5 gennaio/ Con il Baule dei suoni ricordando Martin Schaefer

Un violino senza confini – Ricordando Martin Schaefer. Ci sono musicisti che non si limitano a suonare strumenti, ma aprono strade. Martin Schaefer era uno di loro.

Nato in Slesia, cresciuto tra le corde del violino e le musiche del mondo, Martin ha scelto presto di non restare dentro i confini della musica colta, ma di attraversare popoli, tradizioni e linguaggi. Celtica, balcanica, klezmer, africana, tango: per lui la musica era incontro, ascolto, condivisione.

Dal 1999 Martin ha camminato a lungo insieme all’Associazione Culturale Baule dei Suoni, contribuendo a costruire un modo diverso di insegnare e vivere la musica. Dai primi laboratori nella sede di Tavernerio e poi ad Albese con Cassano fino agli ultimi stage, il suo insegnamento ha formato musicisti e, prima ancora, persone.

Nel 2007, su suo invito, il Baule dei Suoni ha intrapreso un viaggio verso Capo Verde. Un viaggio che continua ancora oggi e che ha permesso a centinaia di bambini e ragazzi di scoprire la musica come spazio di libertà e possibilità. Anche lì, il violino di Martin ha saputo parlare una lingua universale.

Per onorare questa eredità, il Comune di Albese con Cassano, che promuove l’evento, insieme all’Associazione Culturale Baule dei Suoni, invita la cittadinanza a lunedì 5 gennaio alle 21 al Centro Civico di Albese con Cassano per una serata di musica, parole e immagini dal titolo “Un violino senza confini”.

Durante l’incontro sarà allestita una mostra fotografica curata da Franco Ferloni, che restituisce frammenti di viaggi, sguardi, gesti e momenti condivisi con Martin nel corso degli anni.

Martin è talmente presente in noi che quasi non riusciamo a sentirne la mancanza.
Ci ha dato così tanto che continua a vivere nei nostri cuori, insieme alle lacrime, al dolore e al vuoto.

Ci ha insegnato che ci sarà sempre un anno prossimo, una nuova occasione in cui, in qualche modo, tornerà.
Siamo tutti Martin: siamo il Minotauro, l’ubriaco che rientra a casa, lo zar Nicola che viaggia nella bufera, un’allodola, un tango, un walzer, un sette ottavi.
Siamo il caffè Illy, l’Hotel Montana, i tessuti di Montmartre cuciti poi in Africa da sarti bravissimi.
Siamo Tu Tu Gbovi, Tanzuy Tanzuy, la Jouliska di Buda-Budapest, il cuore pieno di paprika, gli zingari, la luna che spunta, ammarechiare.

Martin ha vinto sulla morte.
Perché, se libero un uomo muore, che cosa importa di morir? [Il Baule dei suoni]

About The Author

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza

Scopri di più da [Arci - Giornalismo partecipato]

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere