Cecco Bellosi a processo/ Udienza del 27 febbraio

Venerdì 27 febbraio si è tenuta al Tribunale di Como la prima udienza del processo a Cecco Bellosi accusato di danneggiamento della teca che celebra Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra.

Durante questa prima udienza diverse persone hanno esposto la loro testimonianza, per il fatto riguardante Cecco Bellosi avvenuto la notte tra il 28 e il 29 aprile del 2023, tra cui l’allora comandante dei carabinieri di Tremezzina ed il vicebrigadiere di Tremezzina. Tra gli esponenti presente anche Angelo Simonetta, che quella notte chiamò i carabinieri denunciando la presenza di un uomo anziano avrebbe stato compiuto azioni, non specificate, davanti alla teca di Mussolini. La testimonianza di Simonetta, riguardo quella sera, comprende un unico fatto di cui si è certi della veridicità, anche perché confessato da Bellosi, ossia l’atto di rimozione dei fiori dalla teca. Queste azioni, in aggiunta ad un punteruolo arrugginito ritrovato il giorno dopo dai carabinieri, sono state considerate possibilmente compatibili con il ritrovamento del vetro della teca scheggiato, ma l’accusante ha dichiarato di non aver visto, in precedenza al fatto, lo stato della teca e soprattutto dichiara di non essere riuscito a comprendere cosa stesse realmente compiendo Bellosi in quel momento.

Cecco Bellosi, a sua volta, con la testimonianza di sua moglie Donatella, dichiara di non aver compiuto nessun atto illegale; anzi, rimarca il fatto che l’unica cosa illegale in questo processo è la presenza di quella teca, effigie di Mussolini e Petacci, evidente apologia di fascismo, totalmente illegale in uno Stato con una Costituzione antifascista. La teca andrebbe quindi rimossa. Il 28 aprile fascisti vanno a depositare fiori alla suddetta effigie, motivo per il quale quella sera Cecco e Donatella si sono lì recati, alla fine di una serata divulgativa organizzata da Anpi, per toglierli.

Cecco Bellosi, come chiunque altro, non può e non deve perdere a processo per un atto antifascista, anzi come dichiara il suo avvocato, dovrebbe essere preso d’esempio. La seconda udienza si terrà venerdì 19 giugno alle ore 9 al Tribunale di Como.

Al di fuori del tribunale, numerosa è stata anche la presenza al presidio organizzato da Anpi con la partecipazione di Arci Como e numerose organizzazioni e persone, tra cui ragazze e ragazzi della cooperativa sociale Il Gabbiano, di cui Bellosi è attualmente coordinatore.

[Foto, video e testo di Matteo Gioia, ecoinformazioni]

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