Adria Bartolich

6 marzo/ …Noi andavamo fora

Il 6 marzo alle ore 15, ‘Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta organizza, in collaborazione con il comune di mariano Comense una nuova presentazione online del libro …Noi andavamo fora – I giuliano-dalmati nel territorio comasco.

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13 febbraio/ L’esodo giuliano-dalmata

In occasione del Giorno del Ricordo (fissato per legge al 10 febbraio), il Comune di Mariano Comense, in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, organizza per sabato 13 febbraio 2021, alle ore 15, la presentazione del libro …Noi andavamo fora.

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Rivoluzione digitale e accesso al credito: quali servizi di nuova offerta per le imprese e le famiglie?

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Martedì 5 giugno alle 9,30, nell’aula magna della sede del dipartimento di Diritto, economia e culture dell’Università degli studi dell’Insubria, situata nel chiostro di Sant’Abbondio, si è tenuta la tavola rotonda “Rivoluzione digitale ed accesso al credito: quali servizi di nuova offerta per le imprese e le famiglie?”, organizzata da Etica, dignità e valori – associazione stakeholders aziende di credito onlus, First Cisl dei laghi e dal Creares (centro di ricerca in etica degli affari e dignità sociale) del dipartimento di Economia dell’ateneo ospitante.
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Un Primo Maggio per la sicurezza

Le celebrazioni del Primo Maggio, Festa del Lavoro fin dagli albori del movimento operaio, hanno avuto quest’anno un tono più drammatico del solito: al centro dei discorsi è stato infatti posto il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro, un lavoro che continua a mietere vittime con ritmi incalzanti.

Anche a Como, nella manifestazione convocata da Cgil Cisl e Uil intorno al palco allestito nei pressi della riva del lago, tra giardini e monumento ai Caduti, i primi interventi sono stati dedicati a questo argomento. I discorsi di Angelo Rusconi e Luca Fonsdituri hanno offerto, in modo chiaro e articolato, utili elementi di informazione e di approfondimento.

Angelo Rusconi

Luca Fonsdituri

Gli incidenti sul lavoro costituiscono anche nella zona comasca (appendice di quel “triangolo industriale” che tradizionalmente rappresenta la porzione più avanzata e moderna e ricca del mondo produttivo manifatturiero italiano) un fenomeno che è sempre stato connaturato alla produzione; anche quando i numeri assoluti degli incidenti sembravano diminuire, in realtà si trattava di una diminuzione apparente, dovuta solo al decrescere dell’occupazione in generale. Oggi che l’economia ha ricominciato “a girare” (sia pure a un ritmo inferiore alle aspettative di chi vorrebbe vedere spazzati via i “limiti dello sviluppo”), i numeri delle vittime del lavoro sono tornati a crescere. E non bisogna credere che questa situazione coinvolga solo i settori tradizionali (l’edilizia in primo luogo), poiché anche i settori più “avanzati” (quelli dei servizi, del commercio, della logistica) hanno numeri da capogiro. Il contesto generale su cui si staglia il dramma degli incidenti sul lavoro è degno di essere analizzato con attenzione: la debole “rinascita” economica spinge le imprese a chiedere un impegno sproporzionato a gruppi insufficienti di lavoratori (di fronte a una debole ripresa, nessuno si accolla il rischio di nuove assunzioni, assegnando carichi di lavoro sempre più pesanti a chi è già dentro il ciclo produttivo), l’allargamento dell’impiego di lavoratori precari ha ulteriormente diminuito l’impegno per la formazione (quale impresa si assume i costi di formazione sapendo che molta della forza lavoro entro breve non sarà più impiegata nelle stesse mansioni?), la ristrutturazione del sistema pensionistico ha notevolmente aumentato l’età media di chi lavoro (aumentando la fragilità strutturale), l’aumento degli incidenti in settori specifici come servizi, commercio e pubblico impiego comporta sempre più dirette conseguenze anche sul pubblico generico e non solo su “chi lavora”. Sono tutte ragioni che dovrebbero condurre a un’attenta considerazione del fenomeno generale, non solo sulle sue drammatiche conseguenze in termini di dolore e di morte. ma anche in termini di costi sociali, di impoverimento generale della società. E invece chi avrebbe il dovere di impegnarsi a fondo continua a “minimizzare”. Persino le Aziende di Tutela della Salute sembrano non aver compreso l’importanza della prevenzione e della formazione, tanto che quest’anno la Giornata per la Sicurezza sul Lavoro (giunta a Como alla diciottesima edizione) rischiava di non farsi. Si farà, invece, il prossimo 28 maggio, grazie soprattutto all’impegno dei sindacati, e sarà dedicata proprio alle scuole, a conferma delle nuove esigenze di attenzione in luoghi “non tradizionali” in cui avvengono gli incidenti.

