Per Maurizio, qualche ricordo
La celebrazione funebre per Maurizio Migliori si chiude, sul sagrato della chiesa di San Michele a Cantù, con due “frammenti” sonori: l’Internazionale e Born to run di Bruce Springsteen. È una piccola coda laica alla cerimonia religiosa, capace di contribuire a muovere i ricordi, perché quello, al termine della cerimonia, è il momento in cui con amiche e amici, compagni e compagne si comincia a elaborare il lutto recente attraverso frammenti di racconti.
Non è possibile rinchiudere in un ricordo “semplice” la relazione lunga, complessa, persino contraddittoria, con Maurizio, la sua ricchezza umana, culturale, politica. E, dunque, ciascuno e ciascuna partecipa con minimi contributi.
I miei.
Le riunioni “intergruppi” alla sede del gruppo del “manifesto”, lunghe e complicate (ma non le ricordo con fastidio, anzi); i contributi di Maurizio, con quel suo eloquio sempre “alto”, ma anche “popolare” per quell’accento centro-italiano che allora ci pareva ancora più marcato di quanto in realtà probabilmente fosse; e poi quella frase, che a noi “più giovani” sembrava immancabile (ma forse solo per le volte che ce la siamo ripetuta): «’ompagni a ‘antù ‘ste cose ‘un succedono».
La presentazione in biblioteca della sua “summa” sul pensiero platonico, di cui – a distanza di anni – dovrei ammettere di non aver capito gran che (nonostante la mia laurea in filosofia e l’articolo che pure gli dedicai all’epoca, proprio su ecoinformazioni), ma di cui conservo un ricordo confortante e – persino! – divertente.
D’altra parte la capacità di Maurizio di dialogare con ogni persona, prendendola sul serio, e di stupirsi perché io avevo letto (da dilettante allo sbaraglio) Erodoto e Pausania (in traduzione, si intende), e lui no (almeno così asseriva all’epoca, e ovviamente non ho mai indagato se si trattasse solo di condiscendenza).
E ancora la passione per i fumetti e soprattutto per quelli – se ricordo bene – più popolari, non quelli con una patina, reale o presunta, di cultura alta.
E poi la disponibilità a partecipare alle nostre “imprese” editoriali: il suo contributo (1 pagina secca, secondo le regole) a Como e la sua storia, e i suoi articoli, purtroppo sempre meno di quelli che avremmo voluto, per ecoinformazioni.
E poi, e poi…
Stamattina, sul sagrato di San Michele, mentre suonavano le note dell’Internazionale, mi è venuta in mente la vexata quaestio del testo di quell’inno (va’ a capire il percorso dei pensieri… ma, date le indubbie competenze filologiche e politiche di Maurizio, ci può anche stare). Alla traduzione “tradizionale”, per molti non all’altezza dell’importanza dell’inno, si è opposta l’elaborazione più “poetica” e “incisiva” di Franco Fortini (poi cantata da Ivan Della Mea), anche questa – comunque – da molti criticata. Una citazione, però, mi sembra particolarmente adeguata al ricordo di Maurizio. Gliela dedico, anche se non ho idea di cosa potrebbe pensare di tutta la questione.
«E tra di noi divideremo
lavoro, amore, libertà.
E insieme ci riprenderemo
la parola e la verità.»
[Fabio Cani, ecoinformazioni]
[Foto Gianpaolo Rosso, durante la lezione a più voci nel 200° anniversario della nascita di Karl Marx, proposta da ecoinformazioni nell’ottobre 2018].

