Don Giusto lancia le coccolazioni
Il parroco di Rebbio tenta ancora una volta di scuotere la cittadinanza comasca, per lo più indifferente o incattivita da consumismo e individualismo, con una delle geniali proposte di cui è sempre prodigo.

Don Giusto Della Valle ha indubbi ed evidenti meriti. Uno dei più apprezzabili è certamente quello di occuparsi di Politica, cioé, come è solito ripetere lui stesso, della cura della polis, della comunità. Se don Giusto si limitasse alla pur meritoria assistenza degli emarginati della nostra società, egli in fin dei conti sarebbe un prete come tanti (ma non tutti!), una persona come tante. Anche la città di Como, che pure ha notoria fama di essere abitata da persone di indole chiusa, specialmente a chi non ha liquidità da far circolare, gode dell’opera di molteplici realtà che, a vario titolo, si prodigano per aiutare chi ne ha bisogno. Ciò che fa di don Giusto un punto di riferimento per chi questo mondo lo vuole trasformare non è la quantità sterminata di situazioni drammatiche a cui dà una risposta pronta e fraterna, quanto la sua scelta di non omettere di studiare la realtà, di comprenderne le dinamiche violente, di denunciarne le storture. Alla Parrocchia di Rebbio non si alimenta la malsana retorica pietista e ghettizzante del povero o del migrante come anime fragili spezzate dalla debolezza, da scelte personali sbagliate. Si additano invece le cause della povertà e dell’ingiustizia. Si indicano senza circonlocuzioni coloro che hanno una rendita dall’ingiustizia (non ultimi gli esponenti di una politica miope e stracciona che solletica i peggiori istinti per ottenere facili consensi).
Non solo. Don Giusto ci ha ormai abituato ad intervenire nel dibattito cittadino, o meglio, più di frequente, a sollevare un dibattito proprio quando le coscienze sono distratte, con uno stile tutto suo. È il caso della lettera inviata ad alcune persone e realtà amiche dell’attivismo comasco, e poi rilanciata sul sito della Comunità pastorale di Rebbio e Camerlata, in cui il parroco, con garbo ed ironia, ritorna sui temi all’origine del recente scontro politico con l’Amministrazione comunale di Como, guidata pro tempore dal sindaco Alessandro Rapinese (autodefinitosi, è bene ricordarlo per una diagnosi accurata, “Superman” e con altri appellativi parimenti sobri…). L’avere ricevuto in dono 240 quintali di noce di cocco provenienti dalla Costa d’Avorio, attualmente stipati in bancali presso la casa dei Missionari Comboniani di Rebbio, ha dato modo a don Giusto di proporre delle “coccolazioni” solidali, onde proseguire al meglio la distribuzione mattutina di cibo e bevande a chi ne ha bisogno. Egli auspica che questa operazione dal sapore esotico possa essere sostenuta dal Comune di Como, che potrebbe finalmente prendersi cura della salute di tutte le persone presenti entro i confini comunali, magari riaprendo alcune delle diverse strutture di accoglienza da tempo inutilizzate. Se l’istituzione adempisse questo dovere giuridico forse avrebbe meno tempo da perdere a esporre fantasiose teorie sulla partecipazione alle cerimonie religiose. Di seguito la lettera integrale che espone nel dettaglio la proposta di don Giusto. [Abramo Francescato, ecoinformazioni]
Buongiorno a te cittadino di Como.
Sono il parroco delle Parrocchie di Rebbio e Camerlata, Giusto Della Valle.
Ho letto con interesse a pag 13 del giornale la Provincia di Como del 27 luglio scorso la proposta del Sig Sindaco della nostra città di far turnare le parrocchie nella distribuzione delle colazioni alle persone in difficoltà della nostra Como.
Ho pensato che a causa del calore estivo ci volessero colazioni un po’ tropicali ed allora con l’ausilio di amici ho fatto arrivare dalla Costa d’Avorio 240 quintali di noce di cocco. Mi sono detto: “basta con le solite colazioni, ci vogliono coccolazioni”.
Per chi volesse all’Oratorio di Rebbio per 10 giorni a partire dal 18 agosto si servono colazioni a base di cocco: latte di cocco, farina di cocco, dessert di cocco…
Qualcuno mi ha chiesto come si faccia ad aprire il cocco dalla scorza così dura : no problem poichè il nostro santo patrono Martino ha sempre la spada in mano pronta per tagliare il mantello da condividere col povero. Gli chiederemo di tagliare anche le noci di cocco.
Chissà poi che con le “coccolazioni” non si riesca a recuperare qualche parrocchiano di Rebbio che al dire di illustri ecclesiologi nonchè sociologi se ne è andato in altre chiese.
Cocco e coccole, che bella ricetta di recupero delle pecore smarrite.
E se passati i dieci giorni avessimo delle rimanenze di cocco siamo disponibili a regalarle al comune di Como primo responsabile della salute dei suoi cittadini perchè continui con le “coccolazioni” magari riattivando solo per l’occorrenza il centro di Via Sacco e Vanzetti a Prestino oppure l’ex Puzzle di Tavernola.
Saluti cari.
Giusto Della Valle




