Residenza negata/ La Giunta di Como non vuole contraddire il “capitano”

Nelle parole dell’avvocato Antonio Lamarucciola l’amarezza di vedere calpestati diritti e buonsenso. Il Tribunale di Como decreta che la mancata concessione della residenza a un essere umano che ne ha pieno diritto è illegale e impone di procedere a concederla, il Comune di Como senza alcun motivo esita, nega, cerca l’impossibile sgattaiolamento legale, umilia la legge e soprattutto opprime la persona infierendo sulla vittima, infliggendogli ulteriori ritardi, interpretando l’indicazione del Tribunale di procedere “entro 15 giorni” come l’autorizzazione a perdere tempo. Pubblichiamo un breve aggiornamento di Lamarucciola (Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti) sulla vicenda in oggetto nonché il contenuto di quanto l’avvocato di “John” ha richiesto il 22 luglio all’Ufficio legale del Comune di Como per avere chiarimenti in merito alla posizione del suo assistito.

«Venerdì mattina, dopo due giorni dall’emissione del provvedimento del Tribunale di Como che ordina al Comune di Como l’iscrizione anagrafica del mio assistito, la mia collaboratrice, la Dott.ssa Alice Stevanato, lo ha accompagnato all’ufficio anagrafe per rinnovare la sua richiesta. Il mio cliente, aiutato dalla mia collaboratrice, ha rappresentato l’urgenza di ottenere l’iscrizione per le medesime ragioni esposte nel ricorso: la necessità del certificato di residenza per la conversione della propria patente di guida emessa dalla Confederazione Elvetica e per ottenere un nuovo contratto di lavoro stabile (l’agenzia che procede all’assunzione ha richiesto anche in quel caso il certificato di residenza entro il 25/7). La sua storia personale, molto particolare, è nota al Comune sia per averla rappresentata nel ricorso ex art. 700 c.p.c. sia per averla egli stesso più volte spiegata al personale dell’ufficio anagrafe: egli è capofamiglia e la moglie ed i figli sono regolarmente residenti a Como. Come riporta la stampa locale, la domanda di iscrizione non è stata evasa nemmeno venerdì mattina da parte dell’ufficio anagrafe; il dirigente dott. Fazio non era disponibile al colloquio con la mia collaboratrice, ma la dott.ssa Lo Cascio ha spiegato che la Giunta aveva discusso del caso e che era in attesa delle decisioni dell’ufficio legale. La mia collaboratrice  ha così ottenuto di parlarne con l’avv. Marilisa Ogliaroso che tuttavia non le ha riferito una data precisa per ottenere l’adempimento all’ordinanza del Tribunale di Como (vi sono i 15 giorni previsti dall’ordinanza), pur riservandosi il Comune il diritto di proporre reclamo.

Ho avuto conferma dalla stampa locale, nella fattispecie l’intervista all’assessore sig. Pettignano sul Corriere di Como di sabato scorso, che la Giunta è in attesa di ricevere la relazione dall’ufficio legale, confermando, di fatto, che la decisione sulla richiesta di iscrizione anagrafica del mio cliente debba essere presa dalla Giunta sulla scorta della relazione dei legali.

Premetto che non comprendo le ragioni per le quali una vicenda amministrativa come la semplice iscrizione anagrafica debba dipendere da una conferma dell’organo politico chiamato a ben altri compiti, credo, in tema di amministrazione della città. Ad ogni modo ne prendo atto ma ho ribadito l’urgenza della richiesta di iscrizione anagrafica del mio cliente sia sotto il profilo giuridico sia soprattutto sotto il profilo umano.

Con la raccomandata via pec che ho inviato all’ufficio legale, ho pertanto chiesto cortesemente di comunicarmi i tempi dell’adempimento all’ordinanza del 17 luglio del Tribunale di Como così da poter concordare quanto prima con il mio cliente un nuovo accesso presso gli uffici comunali per definire l’iscrizione anagrafica, al fine di evitare al mio assistito il pericolo di perdere l’ennesima occasione di lavoro stabile, e quindi entro il giorno 24/7».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: