Elezioni regionali/ Arci/ Unirsi per un’altra Lombardia

L’Arci che il 19 novembre terrà il congresso regionale a Rimaflow partecipa alla costruzione di un’alternativa fondata sui diritti, le persone, la Pace contro il liberismo che devasta natura e società. Il documento di Arci Lombardia. «Un’altra Lombardia non solo è possibile ma anche necssaria. Per cambiare uniamo le forze. Le scelte politiche della nostra Regione sono fondamentali nella vita delle persone che vi abitano e ne condizionano la qualità. Inutilmente da troppo tempo segnaliamo come l’azione del governo regionale stia peggiorando la nostra quotidianità.

La pandemia da Covid 19 ha reso esplicite molte carenze, a partire dal settore della sanità, che hanno inciso in maniera devastante nelle nostre comunità ed hanno mostrato come un sistema che pone le persone  al servizio dell’economia e non l’economia a servizio delle persone amplifica le diseguaglianze

Noi di Arci  abbiamo il timore che questa drammatica realtà sia rimossa troppo velocemente a causa di altri problemi che attanagliano il nostro vivere e che dunque ci si dimentichi chi in questi trent’anni ha governato la nostra Regione riducendone drasticamente la qualità in tutti i settori.

Partiamo dal tema oggi centrale, quello della sanità dove si è rincorsa il falso mito dell’eccellenza abbandonando la medicina di base e la medicina di territorio con politiche che hanno avvantaggiato sostanzialmente i player privati. Così la pandemia ha scoperto tutte le nostre vulnerabilità sopra citate ed inoltre ha evidenziato la mancanza di un governo delle risorse pubbliche destinate ai privati come dimostra la loro risposta tardiva alla pandemia, l’ insufficiente presenza di risorse economiche e di idee sulla salute mentale, il dramma delle liste d’attesa che sta portando sempre più cittadinə a rinunciare alle cure per motivi economici o a rivolgersi al privato. E’ dunque prioritario tornare a rendere centrale il servizio pubblico e ci riconosciamo nei punti proposti dal Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute Dico 32!

Strettamente correlata alla salute delle persone sta la cura dell’ambiente. Non abbiamo più tempo per mettere in campo una sostenibilità ambientale reale che dica stop al consumo di suolo per edilizia speculativa o per nuovi nastri di asfalto che non risolvono i problemi del traffico ma solo lo spostano. Curare l’ambiente vuol dire educare adultə e bambinə alla sostenibilità e al consumo; implementare il  trasporto pubblico  quantitativamente  e qualitativamente ponendo  attenzione al tempo e alla qualità di vita dei tanti e non solo dei pochi.

Le nuove generazioni sono sempre citate ma gli interventi reale a loro sostegno sono molto scari. Cresce così l’abbandono scolastico perché il diritto allo studio diventa sempre più complesso in un periodo di reale difficoltà delle famiglie e di conseguenza appannaggio solo di chi ha le risorse economiche per affrontare le spese. Servono interventi che vadano ad abbattere il costo dei libri e dei trasporti per gli studenti, i costi d’iscrizione, il costo degli alloggi per gli studenti universitari fuori sede che stanno raggiungendo livelli esorbitanti, solo per citare alcuni primi interventi. Le nuove generazioni sono anche alla mercé di lavori precari e saltuari, sottopagati e con contratti che non danno nessuna tutela, su cui è necessario muovere leve perché le politiche del lavoro costruiscano modelli che valorizzino la persona e non ne ledano, come oggi, la loro dignità.

Aspirare alla Pace vuol dire anche darsi obiettivi concreti sul territorio sia rafforzando l’educazione alla Pace ma anche elaborando progetti di riconversione delle industrie produttrici di armi che sono presenti nella nostra regione.

Uno dei nostri temi è  la difesa e valorizzazione dei beni comuni, ed è un tema che spesso pratichiamo grazie alle nostre basi associative.  Difendere e valorizzare i beni comuni vuol dire rafforzare il concetto di comunità costruendo socialità e contrasto alla solitudine, costruzione di economie positive, riconnettere le aree interne che, vivono il fenomeno della “desertificazione economica e sociale”, con le aree a più forte sviluppo economico.

Le politiche di una Regione o di una amministrazione comunale spesso poi interagiscono con il Terzo Settore e le sue azioni. Anzi spesso a sproposito si cita il ruolo del Terzo Settore ma in questi anni non abbiamo avuto dimostrazioni plastiche di riconoscimento o coinvolgimento di questo ruolo che, ci teniamo fortemente a ribadirlo, è sussidiario e non sostitutivo rispetto al Pubblico che è tenuto a garantire i diritti.  Se vogliamo davvero che quanto previsto dalla normativa riguardo a coprogrammazione e coprogettazione abbia efficacia ci deve essere tanto una interlocuzione continua quanto l’agire di normative e risorse adeguate come altre regioni mettono in campo. Il Terzo Settore inoltre è una delle chiavi per rivedere l’attuale impianto istituzionale in chiave partecipativa.

Un approccio diverso su questi punti e su altri è oggi necessario se vogliamo realizzare una vera giustizia sociale e una vera giustizia ambientale, riavvicinare i tanti delusi alla politica che non è la gestione del potere ma lo sviluppo di una società coesa, solidale e mutualistica che operi per ridurre i divari e le diseguaglianze presenti tra le diverse aree della nostra regione

E per realizzare questo approccio serve una più ampia unità possibile delle forze progressiste nell’affrontare questa sfida elettorale. Noi ci siamo. E voi?» [Arci Lombardia]

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