ecoinformazioni mensile/ novembre 2021/ Troiane, migranti, umane

Il Mediterraneo è un incrocio di culture, popoli, flora e fauna che vi andiamo a presentare in questo numero del mensile di ecoinformazioni, insieme a una riflessione sullo spettacolo Troiane che si è svolto lo scorso 12 novembre presso lo Spazio Gloria.

Donne fatte di carne, sangue, ma anche di terrore nero come il Tartaro, dolore sordo e urla. Donne che la guerra ha spezzato senza riuscire a spazzar via, donne sprezzanti e livide di rabbia verso le bestialità umane, gli dei, la propria stessa natura. Donne feroci come Erinni, che gridano l’angoscia di essere violate nel corpo e nell’anima con le voci di migliaia di altre prima e dopo di loro. Donne come mare in tempesta, costrette dal dolore, dal destino infame a diventare acuminate, inflessibili, mai dome. Donne morte ammazzate, affogate, strangolate, sgozzate, uccise con qualsiasi strumento a portata di mani empie. Donne divorate dal lutto, velate nello sguardo quando il cordoglio sembra insostenibile. Donne raccolte intorno a chi ha gli occhi consumati da più tempo, donne in cerca di una speranza oltre il profilo delle lunghe navi, oltre l’incognita di terre lontane, oltre il vuoto deserto interiore. Donne che attraversano il mondo con passi brevi eppure pieni di dignità, donne che si ribellano alzando armi di rabbia schiumante, contro gli stigmi di una storia dalle pagine sempre troppo piccole per raccogliere la loro complessità. Donne in gabbia come animali, donne in ceppi tanto pesanti quanto invisibili, donne che giurano alla luna e alle maree la propria fedeltà, integre nonostante tutto. Le storie delle donne – Troiane, migranti, soprattutto umane – si ripetono da sempre, tramandandosi nel ritmo sanguigno dei polsi, nei racconti di compagne, sorelle, amiche, madri, con una voce che non può essere soffocata: chiedono di ricordare, denunciare, lottare, resistere alla barbarie – achea, colonizzatrice, biecamente umana – ogni giorno. Ma il 25 novembre la voce delle Cassandre, Ecube, Polissene, Andromache, Elene diventa l’urlo di tutte. Assordante. [Sara Sostini, ecoinformazioni]

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