Liberare la Lombardia/ Medicina democratica: No Pregliasco

Medicina democratica è impegnata nella lista con Vittorio Agnoletto che dovrebbe essere parte dello schieramento politico per Majorino a oggi formato da Pd, M5s, Alleanza verdi e Sinistra e da una lista “civica” di Majorino della quale sarebbe capolista Fabrizio Pregliasco virologo manager del gruppo sanitario privato San Donato di Milano. La scelta di Pregliasco fatta da Majorino viene fortemente contestata sia da Alleanza Verdi e Sinistra che da Medicina democratica che ha deciso di non partecipare a un incontro il 20 dicembre con Majorino e ha diffuso il seguente comunicato stampa.

«Pregliasco incompatibile con la difesa della sanità pubblica. Comprendiamo e condividiamo la decisione di cancellare l’incontro con Majorino.

Abbiamo appreso con sconcerto e stupore dalla stampa, la notizia della candidatura come capolista, in una delle liste civiche create in appoggio alla candidatura a presidente di Majorino, del direttore sanitario del Galeazzi – Sant’Ambrogio, una delle maggiori realtà della sanità privata lombarda e nazionale.

Il dott. Pregliasco, eminente virologo, nel presentare la sua candidatura ha oggi dichiarato “la risposta della sanità lombarda alla pandemia è stata buona…. ” un giudizio in totale contrasto con le tragedie che i cittadini lombardi hanno sperimentato. Tragedie favorite dalla desertificazione della sanità territoriale, dalla quasi totale cancellazione della prevenzione primaria, da una sanità privata foraggiata da rimborsi pubblici e attenta unicamente ai propri profitti; le liste d’attesa, per le quali si è recentemente distinto, insieme ad altri, proprio il gruppo Galeazzi-Sant’Ambrogio, sono frutto di tali scelte. Le affermazioni del dott. Pregliasco, associate al ruolo che ricopre, rappresentano un vulnus verso l’intero percorso che da anni stiamo portando avanti insieme a decine di associazioni in difesa della sanità pubblica.

“Tutto ciò evidenzia una scelta politica chiara e secondo noi miope, al limite della cecità, in totale contrasto con le proposte, riassunte nei 23 punti, presentate il 4 novembre a tutte le opposizioni che le avevano ritenute condivisibili. – dichiara Marco Caldiroli presidente di Medicina Democratica – La scelta odierna pone seri problemi di coerenza per le future decisioni di una eventuale maggioranza alternativa e appare finalizzata a non disturbare gli interessi della sanità privata; ma vanifica anche il lavoro da noi svolto per convincere diverse aree perplesse di fronte ad una unità quasi obbligata dalla situazione politica e normativa. In questi minuti siamo sommersi dalle proteste di operatori sanitari increduli e di persone e pazienti che ci chiedono di rendere evidente questa insormontabile contraddizione.”

Molti professionisti, medici, operatori sanitari, ricercatori e attivisti, tra i quali anche alcuni aderenti a Medicina Democratica, hanno costruito in queste settimane una rete civica “Curiamo la Lombardia” che avrebbe dovuto incontrarsi proprio domani, martedì 20 dicembre, con Majorino per comunicare le modalità attraverso le quali sostenere la sua candidatura; comprendiamo la loro scelta di cancellare l’incontro. Ci auguriamo un ripensamento da parte del candidato presidente Majorino». [Medicina democratica]

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