Adria Bartolich, segretaria della Cisl dei laghi, nell’intervento finale a nome di Cgil Cisl Uil

La Festa del Lavoro è poi proseguita, con toni più leggeri e – appunto – festaioli, ma non senza spunti di riflessione, con il concerto dei Sulutumana, molto apprezzato dalle centinaia di persone presenti.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti del concerto dei Sulutumana

4 maggio/ Lavoro e flessibilità a tre anni dal Jobs Act

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Venerdì 4 maggio alle ore 20.45, l’Associazione Alfonso Lissi organizza,  alla propria sede di Via Ennodio 10 a Como, la conferenza Lavoro e flessibilità a 3 anni dal Jobs ActRelatore dell’evento sarà Pietro Rizzi, Master Degree in Economics de La Sapienza; interverranno anche Giacomo Licata, Segretario Generale della Cgil di Como, e Adria Bartolich, Segretaria Generale Cisl Laghi.

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Elezioni Rsu/ Cisl: più contrattualità per la scuola e il pubblico impiego

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Si terranno da martedì 17 a giovedì 19 aprile le elezioni per il rinnovo delle Rsu per la scuola e per il pubblico impiego, come ricordato da Adria Bartolich, segretaria generale della Cisl dei Laghi, in apertura alla conferenza stampa che si è tenuta la mattina di lunedì 9 aprile alla sede del sindacato, in via Brambilla 24. Intervenuti a presentare la situazione rispettivamente della scuola e della pubblica amministrazione, Carlo Brunati (segretario Cisl Scuola dei laghi) e Gesuele Bellini (segretario alla funzione pubblica Cisl dei laghi) esprimono soddisfazione verso le imminenti elezioni, che segnano una ripresa della democrazia rappresentativa nel mondo del lavoro. (altro…)

16 dicembre/ Acqua bene pubblico da tutelare

Appuntamento sabato 16 dicembre alle 9,30 all’Astra, in viale Giulio Cesare 3. Introducono i segretari sindacali provinciali di categoria: Sandro Estelli (Filctem Cgil), Daniele Magon (Femca Cisl), Gioacchino Favara (Uiltec Uil). A seguire, interventi dei delegati sindacali e dei lavoratori delle società operative del sistema idrico.
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2 dicembre/ La scuola che cambia

021215pdSerata di riflessione e confronto su legge La buona scuola con Adria Bartolich, segretario generale Cisl scuola dei laghi, Eleonora Galli, insegnante e rappresentante del Forum scuola Pd Como, Erminia Colombo, professoressa, dirigente del Liceo Enrico Fermi di Cantù, e rappresentanti degli studenti, mercoledì 2 dicembre all’auditorium P.A. Zucchi, in via G. B. Grassi, alle 21 a Cermenate, promossa dal Circolo del partito democratico di Cermenate, in collaborazione con i Circoli di Bregnano-Vertemate con Minoprio, Lomazzo-Cirimido e Cantù.

Niente soldi alle scuole per pagare i supplenti

cisl-scuola-laghi-COPBartolich: «Siamo in attesa che si materializzino i soldi perché, pur essendo favorevoli alla smaterializzazione, non vorremmo che il concetto si estendesse anche ai salari che, purtroppo, servono a risolvere problemi assolutamente materiali ed urgenti».

 

«I supplenti assunti dalle scuole per le supplenze temporanee e non ricevono lo stipendio ormai da mesi – denuncia Adria Bartolich, segretario generale Cisl scuola dei laghi –. Diverse sono le segnalazioni che ci stanno arrivando da parte di supplenti in grande difficoltà perché non hanno ancora visto un soldo. A fonte di assegnazioni alle istituzioni scolastiche pari a circa 80 milioni di euro per il 2013 e di 150 milioni per il 2014, le scuole non sono in grado di procedere al pagamento dei supplenti per un problema sul sistema informatico del ministero “Noi P.A.” che a tutt’oggi risulta non ancora disponibile per problemi tecnici».

