Il Comune di Como nega l’emergenza climatica

Gli attivisti del Fridays For Future Como hanno nuovamente incontrato la giunta comunale per discutere della dichiarazione di emergenza climatica da parte dell’ente pubblico. Richiesta nuovamente rispedita al mittente, perché «Non è questione di pregiudizio ma di cose concrete».

Ennesima fumata nera per Fridays For Future: il sindaco Landriscina e gli assessori Galli, Bella e Caldara hanno rispedito al mittente la dichiarazione di emergenza climatica ritenuta «troppo scientifica e poco culturale». Di concreto, però, c’è molto, come hanno spiegato gli attivisti alla fine dell’incontro sottolineando la necessità che siano le istituzioni le prime a dare un segnale di cambiamento. Segnale che se arriva addirittura da Regione Lombardia con un protocollo sottoscritto da numerose università dovrà pur avere un fondo di verità.

Il sindaco avrebbe spiegato che il problema della dichiarazione di emergenza sono sia la complessità del suo ruolo, che lo metterebbe in difficoltà nel prendere una decisione netta e, cosa ritenuta da FFF ancora più grave, lo scetticismo di una minoranza della comunità scientifica riguardo il cambiamento climatico citando nel caso specifico Franco Prodi, resosi protagonista di uno sconfessamento delle piazze del venerdì qualche settimana fa.

Peccato che Prodi e molti scienziati citati dai negazionisti del cambiamento climatico siano una minoranza rispetto ai migliaia di studi che constano l’innalzamento delle temperature globali a causa delle attività dell’uomo. Un modo di fare e di porsi che abbiamo sentito in questi mesi ripetersi su molte testate giornalistiche e dalla bocca di molti politici che sperano di screditare Fridays For Future come “il movimento della differenziata” o “quelli delle borracce”. La proposta di Landriscina sarebbe di mettere da parte la questione della dichiarazione di emergenza, ritenuta secondaria, e di lavorare insieme al movimento su dei punti comuni.

Per gli attivisti, invece, la dichiarazione è centrale ed è imprescindibile per studiare delle azioni mirate. D’altronde, senza una presa di posizione netta, come ci si può aspettare che una giunta mantenga la parola data? Il Comune ha oltretutto rifiutato la presenza al tavolo di un esperto di cambiamento climatico, destinando questa possibilità ad altro momento. L’ultima parola l’avrà l’assemblea del movimento, che deciderà se accogliere o meno la proposta del sindaco e degli assessori, ma tra i protagonisti del Fridays comasco si è letto già molto scetticismo.

Landriscina si è poi fermato a parlare con i giornalisti dell’andamento dell’incontro, augurandosi che il rifiuto della dichiarazione di emergenza climatica non venga letto come un disinteresse da parte della giunta riguardo le tematiche ambientali. Ma può questo continuo sfuggire dalle proprie responsabilità essere letto in un altro modo? [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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