Cristian Pardossi/ 100 volte Pci/ 01

Il 21 gennaio 2021 ricorrono i 100 anni dalla fondazione del PCdI (poi Pci). Non sfugge a nessuno, anche al di là delle diverse opinioni politiche, il ruolo fondamentale svolto da quel Partito, sia nella costruzione dell’Italia repubblicana e antifascista, sia nelle vicende successive fino al suo scioglimento. Un’eredità ancora viva, non tanto nelle organizzazioni presenti sul (misero) mercato politico attuale, quanto nella memoria e sentire comune di un “popolo di sinistra” numeroso ma privo di una rappresentanza, e proprio per questo profondamente disorientato di fronte ai problemi complessi della società italiana e dello scenario globale.

Senza pretese di analisi profonda, che richiederebbe ben altri spazi e competenze, vogliamo tornare, giorno per giorno su volti, luoghi o fatti che ne hanno segnato la storia (e con essa quella del nostro paese).  Lo facciamo con la collaborazione di Cristian Pardossi, un ricercatore sociale quarantenne che vive in Toscana ed è legato alla città di Como per un’esperienza professionale che l’ha coinvolto negli anni 2016-2017, insieme a tanti cittadini attivi, amministratori comunali, amici e lettori di ecoinformazioni. Cristian, oltre ad essere un appassionato di storia, ha vissuto dall’interno la vicenda post-comunista, con un ruolo dirigente nei DS e poi nel PD toscani, dal 2005 al 2015. Ha deciso di pubblicare sulla propria pagina facebook 21 post per raccontare i 100 anni del PCI, toccando fatti, aspetti interni, protagonisti. L’intento, che facciamo nostro, è quello di ricordare, e magari suscitare un po’ di dibattito, sia in chi ha vissuto quella storia, sia in chi non la conosce ma ne può trarre insegnamenti importanti per l’oggi. [Massimo Patrignani, ecoinformazioni]

Ecco a voi la prima puntata: 

Il teatro Goldoni di Livorno e Amedeo Bordiga

Non posso che iniziare con queste due foto. La facciata del teatro Goldoni di Livorno, sede del Congresso Nazionale socialista, e il ritratto di Amadeo Bordiga, primo segretario del PCdI nato il 21 Gennaio ’21 dalla scissione della frazione comunista. Descrivere la successione di eventi che anticiparono quell’evento sarebbe lungo. Mi limito a ricordare i profondi rivolgimenti di quegli anni: dalla carneficina della prima guerra mondiale che vide il proletariato mandato a morire nelle trincee (e i partiti socialisti in difficoltà a reggere l’urto dei nazionalismi), alla rivoluzione d’ottobre in Russia che portò al potere i bolscevichi, fino al biennio rosso qui da noi che fece credere a molti che ci fossero le condizioni per “fare come in Russia”. Al congresso socialista – in un clima piuttosto infuocato – si confrontarono tre anime: quella riformista e minoritaria di Turati, quella massimalista e maggioritaria di Giacinto Menotti Serrati e quella comunista di Bordiga, Terracini, Gramsci, Bombacci, Grieco e Graziadei (a sua volta articolata in posizioni differenti che emergeranno già nei primissimi anni di vita del partito). Per tutti i giochi erano fatti già prima del congresso: al rifiuto della maggioranza di espellere i riformisti, richiesto esplicitamente dall’Internazionale Comunista a tutti i partiti aderenti, il gruppo dei comunisti abbandona la sala e si reca al teatro San Marco, dove fonderà il nuovo Partito di cui Bordiga diverrà il primo segretario. [Cristian Pardossi]

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Cristian Pardossi

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