Elisabetta Patelli

ecoinformazioni on air/ Riaperture irresponsabili

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione il 19 aprile alle 7,15 di Metroregione di Radio Popolare. Elisabetta Patelli, presidente onoraria dei Verdi della Lombardia, e Massimo Capozziello, portavoce dei Verdi della provincia di Como ritengono sbagliate e pericolose le riaperture stabilite dal governo Draghi.

«In questo momento non abbiamo le condizioni di mitigazione né sulle probabilità né sul danno, per cui parlare di rischio calcolato è da irresponsabili». «Come gestiranno le scuole ingressi, spazi e  sicurezza sanitaria? Come faranno i trasporti? La scienza e la medicina dicono che riaprire è un errore». «Per i Verdi forzando il sistema, senza una buona base di popolazione immune e pressando  scuole e trasporti si commettono errori del passato e  si corre il rischio di dover richiudere nuovamente a breve». «È impensabile ad esempio che la ripartenza  significhi di nuovo assalti totalmente fuori controllo nel fine settimana alla città di Como, nell’assoluta incapacità gestionale dell’attuale amministrazione comunale». [Gianpalo Rosso, ecoinformazioni]

Non rianimate il mostro paratie

Ricordate il mostro paratie? Quello che ha utilizzato i soldi per il contrasto al dissesto idrogeologico per il progetto faraonico di fermare le acque del Lario, quello che si è alimentato con bustarelle, errori e incapacità, quello che ha deturpato la riva del Lago di Como al punto che persino il monumento a Libeskind sembra meno brutto e inutile. Bene, se ne parla ancora in Consiglio comunale. Elisabetta Patelli, portavoce regionale dei Verdi, si scaglia contro chi intende proseguire nella telenovela e vuole rianimare il cantiere del mostro del Lario.

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I Verdi intervengono sull’autosilo di viale Varese

parcheggio-viale-varese-interrato-2Patelli: «C’e solo da augurarsi che il privato non ritenga appetibile la proposta di modifica del Comune».

 

«Dobbiamo solo sperare che gli investitori mollino l’affare troppo scarno, oramai l’interesse pubblico non è più tutelato da nessuno a Como e la città è messa sul banco vendita – afferma la portavoce regionale dei Verdi Elisabetta Patelli –. Il parcheggio attrattore di ulteriore traffico e inquinamento, che mette a soqquadro per due anni la viabilità già così critica, il progetto che toglie più di 8 milioni alle casse del Comune, che rade al suolo il viale alberato dei nostri platani, cosi caratteristico del paesaggio del centro Como, come tutti noi l’abbiamo conosciuto sin da bambini, è appeso al filo del business».

«Niente e nessuno altro fermerà l’ennesima opera inutile dannosa della città che se ha cambiato passo, come voleva certa propaganda elettorale, lo ha fatto solo per andare molto molto indietro – prosegue Patelli –. Quale riqualificazione? Tre rampe di accesso, via vai di autocarri e ruspe per due anni e poi per sempre un via vai di macchine. Però macchine di lusso, come il costo orario del parcheggio. Platani rasi al suolo, verde “armato” per farci posteggiare le auto, chioschetti gestiti dal privato esecutore del parcheggio. Area per cani faticosamente guadagnata sotto le ruspe. Di quale riqualificazione parliamo? Laddove Bruni e D’Alessandro hanno fallito, il centrosinistra avanza come un panzer sopra la nostra città anestetizzata… Nonostante avessero sostenuto in Consiglio comunale, quando era all’opposizione la mozione dei Verdi contro il parcheggio. Paratie, Ticosa, Libeskind, parcheggio di viale Varese, Scuola all’aperto. Che fallimento e che tragedia. Annunciata». [md, ecoinformazioni]

Consumo di suolo

cementificazioneNuova legge regionale: per Patelli «Nessun passo avanti, forse qualcuno indietro», per Gaffuri «Una legge mangia suolo», contrattaccano Maroni e Beccalossi: «Dire che aumenterà la cementificazione è falso».

