Governare il territorio, non distruggerlo

Fridays for future espone le proprie osservazioni ed i propri suggerimenti in vista dell’avvio del procedimento di variante generale al piano di governo del territorio da parte dell’amministrazione comasca.

«Il Comune di Como non è dotato del Piano del verde comunale; con tale strumento (necessario e integrativo della pianificazione urbanistica generale) è possibile stabilire, in base alle priorità determinate dalle esigenze del territorio, gli obiettivi previsti in termini di miglioramento dei servizi ecosistemici, gli interventi di sviluppo e valorizzazione del verde urbano e periurbano a lungo termine, le risorse economiche da impegnare e le modalità di monitoraggio degli obiettivi raggiunti e di coinvolgimento delle comunità locali. Il Piano del verde prevede il censimento del verde pubblico (e delle attrezzature pubbliche/ludico-sportive) con implementazione del catasto degli alberi, il Regolamento del verde pubblico e privato (quello comunale risale al 2010), oltreché la redazione del bilancio arboreo.
Il documento Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile del Ministero dell’Ambiente (2017), individua quale standard minimo per una corretta gestione sostenibile del verde urbano il Censimento, il regolamento e Piano, ma anche il bilancio arboreo. Inoltre si ritiene indispensabile l’adeguamento di quanto esistente alle recentissime disposizioni introdotte dal Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 10 marzo 2020, Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde.

Proposta n. 1b – Il sistema del verde
Al punto 2.4 della relazione dell’ultimo P.G.T. approvato nel 2016 si cita che il comune di Como non ha richiesto l’inserimento dell’area della palude di Albate nella proposta di ampliamento del Parco delle Groane, in quanto secondo lo stesso atto, l’area viene ritenuta ampiamente tutelata dalla vigente normativa e già interessata da un apposito organismo di gestione. Tuttavia, riteniamo che l’ecosistema della palude di Albate non può essere tutelato solo dalla normativa attuale e questo per tre motivi principali:

  • L’attuale SIC è gestito tramite piano di gestione dalla provincia di Como. Piano che non garantisce sufficienti investimenti sul territorio e inoltre non è in grado di leggere le interrelazioni esistenti tra l’oasi del Bassone e le aree verdi circostanti;
  • Solo una parte delle aree verdi a sud di Albate sono incluse all’interno del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Palude di Albate” per un totale di 90 ettari, quindi sono escluse da forme di maggiore tutela (vincolistica e di governo) tutte le aree verdi di importanza ambientale esterne al SIC;
  • La gestione del territorio esterna al S.I.C. è attualmente definita dai piani di governo del territorio dei singoli comuni (Senna Comasco e Casnate con Bernate) che, non essendo coordinati tra loro, non garantiscono sufficientemente la salvaguardia delle aree verdi esistenti.
    Fatte queste dovute premesse e valutato che questo territorio presenta tutte le caratteristiche ambientali, paesistiche e culturali previste dalla legge per l’inserimento di queste aree in un Parco Regionale, chiediamo che la nuova variante al P.G.T. preveda l’adesione del comune di Como al
    parco regionale Groane-Brughiera, affinché si garantisca una nuova forma di tutela delle aree verdi attualmente incluse nel Sito di Importanza Comunitaria “Palude di Albate” e quelle esterne al
    S.I.C., ma attigue allo stesso.

Perchè chiediamo l’adesione del comune di Como a questo parco e non a un altro? Perchè dal punto di vista ecosistemico l’oasi del Bassone rientra nel bacino idrografico del torrente Seveso e il perimetro dell’attuale parco regionale Groane-Brughiera termina a soli 2 km più a sud (nel comune di Cucciago) della palude di Albate.

