Mandressi/ Malessere Asst lariana

«”Il malessere è oggettivo ed evidente». Matteo Mandressi, componente della segreteria della Camera del Lavoro, interviene sottolineando le difficoltà vissute quotidianamente dal personale sanitario dell’Asst Lariana. «Le denunce pubbliche mettono in risalto una situazione difficile – aggiunge Mandressi – dal canto nostro, riceviamo tutti i giorni segnalazioni e manifestazioni di malcontento da parte dei lavoratori. In particolare, si vivono le riorganizzazioni come ordini improvvisi calati dall’alto e non come processi su cui c’è una condivisione o quantomeno un confronto con i sindacati”.


La pandemia, ovviamente, porta ad accelerare alcuni processi: 2Ma proprio perché siamo in una condizione emergenziale – continua Mandressi – il coinvolgimento nelle scelte dovrebbe essere continuo. La mancanza di un confronto aperto e duraturo non nasce oggi e l’abbiamo sempre denunciato. Le polemiche di questi giorni provano che, senza un dialogo, si crea una situazione vissuta come imposta e non condivisa. A maggior ragione oggi, in un contesto ancora pandemico”.Come esempio il sindacalista porta i recenti sviluppi sull’area di via Napoleona: “Da anni, varie associazioni e realtà parlano della cittadella della salute – precisa Mandressi – improvvisamente, compare un cartello fuori dalla sede che indica l’ex Sant’Anna come ospedale e casa di comunità. Per il momento siamo agli annunci, ma l’Asst Lariana è partita senza condividere nulla con nessuno”.

Infine, la riforma regionale sanitaria ha spezzettato il territorio, indebolendolo: “Siamo stati i primi a denunciare il problema – conclude Mandressi – è evidente che il peso politico si sia spostato su Varese. Di conseguenza, Como si svuota sempre più, con i centri decisionali orma fuori dal territorio. Si parlava di un’Ats Comasca: non so se sia la soluzione giusta, ma comunque perché si è smesso di discuterne?”. Già più di un anno, a fine dicembre 2020  Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) aveva indicato alla Lombardia la necessità di rivedere il sistema delle Ats, le quali sono istituite in base agli ospedali e non in base alle aree territoriali. “Peraltro, le osservazioni ministeriali redatte dal ministero della Salute supportano questa posizione: un Ats su base provinciale renderebbe più fluida e capillare la gestione sul territorio”». [Cgil Como]

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