 

«Ad essere ottimisti si può concludere che la nuova legge è un’occasione mancata e non introduce misure efficaci per limitare il consumo di suolo e promuovere il recupero e la rigenerazione degli spazi urbani degradati, sottoutilizzati o dismessi. Nella peggiore delle ipotesi, assai realistica, questa norma rischia di essere perfino profondamente peggiorativa del quadro attuale – afferma Elisabetta Patelli, copresidente Verdi della Lombardia –. In un’ottica responsabile, ma realistica, è chiaro che le urgenze drammatiche del giorno d’oggi sono quella ambientale e quella economica: la sfida del secolo appunto esser capaci di conciliare la tutela del territorio con il rilancio dell’economia e della occupazione. Si può? Sì, si può! E parrà strano all’osservatore superficiale, ma sono proprio gli ambientalisti a prospettarne la soluzione da anni: il recupero e il riuso edilizio».

«Uno degli aspetti più evidenti della totale inadeguatezza della nuova legge regionale sta proprio nella rinuncia ad orientare l’edilizia verso il riuso e il recupero del tessuto urbano esistente, che è la prospettiva unica del futuro sia per la salvaguardia dell’ambiente sia per il rilancio economico di un settore edilizio profondamente in crisi: nessuna agevolazione fiscale e nessuna semplificazione normativa è prevista per la rigenerazione urbana, pertanto le aree agricole e il territorio periurbano continueranno ad essere il terreno privilegiato per gli investimenti immobiliari – prosegue l’esponente dei Verdi –. Inoltre la legge lombarda non solo elude qualsiasi limite all’aumento di consumo di suolo (demandato al Piano territoriale regionale, mero documento di indirizzi al quale i Comuni non sono obbligati ad adeguarsi), ma anzi conferma e “sdogana” tutte le scelte di espansione dei Piani urbanistici comunali, senza nemmeno imporne una revisione alla luce delle situazioni di criticità rese evidenti dai recenti disastri climatici».

«In questi termini ha poco senso la riduzione della moratoria da 36 a 30 mesi (per la quale poi non sono escluse possibili proroghe), entro cui sono fatte salve tutte le enormi previsioni dei piani urbanistici vigenti (stimate in Lombardia nell’ordine di 55.000 ettari di nuove urbanizzazioni su suoli agricoli!): in questo periodo si può provvedere al convenzionamento degli interventi attuativi, a cui per di più vengono concessi strumenti inediti di agevolazione (rateazione degli oneri urbanistici) e accelerazione procedurale, prevedendo anche una straordinaria facoltà di ricorso ad interventi sostitutivi in caso di mancato rispetto dei ristretti tempi di istruttoria comunale – aggiunge la copresidente dei Verdi –. Se una parte è bene l’introduzione nel computo del consumo di suolo anche le infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico, ma dall’altra risulta inefficace dal la maggiorazione del contributo di costruzione (fino al 30%) su suoli liberi: forse disincentivo per i piccoli privati e troppo blando per le imprese organizzate per la relativa incidenza di questo onere sul costo finale dell’edificio. Grande incentivo invece per le magra casse di molti Comuni, che confidano di tornare a far cassa sulla svendita del territorio. Ciò si traduce nel risultato di fornire un formidabile impulso alla concretizzazione di diritti edificatori, peraltro in una contingenza di mercato in cui molte imprese rischiano con ciò di incorrere in una sovraesposizione debitoria e in un conseguente elevato rischio di fallimento e abbandono dei cantieri. Paradossalmente potrebbero invece avvantaggiarsi le imprese che gravitano nella contiguità della criminalità organizzata, le uniche in grado di disporre di immediata provvista finanziaria».

Tranchant il consigliere regionale del Partito democratico Luca Gaffuri: «La maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo. Un provvedimento sbagliato che non ferma l’erosione del paesaggio e non combatte il dissesto idrogeologico nonostante la cronaca degli ultimi giorni richiedeva ben altro».

«Per noi questa è una pessima legge che tradisce gli obiettivi di mandato della Giunta Maroni, frutto di una mediazione al ribasso all’interno di una maggioranza sempre più instabile – prosegue il consigliere –. Nessuno si dovrà stupire se nei prossimi anni il consumo di suolo aumenterà. La legge non ferma da subito il consumo di suolo e di aree agricole e consente, anzi incentiva, tutti i privati a presentare nei prossimi 30 mesi nuove richieste di edificazione. Certo costerà un pochettino di più rispetto al passato, così come prevedeva un nostro emendamento, ma non si mettono in campo risorse vere per favorire la rigenerazione urbana e per giunta addossa sulle spalle dei comuni nuovi oneri sia finanziari che organizzativi».

