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Famiglia Piro/ Tradizione aperta a tutte le diversità, lontana dall’oscurantismo antiumano delle destre a Verona

La mia è una famiglia “tradizionale”… nel senso che io e mio marito siamo entrambi eterosessuali, siamo regolarmente sposati , abbiamo procreato due figlie secondo i sacri crismi previsti e abbiamo aperto la nostra famiglia ad altri 4 figli di nascita adottiva. Siamo sposati da 46 anni e non ci ha mai sfiorato il pensiero di divorziare perché, fortunatamente, stiamo bene insieme ma abbiamo votato a favore del divorzio perché quando l’amore e la capacità di convivere in modo civile vengono a mancare, riteniamo sia giusto che le coppie abbiano la possibilità di ricostruirsi una vita alternativa.

Non ho mai abortito e probabilmente avrei scelto di non farlo anche se mi fossi trovata a dover prendere questa decisione, ma ho votato a favore dell’aborto perché ritengo che ogni donna debba decidere della sua vita e del suo corpo ed ho accompagnato ad abortire una donna che quel figlio proprio non avrebbe potuto tenerlo, vivendo molto da vicino il suo profondo dolore che non si è risolto con l’intervento ma continua a ferirla anche con il passare degli anni.
Ho coppie di amici gay il cui amore, la cui unione, complicità , cura reciproca non ho mai riscontrato in molte coppie di amici etero. Ho conosciuto gay che hanno adottato bambini e sono stati genitori meravigliosi i cui figli sono cresciuti e diventati splendidi adulti, equilibrati e grati ai loro genitori per la ricchezza dei sentimenti che hanno loro trasmesso e la forza della consapevolezza che hanno appreso dal loro esempio.
Nella “tradizionalità” della mia famiglia ho aperto la porta a tutte le cosiddette diversità e ho attinto a piene mani la ricchezza che da loro mi veniva elargita. 
Ecco perché mi sento offesa dalla definizione di “famiglia tradizionale”, impropriamente utilizzata nell’ambito del Congresso di Verona. La tradizione non è necessariamente oscurantismo, visioni retrograde, negazione dei diritti e chiusura all’altro da sé. La tradizione è la forza che ti permette di sentirti orgoglioso delle tue radici e che, al tempo stesso ti fornisce gli strumenti per una visione dinamica e in continua evoluzione della società in cui vivi. La tradizione è la base sulla quale puoi costruire un futuro inclusivo e rispettoso, imprescindibile condizione affinché l’umanità possa evolversi.
La mia famiglia è “tradizionale” nell’accezione migliore del termine e per noi a Verona non c’è e non ci sarà mai posto. [Olivia Piro per ecoinformazioni] [Foto di Gin Angri]

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Questa voce è stata pubblicata il 30 Marzo 2019 da in diritti con tag .

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