Grazie Karma/ Nella pietà che non cede al rancore
Una riflessione di Margherita Cioppi, attivista e capo missione del progetto Tom -Tutti gli occhi sul Mediterraneo, parte dell’equipaggio della Karma della Global Sumud Flottilla.
«I quattro soldati delle forze speciali israeliane sono saliti su Karma armati fino ai denti. Hanno chiesto l’identificazione dei due diplomatici, hanno rapidamente perlustrato la barca e ci hanno fatti scendere in dinette. Hanno preso il comando e hanno dato tutta manetta del motore. Mi sono affacciata dalle scalette, parlando in inglese: “Il motore non può andare sopra i 2000 giri, altrimenti surriscalda. Quello è il contagiri e quella la temperatura. Il pilota automatico si stacca dal quadro generale.” “Grazie. Tu sai se con questo vento possiamo aprire le vele? Lo sai fare?” “Lo so fare, l’angolo è buono. Apro il fiocco.”
Uno sorride: “Facciamo così: in questo frangente, tu dai gli ordini e noi eseguiamo.”
“Spostatevi tutti dall’altro lato del pozzetto.”
Col fiocco aperto, nelle prime ore del mattino, Karma correva a otto nodi, dopo notti di costrizione e senza vele. “Karma è una barca incredibile. Dovete rispettarla, si chiama Karma ed è una un po’ permalosa.”
Intanto il sole a quella latitudine picchiava forte. I militari si erano abbassati tutti il passamontagna, e stavano a viso scoperto a provare a non vomitare per il mal di mare.
“Margherita” se ne esce uno-senza che mi fossi mai presentata-” ma quando non provi a forzare blocchi navali cosa fai nella vita?”
“lo navigo. Ho un progetto per cui lavoro, si chiama TOM, come quella bandiera. Facciamo monitoraggio nel Mediterraneo Centrale, prestando assistenza alle imbarcazioni in difficoltà. Sono imbarcazioni sovraffollate e fatiscenti con cui le persone scappano dalla Libia. Noi le soccorriamo quando la guardia costiera non lo fa. E’ solidarietà in mare.”
”Ma pensa. Quello che fai è bello, complimenti al tuo equipaggio”.
Fumo un’altra sigaretta. Uno dei soldati era particolarmente in sotterenza per il caldo.
“Se sposta il fucile da qui, posso aprire la panca e mettere un tendalino per dare un po’ di ombra.”
“Lo faresti?”
“Sì. Se qualcuno sta male si fa il possibile, è solidarietà in mare.”
Ci penso da quel momento: perchè ho provato a dare sollievo a un assassino non lo so proprio. Ma in quel momento volevo che fosse chiaro che non sono come loro.
E che l’amore-solo quello- è la fine dell’assedio.» [da instagram, Margherita Cioppi-margotissorock, Arci]


