“Fridays for Future” e le paure dei politici tedeschi

Abbiamo chiesto a Luciana Mella (migrante italiana in Germania, giornalista, insegnante e collaboratrice storica di ecoinformazioni) uno sguardo dalla Germania sui temi centrali del nostro giornalismo partecipato. Presto daremo vita a un blog dedicato alle sue corrispondenze.

Da tempo non si vedevano in Germania gli studenti scendere in piazza per protestare. Mentre anche in Italia ragazzi e ragazze si prepaparano allo sciopero studentesco di venerdì 15 marzo  per il climate strike, le giovani generazioni tedesche da un paio di mesi si sono attivate per sensibilizzare la classe politica tedesca sul clima e sull‘ambiente. Era da un po‘ che gli studenti non scendevano in piazza per protestare, tutti insieme, in contemporenea, in tutta la Repubblica Federale. L‘effetto Greta Thunberg è stato contagioso ed è riuscito, almento in parte, a bucare „le bolle di filtraggio“ dei nativi digitali. Eppure alcuni politici di turno preferirebbero che le giovani generazioni rimanessero chiuse tra pareti vituali. Se è vero che negli ultimi giorni il Presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier ha rotto il silenzio è ha pubblicamente lodato l‘impegno dei ragazzi che scioperano, così come ha fatto anche la Cancelliera Merkel, dall‘altro lato ad alcuni politici l‘impegno e le proteste non vanno giù. A partire dalla CDU (Unione dei Cristiani Democratici), alla FDP (Liberali) per arrivare della AfD (Alternativa per la Germania – Partito xenofobo). Interessanti, per non scrivere terribili, alcune prese di posizione sugli scioperi. Tra i primi a mostrare insofferenza, il Ministero della Pubblica Istruzione del Nordreno-Vestafalia, che in una lettera a tutti i reponsabili scolastici ha ricordato che esiste l‘obbligo della frequenza scolastica e che l‘assenza dai banchi per sciopero non è giustificata. Dunque scioperare si può, ma non durante le ore di scuola. A ruota e sulla stessa onda retorica il leader del Partito Liberale, Christian Lindner, secondo il quale il tema dell‘ambiente e dei cambiamenti climatici sarebbe troppo complesso e difficile per i ragazzi, quindi meglio lasciarlo solo nelle mani dei professionisti e dei politici. E infine la chicca del Partito xenofobo per eccellenza, l‘Afd, che ricordiamo dubita in maniera programmatica dei cambiamenti climatici, fino addirittura a negare che siano in atto. Per gli esponenti di questa formazione, Greta Thunberg andrebbe addirittura messa all‘indice: l‘innocua ragazzina non sarebbe altro che una sobillatrice di masse per far marinare la scuola. Capace poi di condizionare e indottrinare un esercito di bambini-soldato in nome di quella terribile cosa chiamata ecologia. Insomma, anche solo per le reazioni che ha scatenato in Germania, uno, cento mille „Fridays for Future“! [ Luciana Mella, ecoinformazioni]

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