Giorno: 26 Luglio 2020

Arte/ Due mostre alla Pinacoteca di Rancate

Dopo l’inevitabile chiusura imposta dall’emergenza covid-19, i musei del Canton Ticino, a poca distanza dal territorio comasco, hanno ripreso da qualche settimana l’attività.

Anzi, proprio in questi giorni, con l’obiettivo di non tornare semplicemente alla “normalità” precedente, i musei del Mendrisiotto hanno annunciato di aver dato vita a un coordinamento “di area” in grado di valorizzare ulteriormente le loro iniziative, così i Musei d’arte del Mendrisiotto (l’inevitabile acronimo è MAM) si sono dotati anche di nuovi strumenti web come il nuovo sito che offre una panoramica su tutta la loro offerta culturale.

All’interno di questa significativa realtà, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate-Mendrisio conduce da sempre una fondamentale opera di ricognizione e promozione del patrimonio artistico del territorio.

Le due mostre attualmente in programmazione costituiscono un approfondimento del tutto particolare, estremamente utile per comprendere la complessità della stratificazione culturale di un territorio costitutivamente aperto a contaminazioni di ampio raggio (così simile, del resto, al contiguo territorio lariano…).

Jean Corty è un artista che ha attraversato l’Europa nella prima metà del Novecento; dal nativo Cantone di Neuchâtel a Bruxelles, poi di nuovo in Svizzera a Mendrisio, e ancora a Neuchâtel, a Mendrisio… Figlio d’arte nel senso più “fondamentale” dell’espressione (il padre era muratore e decoratore), visse un profondo disagio personale e psichico, tanto da essere ricoverato al Manicomio di Mendrisio negli anni Trenta. Qui incontrò il dottor Olindo Bernasconi, che lo incoraggiò a portare avanti la sua ricerca figurativa, nella prospettiva di un “ritrovamento” personale. La mostra di Rancate indaga e retituisce, quindi, proprio questo singolare intreccio tra ricerca artistica, relazione di cura e contesto territoriale (la vicenda dell’ospedale psichiatrico di Mendrisio, poi, si interseca con quella dell’ospedale comasco, con cui condivide pezzi di storia). Ma non si pensi che l’opera di Jean Corty sia apprezzabile solo per quel tanto che riesce a raccontare del disagio personale dell’autore; al contrario, è un’opera significativa in sé, capace di entrare in relazione con le contemporanee esperienze artistiche europee e di rimodularle sulla base personale. Di grande potenza espressiva sono i numerosi ritratti (sia a matita che a olio), così come i paesaggi, principalmente rurali. (Si noti, di passaggio, che le inevitabili “assonanze” con opere di autori di ben più alta notorietà sono più negli occhi di noi che guardiamo e cerchiamo di “riconoscere”…).

Le opere esposte provengono dalla collezione del dottor Olindo Bernasconi, che l’ebbe in cura al Manicomio di Mendrisio, e sono quindi testimonianza della speciale relazione di cura instauratasi tra paziente e medico, una relazione dal sapore anche letterario. E non a caso il catalogo della mostra si apre con una citazione del sommo capolavoro Il maestro e Margherita di Bulgakov.

La seconda mostra di Rancate (nella grande sala al piano superiore della Pinacoteca) è dedicata a Willy Leiser congiuntamente alla compagna di vita e di arte Teresa Giupponi.

Anche Willy Leiser e Teresa Giupponi sono persone in movimento: Willy nasce a Bienne, Teresa a Sciaffusa (ma la sua famiglia è lì emigrata da San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo), insieme giungono in Ticino nel 1943 dove vivono fino alla loro scomparsa (Willy muore prematuramente nel 1959, Teresa a settantun anni nel 1993), non senza frequenti spostamenti, ovviamente, sia in Svizzera che all’estero. Sono in movimento anche dal punto di vista artistico, alla ricerca di un proprio approccio tra molte diverse possibilità: tra astratto e figurativo (mai naturalistico, però), tra segno grafico ed espressivo. L’esposizione della Pinacoteca Züst è soprattutto dedicata a Willy (a Teresa il m.a.x.museo di Chiasso ha dedicato un’importante mostra nel 2012) e le opere di Teresa sono usate come contraltare dialettico, come testimonianza delle diverse sensibilità all’interno di una ricerca contaminata da una vita condivisa. Stupisce, effettivamente, nell’opera di Willy Leiser la varietà di approcci e, contemporaneamente, la capacità di appropriarsi di differenti strumenti espressivi, non solo le diverse tipologie (astratto – figurativo, decorazioni parietali – grafica d’arte ecc.) ma anche i materiali (dal legno alla pietra, dal filo di ferro all’inchiostro…). In più, grazie a una notevole documentazione fotografica (opera soprattutto di Claude Fleury), è possibile farsi un’idea dello straordinario laboratorio-abitazione di Sala Capriasca, dove Willy e Teresa portarono avanti il loro progetto di vita e di arte.

L’accostamento delle due mostre, in realtà assai diverse, permette al pubblico – per lo più ignaro delle vicende di tali artisti – una sorta di “viaggio trasversale” nell’arte del Novecento, visto nella prospettiva originata da un territorio di frontiera, consapevole – alla fine – di esserlo.

