5 anni senza frontiere

Cinque anni di Como senza frontiere, cinque anni di impegno per i diritti, cinque anni di marce per i nuovi desaparecidos ammazzati in mare e in terra dalla Fortezza Europa. Cinque anni nei quali il gruppo ideatore (per lo più ragazze e ragazzi) è rimasto attivo costruendo una Rete che si è via via estesa e oggi unisce realtà molto diverse (partiti, sindacati, associazioni, movimenti, gruppi ecclesiali, persone) capace di animare non solo la solidarietà ma anche azione politica contro ingiustizia e violenza di chi considera le persone numeri. Anche domenica 4 luglio (come ogni mese) in piazza Cavour si è formato il cerchio dell’impegno civile, si è attuata la lotta nonviolenta di una quarantina di persone ciascuno con al collo l’immagine di un desaparecidos perché la sua tragedia fosse evidente e richiamasse la necessità di ribellione civile alle sopraffazioni dei ricchi sui poveri. Fabio Cani e Abramo Francescato hanno parlato di sanatoria finta e neppure attuata, di motovedette italiane regalate alla Libia e trasformata in strumenti di morte contro i migranti, di frontiere assassine e di leggi inique che colpisco chi soccorre e aiutano i trafficanti di essrei umani.

Persino piazza Cavour, animata oggi da umanità e voglia di un nuovo mondo possibile, è sembrata davvero una piazza (luogo di relazioni e di socialità) non una vetrina per esposizioni commercali come l’ha costretta a diventare la cattiva politica. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Daniele Molteni, presto on line anche su Instagram e facebook le foto di Sara Malacrida e Somia El Hariry.

Guarda sul canale di ecoinformazioni gli altri video dell’iniziativa di Daniele Molteni, Arci-ecoinformazioni.

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