Assalam/ Nessun sequestro fino al 7 febbraio

Soddisfazione del Comitato a sostegno del diritto di culto che affianca l’associazione Assalam nella lotta contro il Comune Cantù determinato a sequestrare il locale dove la comunità islamica prega e svolge l’insieme della proprie attività culturali e sociali. Nel testo, che riportiamo integralmente, dell’avvocato Vincenzo Latorraca le novità emerse con la decisione del Consiglio di Stato che apre finalmente una possibilità di legalità in una vicenda paradossale.

«Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda di misure cautelari. Nel decreto il Presidente della seconda Sezione, valutati i “presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora” ha ritenuto che le “le argomentazioni svolte dall’appellante circa la sussistenza del presupposto della estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla camera di consiglio, appaiono meritevoli di favorevole considerazione in relazione al possibile spossessamento del bene di cui si discute che potrebbe subire”.
Ha così accolto la domanda di misure cautelari sospendendo il provvedimento del Comune fino all’udienza collegiale fissata per il prossimo 7 febbraio.
Sottolineo il rilievo posto sulle questioni della libertà di culto e all’approssimarsi del periodo del Ramadam.
Si tratta, come sapete, di una vicenda che concerne i diritti fondamentali e lo spossessamento o meno dell’immobile non è affatto indifferente, come riconosce il Consiglio di Stato.
Nel frattempo, quindi, in forza della pronuncia del Consiglio di Stato, il provvedimento del Comune, oggetto del ricorso al TAR è sospeso e l’immobile rimane ad Assalam.
Si tratta di una pronuncia cautelare incisiva che delinea a chiare lettere, da un lato, il grave pregiudizio che la proprietà potrebbe subire, legato alla pretesa del Comune di acquisire l’immobile e, dall’altro, la rilevanza di diritti costituzionalmente garantiti quali il diritto di culto e di associazione, affermati anche dalla Corte Costituzionale nel dichiarare illegittima la Legge regionale lombarda. Andiamo avanti!» [Vincenzo Latorraca]

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