«Questo lascia i lavoratori nell’impossibilità di fare fronte alle spese ordinarie come pagare l’affitto, comprare generi di prima necessità, alcune delle quali sono tra l’altro necessarie per svolgere il loro lavoro, come le spese di trasporto da casa a scuola ma anche tra le diverse scuole di servizio per il quale è previsto che provvedano direttamente i lavoratori – prosegue la sindacalista della Cisl –. Inoltre occorre specificare che alcuni Istituti, pur avendo accantonato il necessario per fare fronte alle emergenze nel corso dell’anno e avendo a disposizione le somme necessarie, se le sono viste “portare via” dal ministero a giugno dello scorso anno scolastico e, nonostante i fondi siano attualmente visibili presso la Banca d’Italia dal sistema informatico della scuola, non c’è modo di utilizzarli».

«Si tratta di una situazione assolutamente inaccettabile – attacca Bartolich –. Sul Ministero si stanno muovendo i nostri livelli regionali e nazionali ma ad ora senza risultati positivi. A fronte di tanti proclami sulla smaterializzazione e l’informatizzazione della pubblica amministrazione, registriamo che sia, sul fronte delle domande per le graduatorie che su quelle dell’erogazione degli stipendi, i ritardi sono ancora quelli di sempre. Siamo in attesa che si materializzino i soldi perché, pur essendo favorevoli alla smaterializzazione, non vorremmo che il concetto si estendesse anche ai salari che, purtroppo, servono a risolvere problemi assolutamente materiali ed urgenti». [md, ecoinformazioni]

Meno cattedre per il Musicale

cisl scuola laghiBartolich: «Per l’anno scolastico 2014/ 2015 è prevista la riduzione di molte cattedre di strumento per le scuole ad indirizzo musicale».

 

«Così, a quattro mesi dalle iscrizioni, a fine anno scolastico, dopo che gli alunni iscritti sono stati sottoposti ai testi di ammissione ai corsi ad indirizzo musicale (che ricorso andavano effettuati entro il termine delle iscrizioni) molti capi d’istituto saranno costretti a ricontattare le famiglie per comunicare che il posto per il loro figlio, nel corso ad indirizzo musicale, non c’è più – scrive in un comunicato Adria Bartolich, segretaria generale Cisl Scuola dei laghi –. Ancora tagli sul sistema scolastico che aumenta per numero di alunni e nel quale diminuiscono i posti, taglio che interessa anche le cattedre di strumento nelle scuole dove, grazie lavoro di docenti e dirigenti, le iscrizioni sono aumentate fino al raddoppio del corso».

«I tagli interesseranno così sembra, agli istituti di Lomazzo, la scuola secondaria Anzani, la scuola media Turati di Cantù, l’Istituto Comprensivo di Como Centro – prosegue la sindacalista comasca –.Tutto ciò dopo un periodo in cui, nell’ambito della provincia di Como, le scuole ad indirizzo musicale sono state sostenute ed incoraggiate nel loro nascere e nel processo di espansione fino a fare diventare istituti musicali anche l’Istituto comprensivo di San Fedele Intelvi, della Tremezzina e di Cernobbio coprendo un buco nell’offerta formativa per un territorio, quello del lago, che sotto questo profilo era interamente scoperto».

«La distribuzione dell’offerta musicale sul territorio è stata, nel tempo, priva di una vera programmazione. Infatti non c’è nessun istituto musicale nell’alto lago, né nella zona del Marianese e dell’Olgiatese – aggiunge Bartolich –. La maggior parte degli istituti musicali, infatti, si concentra tra Como (convalle) e Cantù, e difficilmente si riuscirà a recuperare, nel tempo, questa difformità di risorse e di offerta formativa sul territorio. Dopo tre anni di tagli ufficiali pesanti sugli organici, il sistema scolastico continua a sopportare tagli ufficiosi altrettanto pesanti in termini di mancato adeguamento di risorse per fare fronte all’aumento di richiesta delle famiglie».

«Confidiamo in una azione da parte del dirigente dell’ambito territoriale dott. Merletti, per quanto potrà fare, affinché vengano confermate le risorse necessarie per soddisfare le richieste dell’utenza – conclude il comunicato –. Chiediamo ai parlamentari comaschi che si attivino presso il governo, per evitare un ulteriore taglio di risorse sul nostro territorio.Il sindacato farà la sua parte affinché questo taglio non diventi operativo e venga ridimensionato». [md, ecoinformazioni]

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