Di tutt’altro parere il presidente della regionale lombardo Roberto Maroni e l’assessora regionale al Territorio, urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi «Dire che aumenterà la cementificazione è falso e chi muove queste critiche forse ha letto male la nostra Legge. I rilievi, da oggi, andranno rivolti a chi non ha ancora legiferato in materia, a partire dal Governo centrale e a tutte le altre Regioni».

«Con la nuova Legge sul Consumo di suolo, in Lombardia, le aree agricole e verdi non potranno essere più utilizzate per costruire. Si tratta di una svolta epocale, resa possibile con un provvedimento coraggioso e fortemente voluto dalla nostra Giunta e dalla maggioranza che la sostiene» proseguono i Maroni e Beccalossi.

Per l’assessora: «Regione Lombardia sarà inoltre la prima Regione a inserire nel proprio Ptr (Piano territoriale regionale) il raggiungimento dell’obiettivo europeo del “consumo di suolo Zero”». Una nota regionale sottolinea la «incentivazione, sottoforma di diminuzione dei costi e degli oneri di urbanizzazione, per gli interventi di recupero e ristrutturazione del costruito esistente e della valorizzazione delle porzioni di terreno dismessi». E per Beccalossi «vengono inserite nuove restrizioni e vincoli per i terreni oggi considerati edificabili dai Pgt dei Comuni». «Queste aree – precisa l’assessora – potranno essere trasformate entro e non oltre i prossimi trenta mesi o torneranno a essere considerate per sempre zone verdi. Durante questo periodo transitorio sono comunque previste restrizioni e disincentivi economici, questa volta sottoforma di aumento dei costi di urbanizzazione». [md, ecoinformazioni]

La sostenibilità ecologica oggi

tozzipatelliVenerdì 4 ottobre, alla Darsena di viale Geno a Como, si è tenuto un incontro con Mario Tozzi, autore del libro Pianeta terra ultimo atto. Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo [Rizzoli 2012, 180 pagg. 16 euro]. La serata è stata organizzata da Ecologisti e civici Como, Proteus, Legambiente, Wwf, Lega Consumatori, Comitato rive di Laglio, Forum nazionale salviamo il paesaggio, Altrofuturo, Verdi ambiente e società. (altro…)

Patelli contro i big

Il testo integrale del comunicato diffuso il 15 aprile da Elisabetta Patelli, candidata sindaca per Verdi ecologisti e reti civiche: «La carrellata elettorale  a Como di big nazionali che non hanno  niente a che vedere con la città e non conoscono i nostri problemi e’ il segno di una politica muffa e stantia. I Signori della politica , in Parlamento da decenni, protagonisti del disastro governativo che ha ridotto il paese in mutande, vengono a creare immagine, cioè fuffa.  (altro…)

Ecologisti e civici

Sono partite le primarie per scegliere il simbolo del nuovo soggetto ecologista e civico nato dall’unione di Verdi, Costituente ecologica, Abbiamo un sogno e Sindaci della Buona Amministrazione. A Como si vota sabato 29  ottobre dalle 14.30 alle 18 al gazebo in Piazza Boldoni e domenica 30 dalle 10  alle 12nella sede del Gruppo Ambiente in via Anzani 27. Info Elisabetta Patelli 366.4253014. Leggi il comunicato che illustra l’iniziativa.

No all’abbattimento di Villa Coccini

La segretaria regionale dei Verdi Elisabetta Patelli prende posizione contro la controversa decisione dell’Amministrazione moltrasina, che ha scatanto la mobilitazione dei residenti e la nascita di un Comitato, e chiede alla Soprintendenza al Paesaggio: «Di addivenire ad una conclusione finale di inopportunità della demolizione della Villa Coccini» (la lettera)

I Verdi per la moratoria sulle antenne a Civiglio

In una nota diffusa lunedì 26 pttobre  Elisabatta Patella dei verdi sottolinea che «tra il 2004 e il 2006 abbiamo chiesto insistentemente al Comune la approvazione di un “piano delle antenne” che  con una procedura trasparente e partecipata, come ogni atto pianificatorio serio, costituisse una sorta di accordo tra amministrazione  e cittadini sui siti dove eventualmente localizzare antenne di tutti i tipi. Ci era stato assicurato alla fine del 2006 che il piano era pronto ;ci chiediamo se e’ stato approvato e cosa dice».  (altro…)

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