7 novembre/ Como: la contrada degli Ebrei. Una terra senza promesse

Martedì 7 novembre alle 18 all’Associazione Carducci si terrà la seconda conferenza del ciclo: A contatto con i popoli in viaggio. La conferenza a due voci Como: la contrada degli Ebrei. Una terra senza promesse sarà tenuta da Michele Donegana (1979) laureato in storia (indirizzo moderno contemporaneo), giornalista pubblicista e libraio, interessato da sempre alla storia locale e alla storia delle minoranze oltre che allo sviluppo del movimento operaio e da Fabio Cani (1955), laureato in filosofia, editore, studioso di storia locale e partecipe di diversi progetti di giornalismo e di attivismo, da tempo lavora sulle vicende della modernità, delle sue ricchezze e dei suoi disastri.

Comune ad entrambi è il coinvolgimento profondo con i libri e con le storie, come quella che racconteranno.
La presenza di persone di religione ed etnia ebraica nel territorio lariano è attestata fin dal tardo Medioevo. Sono quindi più di sei secoli di storia, poco conosciuta e poco sedimentata nella coscienza collettiva, tanto rispetto alle prime fasi quanto agli ultimi, drammatici avvenimenti della persecuzione razziale intentata dal regime fascista e dagli occupanti nazisti prima e durante il secondo conflitto mondiale. Si tratta quindi di indagare vicende complesse e dilatate nel tempo, facendo tesoro dei documenti locali (non troppo numerosi, soprattutto per i secoli XV-XVI, ma pur sempre esistenti) e degli accenni presenti nelle molte storie generali dell’ebraismo in Europa, in Italia, in lombardia.
Le prime attestazioni della presenza ebraica nel Comasco si situano durante l’epoca visconteo-sforzesca, quando i signori di Milano promuovono la diffusione sul territorio di commercianti e piccoli banchieri ebrei con evidenti intenti di promozione economica.
Le comunità locali reagiscono con modalità contraddittorie: spesso contrastando l’insediamento di queste famiglie “diverse”, ma qualche volta anche accogliendole e “integrandole”. Di queste vicende restano tracce anche “popolari”, come la denominazione della Contrada degli Ebrei nella città murata di Como, di cui solo da qualche anno si è potuta riconoscere la precisa origine.
A un’epoca tutto sommato tollerante, segue la decisione di allontanamento: non sempre effettivamente messa in atto, ma comunque indice di una chiusura. I secoli tra Sei e Ottocento rappresentano quindi un periodo di latenza.
Nel corso del Novecento la presenza di residenti ebrei nel territorio di Como è scarsa, ma accertata. Poi, nel periodo delle criminali persecuzioni fasciste e naziste, Como, con la sua frontiera che appare valicabile, diviene l’“ultima uscita” per innumerevoli persone, l’ultima speranza di salvezza.
Como diviene il centro di molte storie, tragiche ma anche edificanti.
Negli anni seguenti alla fine della guerra e alla Liberazione, le vicende della comunità ebraica locale rientrano nell’alveo della “normalità”, con qualche interessante vicenda amministrativa.
La documentazione degli archivi cittadini comaschi ha reso, ad ogni modo, possibile uno studio di prima mano cui si sono applicati, separatamente, ma con frequente confronto, i due conferenzieri Michele Donegana e Fabio Cani, naturalmente grazie al contributo di altre amiche e amici. Per la prima volta, martedì 7 novembre, essi presenteranno in pubblico il frutto di questo impegno. [Associazione Carducci]

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