Coordinamento nazionale comunità di accoglienza e Forum droghe con Cecco Bellosi

Impossibile dare conto di tutte le dichiarazioni di solidarietà a Cecco Bellosi. Se ciascuna delle persone e delle organizzazioni che direttamente a lui, tramite la stampa e sui social ponesse un papavero rosso nel Lario l’effetto sarebbe quello della foto di copertina di Fabio Cani. Nel seguito due tra i mille papaveri rossi per Cecco inviati da chi con Cecco condivide l’impegno sociale nelle Comunità di accoglienza e nel Forum doghe.

«L’accoglienza è la postura di chi sa coltivare un pensiero attivo, verrebbe da dire, oggi più che mai: uno sforzo di resistenza a pensare con cura il mondo. È una pratica di crescita, connessione, servizio, audacia e responsabilità sociale di linguaggi e pratiche che permettano di uscire da quei dormiveglia che offuscano chi tutela presidi di civiltà. In queste righe riconosciamo l’impegno che Cecco Bellosi ha messo in questi anni.

Dopo i fatti di questi giorni esprimiamo il nostro sostegno al suo impegno intellettuale e attivo, nel mantenere vivi presidi collettivi capaci di rendere le nostre comunità vivibili per tutte e tutti. Grazie Cecco. [Il Consiglio nazionale del Cnca]

Il direttivo di Forum Droghe esprime solidarietà a Cecco Bellosi, oggetto di una perquisizione oggi per aver tolto i fiori dalla lapide che ricorda la fucilazione di Benito Mussolini.

Abbiamo appreso con preoccupazione la notizia della perquisizione subita dall’amico Cecco Bellosi presso la sua abitazione da parte dei Carabinieri su mandato del Sostituto Procuratore Simone Pezzotti di Como, con l’accusa di danneggiamento aggravato alla lapide di Benito Mussolini. Siamo vicini a Cecco perché conosciamo il suo impegno quotidiano per i diritti dei detenuti, delle persone più fragili, delle persone che usano sostanze, delle persone discriminate. La lotta per i diritti, sanciti dalla nostra Costituzione, non teme ambiguità e interruzioni. Le disuguaglianze, la povertà, la mancanza di cure e di protezione a chi chiede asilo è un reato che offende i padri fondatori della nostra Repubblica e perpetua le ingiustizie di cui la nostra storia è stata testimone e per cui tante persone innocenti sono morte.

Non è possibile che chi pubblicamente continua a celebrare un dittatore che ha trascinato l’Italia in una guerra insensata, calpestato le più elementari regole della convivenza civile, perseguitato, torturato ed ucciso gli oppositori al regime fascista, negato libertà fondamentali, fatto del razzismo legge nazionale rimanga impunito; mentre chi esprime esplicitamente il proprio rifiuto del fascismo possa subire simili intimidazioni da parte dello Stato.

Siamo vicini a Cecco e alla sua famiglia e chiediamo che i suoi appunti e il cellulare, indispensabili per il suo lavoro gli vengano restituiti subito, con le scuse da parte di chi ha ordinato la perquisizione, anziché perseguire chi non rispetta i dettami costituzionali. [Il direttivo di Forum droghe]

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