Terra casa comune

Alla Casa dei popoli dell’Arci alla Fiera delle economie solidali L’isola che c’è il 15 settembre, un pomeriggio dedicato ai diritti e alla giustizia ambientale, climatica, sociale. All’appuntamento La cura della Terra, la Terra come casa comune, introdotto da Fabio Cani (Arci-ecoinformazioni), è intervenuto Mario Agostinelli, vicepresidente dell’Associazione Laudato si’. On line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell”incontro.

Mario Agostinelli si è dichiarato piacevolmente sorpreso dalla Fiera, «un segno straordinario in un periodo rancoroso con riflessi inquietanti su partecipazione, convivialità e tenuta democratica del Paese». «L’autore di questo clima si è “suicidato”, ma non dobbiamo fare l’errore di credere che questa fase sia finita». «Vivo a Vengono dove i miei compaesani si comportano bene con me, ma sono razzisti con “gli altri” che nel lavoro trattano come schiavi e che vorrebbero fossero fermati». Il collegamento tra immigrazione ed emergenza climatica risuona da subito nelle parole di Agostinelli: «Brucia il polmone del mondo», «la variazione delle temperature con la desertificazione ulteriore dell’Africa e lo scioglimento dei ghiacciai, prima o poi renderà tutti migranti». Ci limitiamo a rattristarci, ma non c’è la conversione anche personale, invocata da Alex Langer 25 anni fa. Il sistema che ha fatto della predazione della natura uno stile di vita va avanti, distruggendo insieme uguaglianza di diritti e clima: anche in Italia continuano le trivellazioni, continua la costruzione di condotte del gas, l’agricoltura continua a non rispettare la natura, la salute, il lavoro contadino.

Il negazionismo dilagante della crisi ambientale e sociale, l’attardarsi irresponsabile in un sistema energetico basato su combustibili fossili hanno subito qualche scossa a causa dell’ignominioso comportamento di Bolsonaro («ma brucia anche la Bolivia di Evo Morales»), però il mito della modernità espansiva non è ancora intaccato.

Agostinelli ha poi presentato l’Associazione. Con una Lettera-appello, firmata da 25 donne e uomini – intellettuali e attivisti italiani impegnati su temi ecologici – è stata intrapresa un’attività di educazione sulla giustizia ambientale e sociale con seminari, convegni, lezioni, incontri con studenti, insegnati e comunità territoriali. Il primo nucleo, costituitosi grazie alla sollecitazione di don Virginio Colmegna, a partire da una riflessione sull’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, di cui riconosce la portata rivoluzionaria per gli evidenti collegamenti con la scienza e, per lo spostamento dello sguardo sui legami tra cura della terra e possibilità di abitarla, dall’uomo, da sempre centro dell’attenzione nelle culture occidentali, novità assoluta nella storia del cattolicesimo.

Il. percorso dell’Associazione, iniziato nel 2015, si è allargato negli anni ed ha portato, a gennaio 2019, alla scelta di convocare un Forum a Milano, per rompere “il silenzio della politica e l’assordante noncuranza con cui le parrocchie e le associazioni ambientaliste hanno accolto lo straordinario messaggio del Papa”. Dal Forum ha preso avvio la stesura di un programma capace di rendere politiche le indicazioni della Laudato si’. Al documento hanno contribuito più di duecento persone provenienti da vari ambiti di studio, di attivismo e di impegno. Presto questa enciclopedia scritta a più mani sarà redazionata per dare forma al testo Alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale.

Fabio Cani ha chiesto ad Agostinelli di approfondire un aspetto del documento programmatico che, a distanza di 4 anni, riconosce che l’enciclica non ha sortito grandi effetti neppure nell’Ecclesia.

Il relatore ha affermato che se «la parte laica cerca di interagire, non c’è coordinamento tra le varie Laudato si’ cattoliche». Questa mancanza di connessione evidenzia le grandi divisioni che attraversano la Chiesa cattolica.

«Qualcuno conta sul fatto che il tempo di questo papa sia più breve del tempo dei cambiamenti climatici».  [Celeste Grossi, ecoinformazioni]

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