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Csf/ Per un dormitorio a Como: una mozione utile ma tardiva

In Consiglio comunale è stata presentata dalla consigliera comunale Patrizia Maesani (con le firme di Barbara Minghetti, Maurizio Traglio e Vittorio Nessi di Svolta Civica, Patrizia Lissi, Stefano Fanetti e Gabriele Guarisco del Partito Democratico, Fabio Aleotti del M5S e Bruno Magatti di Civitas) una mozione per richiedere che il Comune metta a disposizione uno stabile di proprietà per la realizzazione di un dormitorio per le persone senza fissa dimora.

Tale problematiche sono state nei mesi scorsi ripetutamente sollevate in numerose occasioni dalla rete Como senza frontiere (e da altre associazioni, tra cui Como Accoglie, che alla rete pure aderisce), ancora in tempi recenti all’interno della campagna Solidarietà spicciola, e riportate anche ufficialmente all’attenzione dell’Amministrazione cittadina e del Consiglio comunale senza ottenere risultati concreti.

Como senza frontiere ritiene quindi la presente iniziativa doverosa, per quanto tardiva, e chiede con forza che il Comune di Como si decida finalmente ad affrontare una parte almeno delle proprie responsabilità nei confronti delle persone più fragili presenti sul proprio territorio.

La consigliera Maesani ha anche proposto che la mozione venga sostenuta con una foto postata con l’hashtag #mettiamocilafaccia, in modo da fare pressione sulla Giunta.

Como senza frontiere

Il testo della mozione

“Premesso
che nella città di Como negli ultimi anni, anche a causa della grave crisi economica, il numero delle persone senza fissa dimora è aumentato in maniera esponenziale;
che molte di queste persone versano in stato di salute fisica ed a volte mentale precaria;
che molti senza fissa dimora hanno un’età anagrafica prossima alla terza età;
che le persone utenti del dormitorio messo a disposizione di Caritas nell’ambito del progetto “Emergenza Freddo” quest’inverno si aggiravano attorno a cento di cui 10/15 donne;
che con la conclusione del progetto Emergenza Freddo queste persone da fine marzo non hanno più riparo per la notte e sono costrette a dormire in ricoveri di fortuna a detrimento della propria salute/incolumità e del decoro e dell’igiene della città stessa;
che, parimenti, all’interno della struttura Cardinal Ferrari hanno trovato riparo anche cento migranti ospitati in tensostrutture per il periodo invernale;
che per questi ultimi il periodo di accoglienza finirà con il 30 aprile ed anche queste persone si troveranno per strada;
che il Comune di Como si è sempre distinto per l’accoglienza e l’attenzione agli ultimi e ciò a prescindere dalle maggioranze politiche che governavano la città;
che il mondo del volontariato cittadino che quest’inverno si è preso cura dei senza fissa dimora è costituito da diverse centinaia di uomini e donne che sarebbero ben disposte a prestare servizio anche durante gli altri mesi dell’anno atteso che la povertà come la solidarietà non vanno in vacanza!;
che il Comune di Como ha a disposizione innumerevoli immobili vuoti e privi di destinazione e progettualità futura.

Tanto premesso, si chiede
al Sindaco ed alla Giunta di individuare e destinare un immobile comunale dormitorio permanente per le persone senza fissa dimora, affidando il predetto immobile in gestione alle associazioni di volontariato che da ben dieci anni partecipano al progetto “Emergenza Freddo”.
#mettiamocilafaccia

2 commenti su “Csf/ Per un dormitorio a Como: una mozione utile ma tardiva

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Questa voce è stata pubblicata il 2 Maggio 2019 da in como, Società con tag .

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