13 ottobre/ Quale cultura per una città “folle”

Università della Terza Età Alessandro Volta, Associazioni del Parco del San Martino, Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Asst Lariana invitano a Quale cultura per una città “folle” sabato 13 ottobre dalle 14 alle 18 nella Biblioteca Comunale di Como. Osservare il malessere da vari punti di vista, la Storia di Como attraverso L’archivio storico del San Martino, l’Archivio storico del San Martino un tesoro che ci parla, l’Università della terza età guarda al San Sartino, L’Università del Tempo ritrovato al San Martino.

All’interno della giornata che stiamo svolgendo abbiamo voluto redigere un documento che ci permettesse di mettere in evidenza alcuni aspetti che riteniamo importanti per la città di Como.

Farvi scoprire cosa c’è all’interno del parco del san Martino non è facile, come potrete immaginare; infatti non si tratta solamente di manufatti in stato di totale o parziale abbandono, ma di ciò che si vive all’interno del parco… ma andiamo con ordine per evitare di confondervi:

Il parco è abitato  da associazioni di volontariato che si occupano a vario titolo di persone fragili, nella speranza di poter fornire attività di sostegno di vario genere:  dal cucito, falegnameria, rigenerazione computer, corsi d’informatica, corsi di Arduino,  relazione tra esperti per esperienza sia di persone fragili che famigliari, redazione della rivista oltreilgiardino, sport di diverse discipline.

Ma non è tutto, infatti all’interno dello stabile principale , oggi inaccessibile, esiste una biblioteca completamente chiusa che con il tempo e l’incuria, certamente si rovinerà perdendo una parte della nostra memoria.

Ci piacerebbe sapere “Quale futuro per una città folle“ ci aspetta come persone fragili e come associazioni.

Sapere quali spazi saranno ancora agibili e per quanto, sapere se le associazioni potranno ancora restare, sapere se il progetto con fondazione Cariplo di cui si è parlato ultimamente sulla stampa, possa coinvolgere chi ci vive quotidianamente dentro il parco e quindi poter pensare ad una gestione condivisa anche nel futuro (sarebbe bello ipotizzare un lavoro per coinvolgere le persone fragili)

Abbiamo sete di sapere e vorremmo con questo convegno cercare delle risposte ed avere delle certezze per migliorarci e migliorare la vita dei più fragili. [Fulvia Pilo]

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