Marcia in Valsusa/ Grazie Notav

Da parecchi giorni si diceva che l’8 dicembre avrebbe nevicato. Partiamo il giorno prima allora… Nessuno avrebbe mai rinunciato all’appuntamento annuale dell’8 di ogni dicembre.

Ricordo quanto successe il 6 dicembre 2005, una giornata campale in Valle Susa: «Arrivano al presidio di Venaus in centinaia determinati a distruggere un luogo simbolo della lotta Notav. I valsusini, gli attivisti Notav sono sulle barricate ma c’è una ruspa che avanza minacciosa e – a calci e spintoni – non si ferma davanti alle barricate con la gente sulle barricate. Al presidio – a calci e spintoni – ci dicono di andare via, di andare verso la baracca, altri divertiti ci spintonano sui prati, ci filmano. Chi è testardamente rimasto al presidio viene picchiato, senza curarsi di nulla, anziani, ragazze donne. Gli ordini erano spaccare tutto e lo fecero….» [tratto da autistici.org]

Da allore, ogni anno, l’8 dicembre tutto il movimento Notav si ritrova per ricordare, per compattarsi per salutarsi, per dire che ci siamo e siamo sempre presenti.

Quest’anno si temeva la neve. Al mattino nevicava a San Direro alle 11 circa, quando siamo arrivati.

Aveva nevicato tutta la notte . Un bianco impressionate sui monti e sui campi. Qui è cosa ordinaria in inverno. Andiamo a Borgone, li è previsto il presidio per la partenza. Arriviamo e i compagni del movimento stanno allestendo i gazebo per potere mangiare e bere qualcosa, per coloro che arrivano, per vendere i libri, le bandiere. All’inizio ci sembra di essere pochi. L’appuntamento è alle 13 a Borgone. Piano piano arrivano i gonfaloni dei Comuni, tra i primi amministratori giunge il sindaco di Monpantero che sistema le cose, lavora. Poi tanti altri. Non è solo una sicurezza la presenza dei sindaci e dei gonfaloni, il movimento si ritrova con i propri sindaci e consiglieri. Sono qui in prima linea. Si parte, il corteo si allunga per almeno 500 metri: prima i gonfaloni e gli amministratori, poi il variegato mondo Notav. I cittadini e le cittadine della Valsusa, i bambini, i ragazzi, i giovani e gli anziani. Vedo Alberto Perino che abbraccia una signora novantenne e dice «sono felice di vederti qui».

Nicoletta Dosio è presente, tutti la salutano e con lei tantissimi. Tutti chiedono notizie di Emilio (Scalzo) dopo il suo trasferimento nelle carceri francesi. Triste questa giornata senza Emilio.

Si cammina per una ora prima di arrivare a San Didero: migliaia di persone, ancora una volta. Arriviamo di fronte al cantiere di San Didero: sbancando, tagliando piante, hanno coperto le tane degli animali; con le luci sempre accese hanno realizzato questo interporto costruendo una situazione irreale.

Come irreale è perseguire la costruzione di questa opera inutile, assurda. Non c’erano e soprattutto ora non ci sono le condizioni per costruire una opera che non serve. Il sindaco di Venaus spega: «La talpa che doveva scavare il tunnel vero e proprio per la linea del Tav non ha ancora scavato un centimetro» – e sono passati 30 anni dalla scrittura del progetto – «Le ricerche fatte da terzi e commissionate dagli stessi governi dicono che questa opera non sta in piedi né dal punto di vista economico né da quello delle esigenze dei trasporti». Soldi sperperati per alimentare i giri di affari..

Il sindaco di Venaus continua: «vorrei mandare a dire al direttore di Repubblica , il quale ha sostenuto che i Notav sono terroristi, che dice due bugie. I Notav non sono terroristi. Lo invito a venire al Festival dell’alta felicità a Venaus. Siccome ci sono numerosi sindaci e consiglieri dei comuni della Valle Susa allora ci sono sindaci terroristi?»

Arriviamo davanti all’interporto di San Didero, sembra un fortino, ci sono numerose camionette della polizia.

Una battitura di rete, qualche palla di neve, agganciare delle corde per togliere qualche metro di filo spinato. I “fornelli in lotta” hanno preparato nel piazzale qualche cosa di caldo da bere. Ci si ritrova tutti i vecchi storici e i tantissimi giovani, la vera anima e la versa risorsa di questo movimento che ha insegnato anche un modo altro di fare politica.

Un invito a tutti a partecipare e conoscere il movimento Notav che è andato oltre alla lotta contro una opera inutile contro un tunnel senza significato.

Come Riace ha insegnato su un altro tema fondamentale e l’hanno distrutta (ma sarà poi vero…) cosi anche in Valsusa si sta cercando di fare questo. La presenza dell’8 dicembre 2021 di tantissimi /e ci ha fatto capire però che l movimento vincerà. C’eravamo , ci siamo e soprattutto ci saremo. Grazie NoTav [Danilo Lillia e famiglia Francesca e Miki]

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