3 settembre/ alle 18/ Lidia Menapace Fuori la guerra dalla storia

«Non so nemmeno più quando incominciai ad essere interessata al tema della pace – scrive Lidia Menapace nel libro autobiografico Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita  (Manni editore, 2015),  – ma certo presto, perché nelle discussioni e nei convegni, negli incontri e nei dibattiti intorno al ’50 e poi via via in ogni occasione nei decenni successivi sempre illustravo come massimamente innovativo l’articolo 11 della Costituzione, che appunto ripudia la guerra. È a lei che dobbiamo il motto “Fuori la guerra dalla storia”, un’utopia che ostinatamente continuiamo a voler concretizzare. A lei dobbiamo anche acute riflessioni su come la militarizzazione dei cuori,  delle menti, del linguaggio e la violenza militare abbiano profondamente trasformato la percezione della realtà.

Per Arci no arm mercoledì 3 settembre alle 18 al Centro sociale di Camerlata in via Varesin1 a Como presentazione del libro Lidia Menapace Fuori la guerra dalla storia con Monica Lanfranco, Celeste Grossi e Massimo Patrignani. In collaborazione con Auser.

Lidia Menapace Fuori la guerra dalla storia

La raccolta di articoli e riflessioni di Lidia Menapace tra il finire degli anni ’90 sino al 2016 offre a chi legge la possibilità di incontrare il pensiero di una delle più acute intellettuali del ‘900. Oggi si direbbe di lei che è stata una icona pop, per il suo modo di porsi ‘familiare’, sempre, sia in occasioni istituzionali che in quelle informali e di movimento: l’essere femminista, partigiana e di sinistra nel concreto ha significato per lei condividere lo spazio fisico.Cum panis: dirsi compagna nella concretezza della messa in pratica era per Lidia Menapace la norma, non l’eccezione.

Per questo modo di essere e di stare al mondo la sua morte ha suscitato un’onda di commozione fortissima, quando il 7 dicembre 2020 il covid l’ha portata via, quasi a 98 anni. Tra le decine di messaggi che per giorni hanno popolato la rete ha spiccato quello di Sergio Mattarella, inviato al presidente dell’Anpi, dove Menapace è stata nel Comitato Nazionale dal 2011, contribuendo a svecchiare l’associazione che conta un terzo di iscrizioni di persone molto giovani grazie proprio al suo apporto innovativo: “Lidia Menapace, ha scritto il capo dello stato, è stata fortemente impegnata sui temi della pace con la Convenzione permanente di donne contro tutte le guerre. I valori che ha coltivato e ricercato nella sua vita, antifascismo, libertà, democrazia, pace, uguaglianza, sono quelli fatti propri dalla Costituzione italiana e costituiscono un insegnamento per le giovani generazioni”.

Arricchito con due conversazioni con la storica e studiosa femminista Giancarla Codrignani, il giovane attivista Peter Nicolosi e un ricordo di Giuliana Sgrena il testo, curato da Monica Lanfranco, è un viaggio nelle parole chiave del pensiero che Lidia Menapace ha lasciato in eredità. Lidia Menapacè ha incarnato il contrario dell’accademia, della politica paludata e ufficiale, un prototipo raro di pensiero libero e critico, postura che non l’ha resa popolare ai vertici ma l’ha consegnata alla storia contemporanea come una figura indimenticabile per i milioni di persone di ogni età che ha avvicinato nel suo peregrinare instancabile. Maestra, maieuta, levatrice, non materna ma affiancante, Lidia Menapace ha incarnato, nel suo piccolo corpo-mente curioso e gentile l’esempio vivente di femminismo felice, irridente del virilismo di destra e di sinistra, testimone di laicità che si fonda sulla libertà dei corpi di gioire del piacere della condivisione.

