Adiemus, per Silvia/ Suoni contro la guerra

La sera del 27 ottobre, nella chiesa di San Giuseppe a Como, è stato eseguito Adiemus, Songs of Sanctuary di Jenkins. La composizione è sicuramente accattivante, nel suo desiderio di porsi come una sintesi tra tanti generi musicali diversi, con un linguaggio al di là di tutte le lingue, con una grande carica di energia. La caratteristica di questo concerto – che l’ha reso “speciale” e ha conquistato il numerosissimo pubblico presente (la chiesa era pienissima e non tutti sono riusciti ad entrare) – è stata però l’aver reso evidente, attraverso la musica, tutto quello che c’era intorno all’esecuzione: le modalità seguite nel percorso, le collaborazioni attuate, la composizione del gruppo, le relazioni instaurate, le amicizie nuove e ritrovate, lo scambio e il confronto tra età e professionalità diverse, le tante emozioni e la volontà di comunicarle. Alcuni video di parti del concerto: video a, video b, video c. I video sono disponbili anche su youtube vedi sotto.

Tutto è cominciato con il desiderio del CaroCoro (coro nato più di vent’anni fa all’interno della scuola Foscolo, come coro di genitori e insegnanti) e del suo direttore Vittorio Liberti, di ricordare con un concerto l’amica e compagna Silvia De Toma, scomparsa nel 2019. La scelta è caduta sulla composizione Adiemus, che Silvia amava e aveva cantato.
Al gruppo iniziale si sono unite successivamente le persone dei diversi cori con cui Vittorio aveva eseguito nel passato questo repertorio (il coro Tintinnabulum, l’ex coro del Liceo Terragni di Olgiate, l’ex coro della scuola civica di Desio) e tante altre persone accomunate dall’affetto per Silvia e dalla voglia dicantare.
Il gruppo è andato quindi aumentando, di volta in volta, con persone di tutte le età, le provenienze, le professioni e la musica è diventata il tramite per un continuo ritrovarsi, incontrarsi, conoscersi, in un’ottica di collaborazione e scambio davvero rari da trovare di questi tempi. Poi alle voci si sono aggiunti gli strumenti: musiciste e musicisti molto eterogenei tra loro, da giovani studenti (dagli 11 anni in su) a professionisti affermati. E poi ancora il tecnico del suono che con la sua competenza e pazienza è riuscito a dare spazio alle voci di tutte e tutti. Vittorio Liberti, con la sua grande musicalità, umanità, comunicativa, è riuscito a coordinare questa enorme impresa e a dirigere il gruppo durante l’esecuzione riuscendo a far emergere il meglio da ognuno e a far crescere le energie per trasmettere forti emozioni.
Molto hanno contribuito anche i brani strumentali che si sono alternati ai brani corali di Adiemus:composizioni di Francesco D’Auria che ben dimostrano la sua grande espressività e la sua estrema attenzione e cura per i suoni. Le percussioni e tutti gli altri strumenti sono quindi riusicti ad esprimere grande forza ed energia, ma anche grande rarefazione e dolcezza.
L’emozione è stata forte sia per chi eseguiva che per chi ascoltava e forte si è sentita la presenza di Silvia nel gruppo.
Un altro elemento, in grande sintonia con lo spirito del gruppo, ha però caratterizzato la serata.
Frate Lorenzo ha salutato le persone presenti ricordando che la giornata si caratterizzava per l’impegnoper la pace chiesto dal papa.

[Foto Claudio Fontana per ecoinformazioni]


Qui di seguito le parole che il gruppo ha scelto per aprire l’esecuzione, prima del ricordo di Silvia e dell’inizio della musica.
«Oggi in molte città italiane si sono svolte, e sono tutt’ora in corso, iniziative per chiedere la fine della guerra in Palestina e Israele e l’inizio di trattative che portino a una pace giusta nel rispetto dei diritti di tutte e tutti.
La guerra non è mai la soluzione ai problemi: produce morti, feriti, sofferenza, dolore, ma anche semprepiù ingiustizie e odio in un spirale senza fine.
La modalità scelta per le diverse iniziative è quella del silenzio. Silenzio di fronte all’orrore della guerra a cui stiamo quotidianamente assistendo, silenzio per sovrastare il fragore delle armi, ma non un silenzio rassegnato. Un silenzio che è presa di distanza dalla logica di guerra che costringe a schierarsi. Un silenzio per stringerci a fianco di tutte le vittime.
Crista Wolf diceva: “Tra uccidere e morire c’è una terza via: vivere”.
Noi qui, questa sera, con le nostre voci e i nostri strumenti, insieme a Silvia a cui è dedicato questo
concerto, scegliamo di vivere. La nostra musica è il modo che vi proponiamo per unirci alle veglie in corso e chiedere pace e giustizia». [Mariateresa Lietti, ecoinformazioni]

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