Adria Bartolich

Niente soldi alle scuole per pagare i supplenti

cisl-scuola-laghi-COPBartolich: «Siamo in attesa che si materializzino i soldi perché, pur essendo favorevoli alla smaterializzazione, non vorremmo che il concetto si estendesse anche ai salari che, purtroppo, servono a risolvere problemi assolutamente materiali ed urgenti».

 

«I supplenti assunti dalle scuole per le supplenze temporanee e non ricevono lo stipendio ormai da mesi – denuncia Adria Bartolich, segretario generale Cisl scuola dei laghi –. Diverse sono le segnalazioni che ci stanno arrivando da parte di supplenti in grande difficoltà perché non hanno ancora visto un soldo. A fonte di assegnazioni alle istituzioni scolastiche pari a circa 80 milioni di euro per il 2013 e di 150 milioni per il 2014, le scuole non sono in grado di procedere al pagamento dei supplenti per un problema sul sistema informatico del ministero “Noi P.A.” che a tutt’oggi risulta non ancora disponibile per problemi tecnici».

«Questo lascia i lavoratori nell’impossibilità di fare fronte alle spese ordinarie come pagare l’affitto, comprare generi di prima necessità, alcune delle quali sono tra l’altro necessarie per svolgere il loro lavoro, come le spese di trasporto da casa a scuola ma anche tra le diverse scuole di servizio per il quale è previsto che provvedano direttamente i lavoratori – prosegue la sindacalista della Cisl –. Inoltre occorre specificare che alcuni Istituti, pur avendo accantonato il necessario per fare fronte alle emergenze nel corso dell’anno e avendo a disposizione le somme necessarie, se le sono viste “portare via” dal ministero a giugno dello scorso anno scolastico e, nonostante i fondi siano attualmente visibili presso la Banca d’Italia dal sistema informatico della scuola, non c’è modo di utilizzarli».

«Si tratta di una situazione assolutamente inaccettabile – attacca Bartolich –. Sul Ministero si stanno muovendo i nostri livelli regionali e nazionali ma ad ora senza risultati positivi. A fronte di tanti proclami sulla smaterializzazione e l’informatizzazione della pubblica amministrazione, registriamo che sia, sul fronte delle domande per le graduatorie che su quelle dell’erogazione degli stipendi, i ritardi sono ancora quelli di sempre. Siamo in attesa che si materializzino i soldi perché, pur essendo favorevoli alla smaterializzazione, non vorremmo che il concetto si estendesse anche ai salari che, purtroppo, servono a risolvere problemi assolutamente materiali ed urgenti». [md, ecoinformazioni]

Meno cattedre per il Musicale

cisl scuola laghiBartolich: «Per l’anno scolastico 2014/ 2015 è prevista la riduzione di molte cattedre di strumento per le scuole ad indirizzo musicale».

 

«Così, a quattro mesi dalle iscrizioni, a fine anno scolastico, dopo che gli alunni iscritti sono stati sottoposti ai testi di ammissione ai corsi ad indirizzo musicale (che ricorso andavano effettuati entro il termine delle iscrizioni) molti capi d’istituto saranno costretti a ricontattare le famiglie per comunicare che il posto per il loro figlio, nel corso ad indirizzo musicale, non c’è più – scrive in un comunicato Adria Bartolich, segretaria generale Cisl Scuola dei laghi –. Ancora tagli sul sistema scolastico che aumenta per numero di alunni e nel quale diminuiscono i posti, taglio che interessa anche le cattedre di strumento nelle scuole dove, grazie lavoro di docenti e dirigenti, le iscrizioni sono aumentate fino al raddoppio del corso».

«I tagli interesseranno così sembra, agli istituti di Lomazzo, la scuola secondaria Anzani, la scuola media Turati di Cantù, l’Istituto Comprensivo di Como Centro – prosegue la sindacalista comasca –.Tutto ciò dopo un periodo in cui, nell’ambito della provincia di Como, le scuole ad indirizzo musicale sono state sostenute ed incoraggiate nel loro nascere e nel processo di espansione fino a fare diventare istituti musicali anche l’Istituto comprensivo di San Fedele Intelvi, della Tremezzina e di Cernobbio coprendo un buco nell’offerta formativa per un territorio, quello del lago, che sotto questo profilo era interamente scoperto».

«La distribuzione dell’offerta musicale sul territorio è stata, nel tempo, priva di una vera programmazione. Infatti non c’è nessun istituto musicale nell’alto lago, né nella zona del Marianese e dell’Olgiatese – aggiunge Bartolich –. La maggior parte degli istituti musicali, infatti, si concentra tra Como (convalle) e Cantù, e difficilmente si riuscirà a recuperare, nel tempo, questa difformità di risorse e di offerta formativa sul territorio. Dopo tre anni di tagli ufficiali pesanti sugli organici, il sistema scolastico continua a sopportare tagli ufficiosi altrettanto pesanti in termini di mancato adeguamento di risorse per fare fronte all’aumento di richiesta delle famiglie».

«Confidiamo in una azione da parte del dirigente dell’ambito territoriale dott. Merletti, per quanto potrà fare, affinché vengano confermate le risorse necessarie per soddisfare le richieste dell’utenza – conclude il comunicato –. Chiediamo ai parlamentari comaschi che si attivino presso il governo, per evitare un ulteriore taglio di risorse sul nostro territorio.Il sindacato farà la sua parte affinché questo taglio non diventi operativo e venga ridimensionato». [md, ecoinformazioni]

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