Destre e Sala contro la Terra

Il 18 gennaio la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto del Consiglio dei Ministri “Eco-Vandali”, che inasprisce le pene per quanti imbrattino beni culturali e paesaggistici. Un chiaro riferimento alle azioni degli attivisti di Extinction rebellion e Ultima generazione. Un giorno prima in Tribunale a Milano si è tenuta l’udienza preliminare che ha visto imputati tre eco-attivisti del movimento Ug, che avevano imbrattato con vernice lavabile l’opera L.O.V.E. (il famoso dito medio) dell’artista Maurizio Cattelan in Piazza Affari. In quest’ultimo caso con il Comune di Milano che ha scelto di costituirsi parte civile a processo contro gli attivisti climatici.
Una notizia che fa riflettere su come ancora una volta la risposta della politica istituzionale ai movimenti ambientalisti sia solo la repressione. Una tendenza politica che ora accomuna il governo Meloni della coalizione di Destra e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, del Partito democratico.
Come Fridays for future siamo solidali ai due movimenti che giustamente chiedono di essere ascoltati su un tema così importante. Sarà la crisi ecologica a minacciare i nostri beni culturali e paesaggistici, non certo un po’ di vernice lavabile.
Un lustro fa come Fff iniziammo a portare in piazza migliaia di studenti in tutt’Italia. Ancora oggi organizziamo dibattiti e conferenze, portando proposte alle istituzioni. Ma le istituzioni sembrano essere impermeabili al cambiamento. A quanti criticano dunque gli attivisti di Xr e Ug, chiedo: cosa dovrebbe fare l’ambientalismo per farsi ascoltare?
La criminalizzazione di questo fenomeno sociale ritengo sia inoltre pericoloso, nonchè controproducente. Vedo una politica istituzionale che ha paura di confrontarsi, e che non sapendo come reagire sul piano politico entrando nel merito della questione ecologica e climatica, non riesce a far altro che condannare l’attivismo.
Seppur ne sono cambiate le modalità penso sia lo stesso approccio culturale che in Italia negli anni Settanta del secolo scorso ha portato allo stragismo. Perchè se è vero che a un’azione segue una reazione, cosa può nascere dalla repressione di una forza sociale (l’ambientalismo) già di per sè minoritaria? Non è come comprimere in un contenitore un gas già di per sé rarefatto? Facendolo quindi implodere?
A questo accentuarsi di una conflittualità, penso che la politica istituzionale debba fare un passo indietro, diventando propositiva. Come? Aprendo al dialogo e al confronto. Avviando un percorso di apertura verso l’ambientalismo. [Matteo Aiani, attivista di Fridays for future Cantú]

