Morti in una baracca di cantiere

«Una nuova tragedia sul lavoro, due giovani ragazzi hanno perso la vita all’interno di una baracca di cantiere a Moltrasio. Nell’attesa che le autorità competenti chiariscano e definiscano quanto accaduto resta purtroppo il dramma delle famiglie di questi lavoratori che non faranno più rientro a casa. Questa ennesima strage deve far riflettere tutti.

Ancora una volta si dimostra quanto l’appello lanciato da CGIL CISL UIL Nazionale in questi giorni alle forze politiche che si presentano al voto, di impegnarsi per fermare questa strage, sia essenziale. Un appello dove si chiede alla politica a impegnarsi per:

  • Per una FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO per tutte le lavoratrici e i lavoratori, per tutti i tipi di contratto, all’inizio dell’attività lavorativa, prima di adibire alla mansione. Ma anche una FORMAZIONE per i DATORI DI LAVORO quale requisito per l’avvio o l’esercizio dell’attività d’impresa;
  • Il rafforzamento dei controlli da parte del “sistema vigilanza” – INL, ASL, INAIL, INPS – nelle aziende in termini di qualità, quantità e frequenza, e la realizzazione tra questi istituti di un coordinamento, di un confronto e di collaborazione concreta e permanente che coinvolga anche le parti sociali;
  • Che la materia della salute e sicurezza sul lavoro entri nei programmi scolastici perché non sia solo una conoscenza di norme ma si concretizzi il rispetto del valore della vita umana.

Lo scorso anno, in tutta Italia, le ispezioni nelle aziende hanno evidenziato irregolarità per il 69% delle aziende controllate. Per salute e sicurezza sul lavoro si arriva al 77% d’irregolarità. E questo con una quantità di organi di controllo e vigilanza ridicola per 1.600.000 imprese.

Ogni volta che un lavoratore perde la vita è una sconfitta per tutti noi. Passiamo dalle parole all’azione.

CGIL CISL UIL confederali insieme alle categorie Fillea CGIL- Filca CISL – Feneal UIL Como esprimono cordoglio e vicinanza ai famigliari dei lavoratori che hanno perso la vita nel cantiere di Moltrasio. E chiedono che sia al più presto varata una legge che preveda l’obbligo della timbratura dell’orario di lavoro in cantiere e la corrispondenza tra le ore lavorate e dichiarate in Cassa edile, come richiesto unitariamente dal 2020 al presidente Attilio Fontana.

I sindacati stanno ancora attendendo risposta. Ammesso che i lavoratori presenti in cantiere e il loro contratto fossero regolari, se fosse stata attiva la timbratura dell’orario di lavoro, casi come questo non si sarebbero verificati.

I segretari delle categorie e confederali dichiarano che “in un paese civile non può accadere che si dorma in una baracca di cantiere, situazione non rispettosa delle più elementari norme di igiene e sicurezza, nonché della dignità della persona. Morire in quelle condizioni è terribile e insensato”.

Le sigle di categoria e confederali si riuniranno in presidio il 22 settembre alle 10 davanti alla Prefettura di Como». [Il segretario Cgil Como Umberto Colombo, Il segretario Uil Lario Salvatore Monteduro
Il segretario Cisl Laghi Daniele Magon, Il segretario Fillea Cgil Como Luca Vaccaro, Il segretario Filca Cisl Laghi Roberto Turri, Il segretario Feneal Altalombardia Riccardo Cutaia]

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