Infine un encomio sincero merita l’allestimento (ma bisognerebbe dire: gli allestimenti), capace di reinventarsi con misura e intelligenza, instaurando un dialogo efficace con opere così varie.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Vedute della mostra dedicata a Jean Corty

Vedute della mostra dedicata a Willy Leiser e Teresa Giupponi

Jean Corty 1907 – 1946. Gli anni di Mendrisio

a cura di Mariangela Agliati Ruggia, Alessandra Brambilla, Giulio Foletti

Willy Leiser 1918-1959. Grafica pittura scultura

a cura di Giulio Foletti, in collaborazione con Mariangela Agliati Ruggia, Alessandra Brambilla

Rancate (Mendrisio), Pinacoteca Züst

fino all’11 ottobre 2020

Orari: martedì-domenica 14-18 (luglio e agosto); 9-12, 14-17 (settembre e ottobre); lunedì chiuso, festivi aperto

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 8

Info: 004191 8164791, http://www.ti.ch/zuest

Prc/ Nessuno spazio ai fascisti, né vecchi né nuovi

In merito alla parata fascista che si terrà oggi, 26 luglio, tra Dongo e Giulino di Mezzegra (CO) pubblichiamo il comunicato di Fabrizio Baggi, segretario regionale di Rifondazione comunista Lombardia.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Un albero per ogni mina

Dalle 14/ L’area che circonda il muro di 2.700 chilometri che divide i campi profughi saharawi in terra algerina dal Sahara Occidentale, è una delle più minate del mondo. “Un arbol por cada mina” è un progetto nato nel 2017: ogni mina, un albero, per sostituire così la vita con la morte. L’obiettivo è quello di piantare 7 milioni di alberi e creare un “muro” speculare a quello marocchino, un muro verde. Una delle piante utilizzate è l’Acacia Raddiana, una pianta simbolo per il popolo saharawi che può sopravvivere senza acqua per tre anni. Da questa pianta si estrae l’elk, una resina che viene utilizzata come medicinale, mentre con il legno si ricavano oggetti tradizionali e le foglie diventano foraggio per gli animali. Questo video, del marzo 2020, è stato realizzato dal un volontario di Afapredesa, l’associazione dei desaparecidos saharawi, che agisce per la difesa dei diritti umani della popolazione.

I programmi del 26 luglio.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Ismaël Lô

Dalle 13/ Abby Basiouny ci porta a conoscere Ismaël Lô, cantante senegalese ben conosciuto sia in Africa che nel mondo. L’album Jammu Africa è uno dei suoi successi maggiori, dal quale ascoltiamo la traccia principale. La canzone parla di un sogno: vedere un giorno l’Africa unita e prospera, realizzabile solo se ci sarà pace nel continente.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Marcel Gotene

Dalle 12/ Artur Borghesani ci porta un video su Marcel Gotène (1939/2013), artista congolese che in sessant’anni di carriera è diventato il simbolo della pittura africana nel mondo. La ricchezza dei suoi dipinti prende spunto dalle scene di vita quotidiana, dai villaggi, dalla danza, dalle piccole case di paglia, dalle savane, dalle foreste. Le sue tele esprimono movimento, fantasia, prediligendo un universo tormentato, con suonatori di tam-tam, danzatori, uccelli, animali in un groviglio ingarbugliato, dando vita a vere e proprie favole dai colori vivaci, vibranti e vivi, come porpora, blu, arancione, rosso e giallo. In alcuni quadri Gotène vuole denunciare quello che di negativo vede nella vita quotidiana.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Il verde contro il deserto

Dalle 11/ Mara Cacciatori ci porta il progetto della Grande muraglia verde in Africa, nato nel 1952 grazie a un’idea dell’esploratore inglese Richard St. Barbe Baker con l’intento di affrontare un problema che sempre di più preoccupa il continente africano in maniera non indifferente: il caso della desertificazione. Il progetto prevede la piantagione di 8 mila chilometri di alberi e ha contato sulla partecipazione di più di 20 stati africani, che hanno potuto contare sull’aiuto anche di paesi come Egitto e Tunesia decisi a contribuire alla “Muraglia Verde” senza che la preoccupazione dell’avanzata del Sahara li tocasse.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Thomas Sankara

Dalle 10/ Musa Drammeh ci presenta la storia di Tomas Sankara. Noto anche come Tom Sank, è stato un leader carismatico per tutta l’Africa occidentale sub-sahariana. Cambiò il nome di Alto Volta in Burkina Faso e si impegnò per eliminare la povertà attraverso il taglio degli sprechi statali e la soppressione dei privilegi delle classi agiate. Finanziò un ampio sistema di riforme sociali incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per la popolazione estremamente povera, oltre a un’importante lotta alla desertificazione con il piantamento di milioni di alberi nel Sahel. Fu ucciso in un colpo di stato nel 1987, ma la sua eredità e il suo combattere contro le inguistizie del colonialismo lo hanno reso un eroe al pari di Nelson Mandela e un esempio per tutti coloro che si battono per le popolazioni africane e i loro diritti.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 26 luglio/ Nativi e migranti insieme. Più cittadinanza attiva, più diritti

La domenica è dedicata alle proposte del progetto Nativi e migranti insieme, più cittadinanza attiva, più diritti per sviluppare la conoscenza dei paesi “altri” dei quali spesso si conosce poco dando così un substrato aculturale al razzismo e alla xenofobia. Mara Cacciatori, Abby Basiouny, Artur Borghesani, Musa Drammeh, servizio civilista/i dell’Arci di Como hanno selezionato video di musica, cultura, cronaca e politica di paesi lontani che aiutano a capire meglio i paesi da cui arrivano le migrazioni.

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