Anche Como festeggia il 22 gennaio!

Il 22 gennaio 2021 sarà ricordato come l’inizio della fine delle armi nucleari. E se la storia questa volta la fanno i 50 paesi, per lo più del Sud del mondo, che hanno ratificato il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPAN), in questa festa delle periferie dell’Impero c’è posto anche per una città relativamente piccola e marginale come Como.

Sono così tante le iniziative in programma a livello locale e nazionale, che anche tra quelle inserite nell’ampio calendario del Mese della Pace 2021 è difficile citarle tutte.

Proprio in occasione dell’evento principale del Mese della Pace, la manifestazione “Meno armi più ospedali” di domenica 17 gennaio, dopo l’intervento sul tema di Lisa Clark, rappresentante italiana di ICAN (Nobel per la Pace nel 2017), il pacifismo locale ha rilanciato, in collaborazione con le amministrazioni locali più sensibili al tema, la mobilitazione di base che intende mettere fuori gioco una delle minacce più gravi di sempre per l’esistenza della vita stessa sul pianeta Terra. I temi della campagna #ItaliaRipensaci torneranno presto a percorrere i comuni della provincia comasca.

Alle ore 11:30 del 22 gennaio una delegazione del Mese della Pace parteciperà al presidio, promosso dal Centro di documentazione Abbasso la guerra, davanti alla Leonardo (ex Aermacchi) di Venegono Superiore (VA). Nello stabilimento si producono gli M346, aerei d’addestramento per piloti di cacciabombardieri nucleari, come gli F-35, destinati ad Israele.Scarica il comunicato pdf delle realtà pacifiste varesineDownload

Alle ore 17:00 l’invito è a collegarsi alla diretta Facebook organizzata dal network Pressenza (partner di ecoinformazioni) per conoscere perché il Trattato è necessario e quali sono i passi necessari per rendere le armi nucleari un brutto ricordo e non più un pericolo drammaticamente attuale.

Il flash mob della Rete Como senza frontiere per celebrare il TPAN è stato invece rinviato a causa del maltempo.

Ciascuna persona, ciascuna realtà, sono poi invitate a lasciarsi coinvolgere secondo forme più o meno spontanee, più o meno organizzate, da quella che è una gioiosa celebrazione non solo per l’umanità, ma per l’intera biosfera: c’è chi ha organizzato brindisi virtuali, chi ha pianificato di suonare a festa le campane delle chiese alle 12:00 del 22 Gennaio, chi ha semplicemente ricordato con un comunicato ai propri iscritti e alla cittadinanza tutta quanto la giornata di venerdì sia determinante. E’ quest’ultimo il caso delle Acli di Como, di cui riportiamo di seguito le parole:

Entra in vigore il Trattato contro le armi nucleari

Venerdì 22 gennaio 2021 il Trattato ONU per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN o TPNW) entrerà in vigore e diventerà vincolante nell’ambito del diritto internazionale.

Il Trattato è stato adottato dalle Nazioni Unite nella conferenza del 7 luglio 2017, ed entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla ratifica, e quindi dalla sottoscrizione, di almeno 50 stati. A 75 anni dal loro primo utilizzo, le armi nucleari diventano così illegali secondo una norma internazionale.

È una data storica, un inizio importante per il mondo intero, che rafforza, finalmente, la posizione internazionale contro le armi nucleari. Si tratta, infatti, del primo strumento legale che le vieta esplicitamente: sarà impedito specificatamente l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari per tutti gli stati che lo hanno sottoscritto (ad oggi,53).

Al trattato, purtroppo, non ha ancora aderito il nostro paese.

Già dal 2017, in Italia è stata promossa la mobilitazione “Italia, ripensaci” che punta a stimolare il Governo e la politica italiana, finora rimasti fuori, per scelta, da questo percorso di disarmo nucleare.

La Rete Italiana Pace e Disarmo, di cui anche le ACLI fanno parte, chiedono di rilanciare la campagna, ricordando la pericolosità della presenza nel nostro Paese di circa 50 testate nucleari statunitensi (nelle basi di Ghedi ed Aviano).

Per questo le Acli di Como, quali aderenti alle iniziative intraprese nel mese della pace del mese di gennaio 2021, ritengono che l’impegno non sia ancora terminato. Pur ritenendo importante questa data storica per un cammino globale, con i risultati raggiuti anche grazie agli sforzi della società civile italiana e internazionale,
non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo della firma di questo fondamentale Trattato.

Facciamo appello, dunque, a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini e cittadine che hanno a cuore il futuro dell’umanità: l’Italia cambi la propria posizione e contribuisca a rendere obsolete e inaccettabili le armi nucleari, riconvertendo le ingenti somme che ogni anno vengono spese per costruirle e mantenerle ad usi più utili per l’umanità come il contrasto al cambiamento climatico, alla pandemia, alla povertà.Scarica il comunicato in pdf delle Acli di Como [Abramo Francescato, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: