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Voto NO anche contro il genocidio, la devastazione ambientale in corso, contro le disuguaglianze sociali. C’è probabilmente una sola speranza per fermare la mortifera avanzata delle guerre, della repressione, del pensiero unico turbo capitalista, colonialista, contro i diritti umani e il diritto stesso ovunque nel mondo. Forse c’è una seppur difficile striscia di futuro se avremo la capacità di unirci, di superare l’imbarazzante persistenza di steccati che isolano gli attivisti contro la barbarie in troppe, talora persino conflittuali, “parrocchie”.
In contrasto con ogni evoluzione politica, viviamo ancora gi strascichi di quella cultura autoreferenziale che ha tanto negativamente condizionato la storia delle sinistre italiane negli ultimi decenni. Non c’è più tempo. O si supererà l’inconcludente divisione tra società civile, movimenti, partiti e contemporaneamente si rinuncerà a ogni settorialismo antistorico oppure saranno represse e rese ininfluenti tutte le nostre azioni per le libertà, i diritti, la qualità della vita di tutt3, ovunque.
Per questo partecipare con un attivismo estremo alla lotta per la Costituzione attaccata dal governo, consapevoli della posta in gioco che è la democrazia nel nostro paese e non la separazione delle carriere dei magistrati, appare vitale. Non farlo per un benaltrismo davvero tossico ci porterebbe al disastro e altrettanto autolesionista sarebbe non impegnarsi partecipando e coinvolgendo tutt3 nella grande manifestazione Together a Roma il 27 e 28 marzo.
Prendere spunto dal femminismo e dalla straordinaria esperienza di Intrecciat3 a cui è dedicato questo numero del nostro settimanale è probabilmente la strada. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

