19 settembre/ Capoverde chiama, il Baule risponde!
Dal 2007 l’Associazione Il Baule dei Suoni diretta da Giulia Cavicchioni, con sede ad Albese con Cassano, porta ogni anno la musica nell’isola di Sao Vicente a Capo Verde, aiutando bambini, ragazzi e giovani donne a trovare nuove motivazioni e nuovi percorsi di vita, grazie ad uno strumento musicale. Lo scorso 11 agosto l’isola è stata colpita dall’uragano Erin, che ha provocato morte e distruzione, costringendo molte persone a lasciare la propria casa. Il Baule dei Suoni ha pensato così ad una serata musicale per raccogliere fondi da destinare a Fra Silvino Bedetti, cappuccino che opera a Sao Vicente da 30 anni. Il concerto, che proporrà un repertorio capoverdiano, si terrà a Rebbio nella chiesa parrocchiale venerdì 19 settembre alle 20.45 e vedrà la presenza di Fra Silvino e Don Giusto Della Valle. L’intento è quello di supportare in particolare le famiglie dei giovani musicisti che il Baule dei Suoni in questi anni ha formato, estate dopo estate, con i suoi laboratori orchestrali.

«Era il 2007 quando ho incontrato per la prima volta Silvino» – racconta Giulia Cavicchioni, fondatrice del Baule dei Suoni e direttrice dell’Orchestra Musica Spiccia, che si esibirà il 19 settembre a Rebbio in una serata di raccolta fondi per la popolazione capoverdiana colpita dall’uragano dell’11 agosto. «Siamo partiti per la nostra prima missione musicale a Capo Verde e lì abbiamo conosciuto questo straordinario frate cappuccino, che da trent’anni opera nelle periferie di Mindelo. Con lui sono nate le nostre scuole di musica a Sao Vicente. Eravamo certi che un flauto, un violino, una chitarra potessero davvero fare la differenza per tante famiglie, e così è stato. Da allora non abbiamo mai smesso di lavorare a Mindelo ogni anno, per portare avanti i nostri progetti comuni».
In una bellissima lettera a Giulia, Fra Silvino racconta di tanti destini cui la musica ha impresso una svolta. Come quello di Pampinha, persa nell’abisso della droga e sparita da casa, che Silvino va a cercare con in mano una melodica: oggi la ragazza lavora in un asilo e nel tempo libero suona con passione. C’è poi Noemi, che è riuscita a partire e a coronare il suo sogno di iscriversi a giurisprudenza. Nei suoi viaggi Noemi è sempre rimasta abbracciata al suo flauto come ad un’ancora. E ancora Lala, diventata titolare di
una piccola impresa a Capo Verde, o Keli, strappata ad una setta, che insegna musica ai bambini e con lo stipendio può finalmente permettersi di studiare. Scrive Fra Silvino: «Anche solo girando per strada, ci si accorge di qualcosa di nuovo perché ogni tanto vediamo spuntare la custodia di un violino da sopra le spalle di ragazzi e ragazze. Quindici anni fa nella nostra isola c’erano solo due o tre musicisti anziani». Nel 70% delle famiglie di Sao Vincente manca la figura paterna e la violenza domestica è una piaga molto diffusa: la musica può davvero essere un antidoto prezioso, una fonte di bellezza e di gentilezza. [Il Baule dei Suoni]