BIO MONICA LANFRANCO

Monica Lanfranco, giornalista, formatrice, attivista femminista, conduce corsi nelle scuole, con gruppi, associazioni, aziende sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti, sulla violenza maschile e sulla differenza sessuale nel mondo del lavoro e nelle dinamiche collettive. Dal suo libro Uomini che odiano amano le

donne. Virilità, sesso, violenza: la parola ai maschi (2013) è nato il primo laboratorio di teatro sociale

italiano per uomini, Manutenzioni-Uomini a nudo. Dal 1994 dirige il trimestrale femminista Marea. Nel 2009 ha creato Altradimora, un luogo di formazione in Piemonte dove si tengono seminari, progetti di formazione nazionali ed europei e incontri residenziali. Gli ultimi suoi libri sono: Voi siete in gabbia, noi

siamo il mondo (2021), Mio figlio è femminista (2023) e Donne che disarmano. Come e perché la nonviolenza riguarda il femminismo (2024), tutti per Vanda Edizioni. Ha un blog su Il Fatto Quotidiano e Micromega.

La foto di copertina è di Nanda Lanfranco

L’Arci, la più grande Aps italiana (oltre un milione di iscritti, oltre ottomila a Como), sente pienamente la responsabilità di opporsi alla barbarie di questi tempi dell’orrore, del genocidio, della violazione di ogni convenzione internazionale e di scelta mortifera di riarmo.

Come nelle sue corde, l’Arci si muove su più piani che valorizzano anche l’azione culturale come parte della ribellione alla violenza delle guerre.

Per questo il Comitato provinciale comasco e i suoi circoli  coorganizzano a Cernobbio il Forum Addio alle armi! di Sbilanciamoci e Rete Pace e Disarmo  e lo preparano con una serie di eventi a Albate, Cantù e Como che culmineranno con il grande concerto Voci contro la guerra che si svolgerà, con, il patrocinio del Comune, a San Fermo della Battaglia, venerdì 5 settembre dalle 20,30.

Le iniziative Arci no arm (Arci Como, Lombardia e nazionale) si svolgono con l’adesione e la collaborazione di Cgil di Como, Coordinamento comasco per la Pace, Arci servizio civile Lombardia, Como senza frontiere, Coordinamento della Cooperazione internazionale per la Pace, Comitato per l’ottantesimo della Liberazione, Gruppi di iniziativa territoriale di Banca Etica di Brescia, Como, Cuneo, Genova, La Spezia, Lecco, Mantova, Milano, Monza.

Nelle locandine e nel programma dell’Altra Cernobbio sono indicati gli interventi delle tante personalità dii spicco della cultura, dell’attivismo pacifista e sociale, della politica. Tra loro per l’Arci il presidente nazionale Walter Massa, la vicepresidente nazionale Raffaella Bolini, Celeste Grossi, Sara Sostini, Gianpaolo Rosso, Danilo Lillia e i dirigenti dei circoli che ospiteranno le iniziative. Tra i politici parteciperanno Shlein, Fratoianni, Bonelli, Acerbo, Conte. ecoinformazioni è media partner.

Calendario

Lunedì 1 settembre

al Circolo Arci Joshua di Como Albate alle 20,30.

Proiezione del film Addio alle armi. interventi di Cristina Quadrio, Sandro Tangredi che eieguirà Gorizia, e Matteo Ferrario.

Martedì 2 settembre

al Circolo Arci Terra e libertà alle 21

No alle banche armate. Finanza etica e Terzo settore

interventi di Anna Fasano, Abramo Francescato, Git Como.

In collaborazione con il Git Banca Etica di Como.

Mercoledì 3 settembre

al centro sociale di Camerlata alle 18

Lidia Menapace Fuori la guerra dalla storia con Monica Lanfranco, Celeste Grossi, Massimo Patrignani.

In collaborazione con Auser.

Giovedì 4 settembre

Rete Pace e disarmo propone a Erba nella sede de Lo snodo alle 20,45 la  presentazione del libro di Giulio Marcon Quell’aiuola che ci fa tanto feroci.

Venerdì 5 settembre

A Cernobbio, via Cinque Giornate 8, dalle 16,30 alle 20 Forum Addio alle armi!.

A San Fermo della Battaglia, auditorium comunale, dalle 20,30 concerto Voci contro la guerra.

Sabato 6 settembre

A  Cernobbio dalle 9 Forum Addio alle armi!.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero

Tutte le info su ecoinformazioni.com

Arci Como

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