Di conseguenza, i risultati, che il comune potrebbe raggiungere annettendo le aree sopra descritte nel parco regionale Groane-Brughiera, saranno quelli di una generale miglioria ambientale del territorio. Infatti un parco regionale può:
– attuare investimenti al fine di migliorare le superfici forestali attualmente compromesse dal punto di vista della biodiversità a causa dalla presenza di specie esotiche invasive (es. Prunus serotina, Ailanthus altissima, Robinia pseudacacia);
– erogare misure di incentivazione (in parte derivanti anche da fondi europei o regionali) ai coltivatori diretti o alle aziende agricole al fine di convertire ecologicamente il sistema agricolo verso forme di produzione agricola sostenibile. Ovvero, forme di investimenti che vadano: verso l’azzeramento della presenza del settore zootecnico sul territorio (responsabile del 18% delle emissioni a gas serra climalteranti a livello globale), verso un’agricoltura che adotti pratiche sostenibili;
– tutelare gli habitat in cui nidificano le specie faunistiche presenti (gallinella d’acqua, germano reale, svasso, tuffetto, porciglione, picchio rosso maggiore, falco di palude, gru, falco pescatore, rana di Lataste);
– garantire la continuità ecologica del territorio al fine di contrastare i fenomeni di depauperamento della biodiversità causati da inquinamento e urbanizzazione e garantire la preservazione del paesaggio e dell’identità storica – culturale del territorio;
– istituire regole uniformi per tutta una serie di attività od interventi di grande rilievo sociale, su tutto il territorio interessato, come: le attività artigianali, commerciali, di servizio, agro-silvo-pastorali; la circolazione veicolare e la mobilità sostenibile; la ricerca scientifica; le emissioni sonore e luminose; le attività da affidare all’occupazione giovanile, alle associazioni di volontariato; l’accessibilità al parco ai disabili e ai portatori di handicap;
– migliorare la fruibilità del territorio, in modo da incrementare una certa cultura ambientale da parte della popolazione residente e migliorare l’usufruibilità da parte di associazioni o gruppi di cittadini in quelli che sono i fabbricati storici-architettonici del S.I.C. “Palude di Albate” (es. Cascina Bengasi). Questo anche per creare centri di aggregazione sociale a contatto con la natura.

Proposta n. 2 – Le aree dismesse
Il Piano di Governo del Territorio attuale ammette la media e grande distribuzione commerciale in aree dismesse o di riqualificazione urbana. Questo, a nostro parere, non deve essere ammesso dalla nuova variante al P.G.T. in quanto sul territorio è già presente un’elevata densità di aree commerciali della grande distribuzione e inoltre:
– nuovi supermercati (che solitamente intercludono nuovi parcheggi) incentivano lo spostamento delle persone con mezzi privati, non migliorando così quella che è la situazione del traffico urbano nel suo complesso;
– nuovi negozi appartenenti alla grande distribuzione implicano la creazione di una concorrenzialità non economicamente sostenibile con i negozi di vicinato. Questi rischiando la chiusura portano alla riduzione della presenza di luoghi di vita e di socialità nei quartieri, rappresentando un problema urbanistico di allontanamento dei servizi dai cittadini.
Riguardo alla riqualificazione urbana, riteniamo prioritari gli interventi di recupero delle aree dismesse nei prossimi anni. Questo anche per via della crisi economica causata dalla pandemia da coronavirus. Infatti, sarà proprio a fine della pandemia e all’inizio della “ripartenza” economica che
saranno necessari investimenti pubblici al fine di abbattere l’imminente crisi occupazionale e la crisi sociale che si ripercuoterà sulle fasce più fragili della popolazione. A tal fine, la riqualificazione urbanistica delle aree dismesse porterà a un notevole beneficio ambientale della nostra comunità e allo stesso tempo un beneficio sociale per chi lavorerà al recupero delle stesse.
Chiediamo quindi, che la nuova variante al P.G.T. del comune di Como consideri tra le sue previsioni la riqualifica prevalente (o totale) a verde delle aree dismesse esistenti. Queste potranno essere messe a disposizione della comunità comasca come parchi urbani (nel caso si trovino in contesti fortemente urbanizzati) o aree di interesse agro-silvo-pastorale (nel caso si trovino collocate in ambiti periferici o contestualizzate all’interno di ambiti agricoli):*
• Ex Ditta Lattuada – via Barzaghi 14 (4.545 mq)
• Ex Cave Mannini – via Al Piano/via Del Gelso (45.424 mq)
• Ex Bulgheroni – via Acquanera 6 (8177 mq)
• Stamperia Camerlata – via Cumano 16 (12.876 mq)
• Ex Parmalat – via Somigliana 10 (5042 mq)
• Ex Mesa – via Di Vittorio 38a (10.784 mq)
• Ex Binda – via Venturino 28-30 (18.684 mq)
• Tamarindo Bellaria – via Muggiò 8 (4924 mq)
• Ex Lechler – via Bellinzona 289 (10.183 mq)
• Ex Albarelli – via Oldelli (23.174 mq)
• Ex Chibro – via Roscio 19 (8.084 mq)
• Ex Oec – via Bellinzona 51 (9.036 mq)
• S. Pietro delle Vigne – via Caronti (3.475 mq)
• Saldarini – via Borgovico 227 (1.503 mq)
• Le Gardenie srl – via Borgovico 215 (1.205 mq)
• Ex Danzas – viale Innocenzo, via Venini (4.170 mq)
• Torriani Immobiliare – viale Innocenzo (4.889 mq)
• Del Vecchio – via Viganò 1 (3.878 mq)
• Ex lombarda – via Castellini 8 (5.335 mq)
• Insubria – via Carso (1.639 mq)
• Tintoria Napoleona – via Castellini 25 (4.099 mq)
• Mulino – via Castellini 29 (2.862 mq)
• Bedetti Allegra – via Pannilani 14 (3.475 mq)
• Trombetta – via Pannilani 42 (1.169 mq)
• Giamminola – via Pannilani 41a (4.129 mq)
• Curim – Via Belvedere (1.179 mq)
Superficie totale delle aree dismesse: 203.940 mq (rilevate all’ultimo PGT)
*Consideriamo inoltre inutile la realizzazione di nuovo tessuto residenziale su queste aree in quanto è da sottolineare il decremento della popolazione della città di Como che è passata da 97.996 abitanti (nel 1971) ai 85.915 abitanti attuali (rilevati al 21-12-2019). E anche le più accurate previsioni demografiche non prevedono nuovo aumento della popolazione nei prossimi anni.

