Assalam/ Diritto di culto ristabilito a Cantù/ Il Comune commissariato paghi e ubbidisca alla legge

Importante e decisivo passo per il riconoscimento dopo 12 anni di contenzioso, del diritto di culto a Cantù che mette fine con una sentenza inequivocabile alla persecuzione burocratica di matrice fascioleghista contro l’associazione Assalam. Contro i diversi provvedimenti comunali canturini, tutti annullati dalla magistratura, che negli anni hanno ostacolato il legittimo progetto di costruzione di una centro islamico e di una moschea a Cantù, a fianco di Assalam, si è sviluppata una convergenza di organizzazioni politiche e sociali, culturali e di persone che hanno dato vita a molteplici azioni di approfondimento, discussione e di piazza. La soddisfazione dell’insieme dei soggetti che hanno sostenuto la lotta (dall’Arci, all’Anpi, dai partiti di centro sinistra a liste locali, da organizzazioni religiose, come la Chiesa Valdese, e laiche, insieme a centinaia di persone per la difesa della Costituzione) che ha trovato nella competenza e determinazione professionale dell’avvocato Vincenzo Latorraca e dellavvocata Michela Larghi la strada del successo legale, può essere riassunta nella dichiarazione di Vincenzo Conte (Anpi Cantù), nella chat del gruppo Coordinamento Diritti umani: «Ottima notizia. Non ci resta che continuare ad impegnarci per avere una classe politica che spenda soldi ed energie per applicare i diritti invece che per negarli».

«Con la decisione oggi depositata, il Consiglio di Stato, nell’ambito dell’esecuzione delle proprie sentenze n. 3877/2025 e 3880/2025, ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni espresse dall’Associazione, dichiarato nulli i provvedimenti comunali successivi alle due sentenze sopra citate e disposto l’insediamento del Commissario ad acta nel termine di trenta giorni, affinché provveda in sostituzione del Comune al rilascio del permesso di costruire. Il Giudice Amministrativo ha inoltre condannato il Comune, data la soccombenza, alle spese». [Avvocat3 Vincenzo Latorraca e Michela Luraghi per Assalam]

«Il Consiglio di Stato ha definitivamente posto termine al contenzioso che il Comune di Cantù ha ostinatamente alimentato con una serie di provvedimenti che si frapponevano alle legittime prerogative di Assalam di ottenere, finalmente, dopo oltre 12 anni di contenzioso, la possibilità di insediare un luogo di culto nell’edificio di sua proprietà. Il Consiglio, investito dall’Associazione del giudizio di ottemperanza, è stato tranchant riconoscendo la fondatezza del ricorso e dichiarando nulli tutti gli atti del Comune successivi alle sentenze che avevano ordinato al Comune di verificare esclusivamente la dotazione dei parcheggi necessari, disponendo l’eventuale monetizzazione. Ha dunque confermato la nomina del Commissario ad acta (Il Prefetto di Milano) che dovrà provvedere al rilascio del permesso in luogo del Comune. Si riporta il nucleo centrale della decisione: “Orbene, il comportamento del Comune di Cantù non è conforme, sul piano sostanziale, a quanto stabilito con le sentenze indicate in epigrafe, con conseguente elusione dell’obbligo conformativo da esse derivante. In particolare, in assenza di un’istanza da parte della Associazione ricorrente, il Comune di Cantù intende modificare la destinazione d’uso del fabbricato riaprendo l’istruttoria, il che rende particolarmente difficile, oltre che oneroso, il rilascio del permesso di costruire. Come sopra evidenziato, nelle sentenze di cui si chiede l’ottemperanza la riapertura della istruttoria era finalizzata solo alla individuazione degli standard (parcheggi) e N. 07908/2025 REG.RIC. alla valutazione della richiesta di monetizzazione dei parcheggi; come evidenziato dalla parte ricorrente, il riferimento alla categoria delle attività culturali, ricreative e del tempo libero era stato effettuato in sede processuale solo per fornire un parametro per la quantificazione degli standard (parcheggi). Il comportamento del Comune di Cantù deve considerarsi, pertanto, elusivo degli obblighi conformativi discendenti da statuizioni giudiziali che hanno acquisito efficacia di cosa giudicata e sono quindi irretrattabili. Il Comune di Cantù, pur dichiarando di voler dare esecuzione alle sentenze di questo Consiglio, in realtà, pone a carico della Associazione ricorrente degli adempimenti che esulano dall’obbligo conformativo derivante dal dictum giudiziale. 11. In conclusione, per le considerazioni di cui sopra, il ricorso deve essere accolto, con declaratoria di nullità degli atti adottati dal Comune successivamente alla pubblicazione delle sentenze sopra richiamate, per elusione del giudicato, disponendo che il Commissario ad acta già nominato (Prefetto di Milano o suo delegato) si insedi nel termine di trenta giorni dalla notifica o dalla comunicazione in via amministrativa della sentenza e provveda a valutare i parcheggi richiesti per il rilascio del permesso di costruire, in base alla destinazione d’uso compatibile con quella di edificio di culto o, in alternativa, proceda alla loro monetizzazione”. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Comune di Cantù, liquidate in € 6.000,00 (seimila/00), oltre accessori di legge. Sono state, dunque, pienamente riconosciute le ragioni dell’Associazione di ottenere un luogo per poter esercitare la preghiera collettiva e quindi il diritto di culto. Il Presidente dell’Associazione Abella Bourass esprime grande soddisfazione per la sentenza che ha riconosciuto il diritto ad ottenere un luogo di culto e non un centro culturale, come pretendeva il Comune nonostante la domanda originaria del 2014 e le sentenze del Consiglio di Stato, augurandosi che, nel futuro, i rapporti con la comunità canturina possano essere ispirati ai principi della massima collaborazione nell’interesse comune e per il bene della Città». [Assalam]

About The Author

Rispondi

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza

Scopri di più da [Arci - Giornalismo partecipato]

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere