Fuori dal comune/ ultimatum e delegazione

Nella serata di mercoledì 8 luglio è andato in scena l’ennesimo presidio Fuori dal comune, per richiamare l’attenzione della giunta Landriscina sulla questione senza fissa dimora a Como. Mercoledì 8 luglio sera, oltre alle solite dichiarazioni di agitazione permanente, si potrebbero essere gettate le basi per un’escalation di tensione che non è chiaro dove porterà, ma è certo che a farne le spese saranno proprio i senza dimora per i diritti dei quali è nato Fuori dal comune. #fuoridalComune

Apertasi con l’affissione di un volantino che minacciava un “Ultimatum al sindaco”, la serata è proseguita come momento di riflessione sulla situazione.
Il consiglio comunale sembra incurante del disagio che i continui sgomberi dell’ex San Francesco stanno creando a decine di senza fissa dimora; nemmeno un servizio essenziale come i bagni è reso disponibile 24 ore su 24.
La tensione tra le persone costrette a dormire per strada e tra queste e la cittadinanza sale, ma la linea politica non sembra destinata a cambiare.

Con l’intercessione di Magatti, però, è stato combinato un incontro tra Landriscina e due manifestanti: Luigi Nessi e Gianluca, uno dei ragazzi del collettivo organizzatore.
La richiesta dei manifestanti era che il sindaco uscisse a parlare col presidio, ma ciò non è accaduto. Landriscina ha invece rilanciato proponendo un incontro, entro il 18 luglio, con sei delegati.
La risposta istituzionale, ancora una volta, è sembrata insoddisfacente e superficiale tanto che una parte di manifestanti ha chiesto a gran voce le dimissioni del primo cittadino.

La situazione è dunque tesa: il sindaco ha messo un paletto che dovrebbe consentirgli respiro per un po’ di tempo, mentre una parte dei presidianti minaccia di dar corso comunque all’ultimatum.
D’altra parte, una frattura interna ai manifestanti potrebbe dare un colpo quasi mortale alla protesta, rafforzando così l’autorità dispotica ma paradossalmente oculata di chi ha il potere e condannando di fatto i senza fissa dimora.
Gli esiti della lotta sono incerti, ma non c’è dubbio che debba essere vinta. 

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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