Proposta n. 3 – Il piano della mobilità
Considerata l’emergenza climatica a cui siamo chiamati come società a rispondere, valutiamo erronea la scelta di considerare all’interno del Piano di Governo del Territorio nuove opere stradali.
Nel PGT vigente sono state inserite tra le previsioni:
• la fattibilità della Borgovico bis;
• il 2°lotto della tangenziale di Como (ritenuta necessaria dalla maggioranza del quadro politico locale e regionale).
Queste opere, oltre a comportare un costo ambientale in termini di impatti (sia sulle aree verdi che sui delicati equilibri idrogeologici), porterebbero a un incentivo nell’uso dei mezzi privati che emettono gas serra e inquinanti atmosferici (PM10, PM2.5 e NOx). Di conseguenza chiediamo che queste due opere vengano eliminate dal nuovo P.G.T.
Inoltre, rispetto a quanto già espresso dal vigente P.G.T. riguardo al Piano della Mobilità (implementazione delle previsioni inerenti alla mobilità ciclopedonale e valutazione della proposta ultradecennale della realizzazione della metrotranvia comasca). Chiediamo:
– venga considerato il potenziamento del trasporto pubblico su rotaia. In particolar modo il miglioramento del servizio ferroviario lungo la linea Como-Lecco. (Linea che interseca un bacino potenziale di utenza di circa 230.000 abitanti);
– venga considerato il miglioramento dell’offerta complessiva del trasporto pubblico locale su gomma, in virtù del fatto che il comune di Como detiene l’11,4% dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale e, inoltre, detiene, parte della SPT Holding S.p.A. proprietaria al 51% della società che gestisce il trasporto pubblico in provincia di Como (Asf Autolinee). A nostro parere vista l’elevata densità urbana del territorio in cui viviamo, serve sopratutto il potenziamento delle corse extraurbane;
– venga considerata l’implementazione della rete ciclabile, oltre al progetto della Ciclopedonale Eurovelo5 che nel suo progetto attraversa il comune di Como dai quartieri a nord del centro città ai quartieri a sud (Camerlata, Rebbio, Breccia). La Eurovelo5 potrebbe essere la “spina” ciclabile a cui verranno collegate nuove piste ciclabili di collegamento con i comuni limitrofi e i quartieri più periferici.

Proposta n. 4 – Analisi dei servizi ecosistemici
Nell’ottica di supportare adeguatamente le scelte strategiche della Spettabile Amministrazione Comunale, si chiede che l’Autorità Procedente e Competente individuate nell’ambito del processo di VAS, con il supporto degli estensori della Variante Generale e della VAS coordinata con la Valutazione di Incidenza, procedano con l’individuazione e la relativa analisi dei servizi ecosistemici offerti dalle componenti naturali e semi-naturali del territorio comunale. Quanto richiesto al fine di poter analizzare gli scenari evolutivi comunali sui temi legati al contrasto dei cambiamenti climatici, come ad es. la riduzione dell’effetto isole di calore delle aree urbanizzate, la contabilizzazione e riduzione delle emissioni di CO2 cittadine, anche individuando aree per la loro compensazione all’interno del territorio comunale, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030
dell’ONU». [Fridays for future Como]

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