disabilità) e 16 spazi destinati ai motoveicoli, il tutto da ottenersi con l’eliminazione del marciapiede e con lo spostamento della siepe che già dividono l’area parcheggi dal parco pubblico e dalle mura del centro (che costituiscono  un luogo tutelato dalla sovrintendenza dei Beni culturali con un vincolo monumentale). Questi ultimi resterebbero pressoché intatti nell’estensione e anzi valorizzati nella loro dimensione sociale e storica, spiega Zizolfi, secondo il quale tale area è attualmente poco frequentata, forse perché percepita – per ragioni non esplicitate –  come “poco sicura”, e merita di essere riqualificata per la fruizione collettiva. L’ingegnere menziona, tra l’altro, l’impianto di un sistema di illuminazione a Led e la creazione di aree adibite al gioco dei bambini, alla passeggiata con animali domestici, alla “mobilità dolce” e a “vendita e ristoro”, tenendo presente il richiamo turistico della città e sfruttando gli attuali punti d’accesso al parcheggio, che resterebbero invariati, esattamente come le modalità di pagamento. Inoltre, l’abbattimento di un marciapiede già accidentato sarebbe compensato dal mantenimento di un albero ogni due posti auto.

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Il progetto, che prevede un tempo di realizzazione di due o tre mesi su una strada ad alta densità di traffico come è viale Varese (Zizolfi chiarisce però che la stima non è ancora ufficiale), si mostra dunque attento ad un’area verde forse sottovalutata da parte della cittadinanza, ma indubbiamente ricca di potenziale e di interesse storico, oltre che di utilità. Utilità che, in senso almeno ambientale, non può che essere “controbilanciata” in senso negativo dalla presenza di ulteriori automezzi nell’area immediatamente adiacente, sia pure in situazione di maggiore scorrevolezza, tenendo conto del fatto che la situazione dell’aria nel centro di Como (e immediati dintorni) è già piuttosto critica e anzi a rischio sanzioni, come ribadisce la lettera dei promotori dell’appello Sos viale Varese rivolta al sindaco Landriscina lo scorso 30 maggio. In un quadro generale di transizione verso mezzi di trasporto più sostenibili e leggeri, e con la presenza di una vasta area come la Ticosa a pochi metri dal centro, gli stessi dubbi sollevati rispetto al progetto Nessi & Majocchi  rimangono almeno in parte irrisolti. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Presentazione progetto

Progetto

Planimetria oggi

Planimetria a progetto realizzato

Previsione economica

Relazione tecnica

Relazione illustrativa

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 2 luglio 2018 da in Ambiente, Legambiente Como, urbanistica con tag , , , .

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