Fotonotizia/ Open Studio in via Canturina
Gabriele Massaro, Davide Mineo, Antonella Corbisiero e Giuseppe Vigliotti – impegnati quotidianamente nella didattica del Liceo Artistico “Paolo Carcano” di Como – hanno allestito lo scorso 16 dicembre un vernissage conviviale in un luogo di custodia – un garage – trasformandolo, per un istante, in un transito di disegni, pitture, installazioni, video e corpi, ri-territorializzandolo come eterotopia di incontri e spazio di esperienza.






«Finestre e porte. Eppure cecità. Non si vede attraverso, non si dà alcun accesso. Porte e finestre senza attese. Che si guarda? Forse si fruga attorno a esse. Porte e finestre che non delimitano un luogo comune, una domus, qui e ora. Porte e finestre sono facciate dell’essere o di un essere di nebbia, porte e finestre come brume d’essere, opache, forse perfino infestate Un giro di vite, ma non per aprire, e nemmeno chiudere, ma per una torsione, una piega. Queste facciate sono segreti. La casa cicatrizza i segreti interrompono. Non inizio né fine. Nessuna nostalgia per quanto perduto. Queste porte e finestre non sono di casa, la dimora forse, è la memoria, la traccia di traccia, iscrizione che c’è (stato) qualcosa. La nostalgia è già da sempre la distanza dalla casa, a sua volta traccia, distanza, opacità. La casa è impossibile, perduta già da sempre. Attraverso queste porte-graffiti e finestre-graffiti c’è da abitare l’inabitabile. Inscrivere ciò che non può inscriversi è doloroso. Ma il pensiero è sofferenza. Porte e finestre sono ort e non raum stanno nel cuore, e ci stanno passando. Abissi cadute, come quelle dell’Angelo. “Opere ma di passaggio”. Intervalli. Porte e finestre impazienti che disgiungono, forse specchi, riti, pagine notti, vastità, aliti, lacrime. L’in-tran-sitabile». [Toni D’Angela sulle opere di Antonella Corbisiero]
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