Assegno universale/ Il 18 per cento perde

«Le Acli: Assegno unico universale, dopo le novità, ecco le criticità.  Ormai è risaputo: dal 1 marzo 2022 entrerà in vigore l’assegno unico e universale (Auu) che assorbirà i precedenti benefici previsti in particolare le detrazioni figli a carico e gli assegni familiari. Ne avranno diritto i genitori per i figli dal settimo mese di gravidanza al 18esimo anno di età. Viene esteso ai figli fino a 21 anni, ma a determinate condizioni: che si tratti di studenti oppure lavoratori con reddito inferiore agli 8 mila euro o disoccupati in cerca di occupazione.

La principale novità è che a partire dal 1 marzo 2022 l’ Auu verrà erogato direttamente dall’Inps attraverso pagamento diretto sul conto corrente bancario o postale dei genitori, anziché sulla busta paga per il tramite del datore di lavoro. Inoltre, per vedersi accreditare l’importo, sarà necessario predisporre apposita domanda e presentare l’attestazione ISEE per verificare se l’importo spettante può essere maggiorato. “Si tratta di un periodo di notevole attività per le nostre sedi -spiega Silvia Camporini, Direttore del CafAcli  Como, -i nostri uffici sono a disposizione dei cittadini che possono presentarsi su appuntamento per richiedere il calcolo Isee 2022, per poi richiedere l’assegno unico tramite il nostro Patronato Acli.

Riguardo i tempi è bene fare un po’ di chiarezza. La scadenza della domanda per vedersi riconosciuti gli importi retroattivi è fissata al 30 giugno: ciò significa che si ha tempo fino al 30 giugno per presentare la richiesta senza perdere le mensilità arretrate. “ Agevolazioni abrogate con l’introduzione dell’assegno unico universale “Non tutti coloro che si presentano da noi a fare la domanda -prosegue Silvia Camporini -, sono a conoscenza che con l’entrata in vigore dell’Auu, a decorrere dal mese di marzo 22, saranno abrogate le seguenti misure di sostegno alla natalità, che sono assorbite dallo stesso assegno: premio alla nascita o all’adozione (bonus mamma domani); assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori; assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfani; assegno di natalità (cd. Bonus bebè). In particolare vengono abrogate le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni di età.

L’assegno unico non assorbe né limita invece gli importi del Bonus asilo nido. In molti casi, le famiglie potrebbero percepire importi complessivamente inferiori rispetto ai benefici riconosciuti fino ad oggi.”

I lavoratori stranieri

“Non possiamo non notare un punto di criticità riguardo le lavoratrici e i lavoratori stranieri, regolarmente soggiornanti in Italia, che dal prossimo 28 febbraio si vedranno, con l’entrata in vigore dell’Auu, togliere i benefici per figli minori a carico, se questi risiedono nel paese di origine – fa notare Emanuela Mattiroli, direttore del Patronato Acli Como -. Il paradosso è che al compimento dei 21esimo anno, i figli rientreranno a carico fiscalmente e da quel momento potranno ricevere la detrazione attraverso la busta paga perché con i 21 anni l’Auu cessa e tornano in essere le detrazioni per figli a carico.”

Non possiamo non notare un punto di criticità riguardo le lavoratrici e i lavoratori stranieri, regolarmente soggiornanti in Italia, che dal prossimo 28 febbraio si vedranno, con l’entrata in vigore dell’AUU, togliere i benefici per figli minori a carico, se questi risiedono nel paese di origine – fa notare Emanuela Mattiroli, direttore del Patronato Acli Como -. Il paradosso è che al compimento dei 21esimo anno, i figli rientreranno a carico fiscalmente e da quel momento potranno ricevere la detrazione attraverso la busta paga perché con i 21 anni l’Auu cessa e tornano in essere le detrazioni per figli a carico.” “Ci chiediamo – aggiunge Marina Consonno, Presidente Acli Como, -come si possa parlare di Assegno Universale se viene meno proprio l’universalità dal momento che, dal 28 febbraio, escluderà una fetta di lavoratrici e lavoratori dei Paesi Terzi che dal giorno dopo non avranno diritto ad alcun beneficio, pur non essendo variata la loro situazione né di titolari di permesso di soggiorno, né reddituale”.

I lavoratori frontalieri

La misura dell’AUU, sarà riconosciuta a tutti i cittadini di uno Stato Ue residenti in Italia ma non ha ancora trovato una chiara definizione per il lavoro frontaliero, la cui platea è composta da circa 70.000 persone che lavorano nel Canton Ticino. “A un mese dall’entrata in vigore della nuova normativa, non sono state chiarite dagli organi competenti le modalità applicative: questo ha indotto alcuni tra gli enti per la sicurezza sociale dei Paesi esteri limitrofi a garantire l’erogazione dell’assegno familiari in essere solo fino al 28 febbraio 2022, dichiara Emanuela Mattiroli, direttrice del Patronato Acli Como, la quale auspica un chiarimento “urgente” che integri le normative vigenti nei due stati confinanti per evitare la perdita dei benefici in favore delle famiglie”. Lo stesso chiarimento è urgente per tutti quei lavoratori che, residenti all’estero, quotidianamente vengono in Italia a lavorare. In contrasto con le norme comunitarie e con i trattati bilaterali che imputano il pagamento degli assegni al Paese di lavoro, stante la normativa introdotta, questi soggetti in quanto residenti all’estero, non rientrerebbero fra i beneficiari dell’assegno unico . In conclusione, -continua la presidente delle Acli Marina Consonno -come Acli ci impegniamo a monitorare il nuovo regime accanto alle famiglie, che sono e possono essere il volano di una vera ripartenza, inclusiva e solidale, rinnovando la fiducia al Governo, secondo quanto promesso dalla Ministra della famiglia Elena Bonetti, dove l’introduzione di una clausola di maggiorazione transitoria, di durata triennale, già stanziata , dovrebbe andare a coprire tutte le perdite che una fetta di cittadini, si parla del 18%, rischierà di subire rispetto a quanto percepito oggi. [Marina Consonno, presidente Acli Como]

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