Il deserto della privatizzazione

«Il nido d’infanzia è un servizio qualificante e irrinunciabile in una società avanzata. La cura e l’educazione dei nostri piccoli è anche essenziale risorsa per la parità di genere, il sostegno alla genitorialità e la sua compatibilità con il lavoro. La nostra città, grazie ad amministratori consapevoli e lungimiranti, dagli anni ‘60 è stata ammirata da tutti come avanguardia per qualità e quantità del servizio offerto alle famiglie e ai bimbi nei nostri nidi d’infanzia.


Bisognava arrivare a questa amministrazione (con FI, lega, FDI e lista Rapinese) per deliberare l’insensato affidamento della gestione dei nidi comunali a qualche privato. La prova generale dello sciagurato progetto di dismissione si è avuta con la messa in bando della gestione del nido di Lora: uno scandaloso affidamento di cinque anni, pari all’intero mandato della prossima amministrazione! Ora veniamo a sapere che il bando è andato deserto, malgrado consentisse l’uso della struttura anche per funzioni diverse in orario in cui il nido è chiuso (Civitas anche su questo non ha fatto mancare la sua critica severa – qui li link: https://bit.ly/DifendiamogliAsilidiComo -, consapevole del fatto che nessuno manderebbe un bimbo in un nido nel quale la sera prima si sono riunite persone che nulla hanno a che fare con uno spazio per l’infanzia!). 
È il momento per dire alla Giunta quello che si merita: avete fallito ancora una volta! Intanto ricordiamo a tutti che la scelta della privatizzazione del nido di Lora trova, ha tra le principali cause, un’altra scelta determinante : quella di non aver fatto le selezioni del personale educativo per i nidi comunali, sapendo di mettere in grave difficoltà il servizio di fronte ai prevedibili pensionamenti. 
Immaginare una gestione privata dei nidi comunali è per noi una palese certificazione di incapacità amministrativa. Il bando andato deserto bolla il fallimento di un progetto politico liberista che poggia sull’assunto che si possa facilmente lucrare su un’esigenza fondamentale per una madre che lavora. Questo periodo di tempo complicato sta invece riportando nei cittadini la consapevolezza che alcuni diritti fondamentali (alla salute, all’istruzione e aggiungiamo anche alla genitorialità) non sono assicurati dalla cessione al  “mercato”, ma dalle scelte coraggiose e lungimiranti di una società che pensa al proprio futuro in modo coeso e solidale». [Civitas]

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