Centinaia per il popolo curdo/L’intervento dell’Arci

Alcune centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione la sera del 16 ottobre indetta da un ampissimo ventaglio di organizzazioni (partiti, associazioni, sindacati) per fermare la guerra di Erdogan ai curdi. On line sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli interventi. Di seguito l’intervento di Gianpaolo Rosso, presidente dell’Arci di Como.

«Se vuoi la Pace prepara la pace. E’ questo il punto di vista dell’Arci che è parte a Como e in Italia del movimento pacifista e nonviolento. Anche in tempo di guerra come è già accaduto per la guerra dei Balcani a cui l’Italia ha partecipato e per le tante altre guerre, noi manifestiamo a sostegno dei popoli colpiti da guerre che sono il braccio armato delle dittature e dell’ingiustizia planetaria.

Mentre abbracciamo le compagne e i compagni curdi aggrediti dal dittatore Erdogan e manifestiamo per loro e con loro vogliamo ribadire che noi siamo contro qualsiasi intervento militare, che non riteniamo che il genocidio curdo voluto da Erdogan possa essere risolto armandoci come Europa o sostenendo l’intervento militare statunitense o russo.

Noi abbiamo osteggiato e lottato contro l’ignobile accordo Europa Erdogan che ha permesso al dittatore turco di realizzare campi di concentramento e di opprimere i profughi siriani con il solo obbiettivo di non farli arrivare in Europa.

Non vogliamo cadere nella retorica militarista e bellicista della guerra; non lo abbiamo fatto neppure quando i combattenti curdi lottavano contro Daesh, il suo terrorismo, la sua violenza contro le donne, la sua feroce barbarie. Allora e ci sembra giusto ribadirlo ora non avremmo voluto che tante e tanti curdi fossero costretti a uccidere o a morire. Quella guerra come tutte le guerre non è stata combattuta in nome nostro.

Il governo italiano non deve  intervenire militarmente, non devono farlo i governi europei. Per noi la Pace come ci insegna la più bella Costituzione del mono che ripudi la guerra, con morti, stupri e disastri ambientali .

Non si costruisce il futuro con la violenza. Siamo contro la via militare anche se essa viene rappresentata come solidarietà al popolo curdo

L’Arci scegli un’altra via, vuole la fine dell’invasione e dei combattimenti, vuole che non vengano vendute più armi alla Turchia e a qualsiasi paese dittatoriale o in guerra, ha già attivato la raccolta di fondi per alleviare le sofferenze del popolo curdo e dei siriani profughi.

Il popolo curdo, vogliamo rivendicarlo, non passera alla storia per la vittoriosa guerra a Daesh, ma per aver realizzato un innovativo modello di amministrazione democratica nel quale viene superato il patriarcato dando il giusto ruolo alle donne.

Non ci piace e non contribuiamo alla retorica che vorrebbe metterci a fianco a un popolo oppresso e massacrato dipingendolo come guerriero e perché anche le donne combattono, uccidono e muoiono. Noi siamo a fianco del popolo curdo perché, nel territorio liberato dai dittatori Assad  e Erdogan e che ora si vuole smembrare ancora a beneficio delle potenze militari, i popoli abbiano diritto a un paese libero da invasori. Siamo riconoscenti al popolo curdo perché ha insegnato al mondo nuove strade della politica, della partecipazione e ha saputo farlo con donne e uomini insieme.

No alla guerra di Erdogan no a tutte le guerre. Nonviolenza e cultura contro la paura e le armi». [Gianpaolo Rosso, presidente dell’Arci di Como]

[Foto di copertina Claudio Fontana per ecoinformazioni]

Guarda l’album delle foto della manifestazione di Claudio Fontana.

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