Video/ La comandante vittoriosa contro la barbarie

L’archiviazione dell’inchiesta su Carola Rackete è davvero una buona notizia. La comandante della Sea Watch3 – come scritto nel provvedimento di archiviazione dalla gip del Tribunale di Agrigento – fece il suo dovere salvando migranti in difficoltà e non commise alcun reato entrando in porto a Lampedusa. Un’archiviazione che smonta la teoria dei porti chiusi nel salvataggio dei naufraghi.

«Questa archiviazione – commenta Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione Arci nazionale – dimostra che lì dove la politica usa la propaganda, la demagogia e il proprio potere per ragioni private, di un partito come la Lega e per la carriera personale di qualche leader, la giustizia, che per fortuna è ancora autonoma, interviene per far rispettare la legge».

«Carola Rackete ha agito correttamente – prosegue Miraglia – forzando il blocco imposto dalla perpetua campagna elettorale dell’allora capo del Viminale Salvini. Portare in salvo delle persone e non riconsegnarle ai torturatori libici, finanziati dall’Italia e dall’UE, non è reato. Era ora!».

«L’attuale governo e il Parlamento italiano – conclude Miraglia – non dovrebbero dimenticare le responsabilità del nostro Paese per le atrocità commesse in Libia ma bloccare i finanziamenti alla cosiddetta guardia costiera libica alla quale hanno  delegato i respingimenti che sono vietati per legge». [Arci nazionale]

Ecoinformazioni festeggia la notizia del totale proscioglimento di Carola riproponendo le immagini e gli articoli con i quali il 1 luglio 2018 documentammo la Marcia di Csf per la comandante della Sea Watch 3. Abbiamo vinto.

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