Arci/ Diritti e libertà delle donne
Domenica 24 novembre, al Teatro Cesare Volta di Pavia, si è svolto l’incontro Corpi sotto attacco. Diriti e libertà delle donne, coordinato da Clelia Garante, presidente di Arci Pavia, la partecipazione di Alessandra Fuccillo, assessora all’Istruzione e alle Pari opportunità del Comune di Pavia, con gli interventi di Celeste Grossi, delegata nazionale Arci Politiche di genere, Paola Tavazzi, presidente Centro antiviolenza Liberamente Pavia e Chiara Cassani, ginecologa. Alle relazioni delle relatrici si sono aggiunti interventi dal pubblico.








La legge 194/1978 dovrebbe garantire libero accesso all’aborto chirurgico o farmacologico, ma in Italia nei fatti questo non avviene a causa dei tanti vincoli e limitazioni. L’attuale governo ha ulteriormente reso più difficoltoso l’accesso all’interruzione di gravidanza proponendo misure restrittive che vanno dal concedere pieni diritti giuridici dal momento del concepimento, all’obbligo dell’ascolto del battito fetale, fino all’inserimento delle associazioni pro-vita nei consultori. A questo si aggiunge poi il fatto che la maggior parte dei ginecologi (64,6%), quasi la metà degli anestesisti (44,6%) e oltre un terzo del personale non medico (36,2%) sono obiettori di coscienza, secondo l’ultimo aggiornamento relativo al 2020. (Fonte Openpolis). Ed ecco che ciò che è un diritto finisce per essere un percorso inacessibile, fatto di servizi sociosanitari quasi inesistenti, di pressioni psicologiche e sociali che in alcun modo tutelano le donne nelle loro scelte. [Arci Pavia]


